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23 Settembre 2019 – 18:07 |

Ecco il contenuto dell’interpellanza che il Gruppo 2019 ha mandato al Sindaco e Presidente del Consiglio comunale Dr.ssa Alberta Ticciati:

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La Stazione di Campiglia M.ma è il nodo fondamentale dei collegamenti della Val di Cornia …

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Petizione per la demolizione dell’ecomostro Bayahibe – Firmala anche tu!

Inserito da il 7 Luglio 2012 – 08:24Nessun Commento

Il comune di , nel lontano 2002, bandì un concorso per la realizzazione e gestione di uno stabilimento balneare con ristorante e bar, togliendo ai cittadini l’ultima spiaggia libera oltre che la vista del promontorio di Populonia e dell’isola d’Elba.

Dopo 10 anni e varie vicende giudiziarie lo scheletro del fabbricato (350 metri quadri di acciaio e cemento costruiti direttamente sulla spiaggia), dichiarato parzialmente abusivo da una sentenza del tar, è ancora lì ad aspettare una presa di posizione dei politici e una soluzione che permetta ai cittadini di riappropriarsi di un bene comune e prezioso e a chi ha investito di lavorare.

Questa petizione serve a far capire quante persone vogliono la demolizione di quello scempio come punto di partenza per una soluzione nuova e decisamente meno impattante.

LA TUA FIRMA E’ IMPORTANTE!

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

COMITATO CITTADINI VIA ETRURIA VIA DEL TIRRENO SAN VINCENZO

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA:


Sulla stampa:

Un comitato per demolire l’ecomostro
I residenti di via del Tirreno raccolgono firme per liberare la spiaggia dallo scheletro in cemento armato del Bahiahybe

Si è costituito il “Comitato dei cittadini di via Etruria e via del Tirreno” che si prefigge lo scopo di raccogliere almeno un migliaio di firme a favore della demolizione totale dello stabilimento balneare Bahiahybe di via del Tirreno, considerato da molti il vero “ecomostro” di San Vincenzo. Si tratta di uno scheletro di notevoli dimensioni, in acciaio e cemento, i cui pilastri affondano nella spiaggia libera adiacente al fosso delle Prigioni.

La situazione è ferma da quattro anni, e sia i sanvincenzini che i turisti la considerano il peggior biglietto da visita possibile per il paese. In questi anni, la giunta guidata da Michele Biagi non ha mai pubblicamente preso posizione sulla vicenda, iniziata nel 2002 con un bando di gara d’interesse pubblico voluto dalla giunta guidata da Carlo Alberto Roventini. Il neonato comitato, in due giorni, ha raccolto già numerose adesioni.

Uno dei fondatori, l’architetto sanvincenzino Massimo Cionini, 38 anni, ex insegnante di architettura a Montpellier e Barcellona, vorrebbe che si affrontasse la situazione in un tavolo partecipato da rappresentanti del comitato, politici e tecnici, affinché si possa giungere a una scelta condivisa che eviterebbe il prolungarsi di questa situazione. Cionini è uno dei proprietari di case che sono stati privati della vista del mare e delle isole dal sorgere dello stabilimento, e hanno deciso di denunciare il Comune. Il Tar si sta occupando del caso da anni, e, al momento, una sua sentenza ha deciso la parziale demolizione della struttura del Bahiahybe. Ma il Comune ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, e la vicenda è ben lontana dal concludersi. «Molti – dice Cionini – sono i turisti ed i sanvincenzini scandalizzati da questo scempio che perdura da anni. Per questo abbiamo deciso di fondare il comitato, con l’obiettivo di raggiungere un migliaio di firme.

L’amministrazione comunale guidata da Biagi non ha mai rinnegato la decisione della giunta Roventini, e mai ha preso una posizione in proposito. Lo scandalo consiste anche nel non aver preso, in questi anni, alcun provvedimento per riparare alla situazione. Vorremmo l’istituzione di un tavolo partecipato da cittadini, politici e tecnici, per giungere ad una soluzione condivisa del problema. Vorremmo che la struttura fosse totalmente abbattuta e ricostruita in legno, di minori dimensioni. Il giro d’affari per i gestori sarebbe almeno equivalente a quello di adesso – prosegue – e la struttura non minerebbe l’ambiente né disturberebbe i cittadini che lì vivono. Tutta la zona è immersa nel degrado».

Da parte sua, il sindaco Michele Biagi risponde così circa un’eventuale presa di posizione dell’amministrazione e circa la negativa immagine della struttura per il paese: «La struttura – dice il sindaco – sarà ok quando sarà terminata. Purtroppo i tempi della giustizia sono lunghi, e spero che tutto si possa risolvere il prima possibile, al fine di vederla completata dal punto di vista architettonico, tale da essere funzionale e garantire migliori servizi alla balneazione e non solo. Per quanto mi riguarda – conclude Biagi – la struttura è coerente con il piano approvato».
Paolo Federighi – Il Tirreno 22.6.2012

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