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L’80% della tenuta di Rimigliano esclusa dall’ANPIL! Bertini indignato

Inserito da il 1 Maggio 2012 – 09:132 Commenti

Ci mancava solo l’ANPIL a seppellire qualsiasi credibilità dell’Amministrazione. L’individuazione delle Aree Naturali Protette di Interesse Locale, è un atto importante per comprendere a fondo le strategie di pianificazione dell’Amministrazione.

La competenza è del Consiglio Comunale perché si tratta di approvare gli indirizzi di pianificazione territoriale e, soprattutto, perché allegato al Piano Strutturale del 1998 c’è la previsione approvata dal Consiglio delle aree da sottoporre a tale tutela. Da quel momento è il Consiglio ad avere indicato all’interno di quali confini dovessero essere attuate le previsioni di ANPIL e spetta al Consiglio modificare tale individuazione.

In mezzo alle bufere su nuove tasse, consiglieri che si dimettono, incapacità di costruire una passerella, verifiche regionali sulla pianificazioni urbanistica e compagnia cantando, l’Amministrazione pensa bene di approvare con Delibera di Giunta una modifica sostanziale degli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale nel 1998.

I confini di queste previsioni sono sostanzialmente diversi rispetto a quelli indicati dal Consiglio e la Maggioranza nell’approvarli, non solo non ha sentito la necessità di una delibera dell’unico organo elettivo di questo Comune, ma non si è neppure degnata di aprire una discussione in Commissione consiliare né di comunicare tali intenzioni al Consiglio Comunale.

Un comportamento che si spiega fin troppo facilmente esaminando la sostanza dell’atto: l’80% dei territori della Tenuta di non sono individuati come parco, solo la ristretta porzione a nord di Via del Lago viene considerata d’interesse. Per tutto il resto si rimanda l’individuazione a successivi, imprecisati atti.

Pare che l’Amministrazione ritenga di maggior pregio ambientale via della Caduta con le nuove lottizzazioni, e la vecchia e nuova Aurelia rispetto ai territori della Tenuta di Rimigliano. L’ennesimo capolavoro d’una Amministrazione che non riesce più ad approvare un atto senza pasticciare. Assicuriamo che con un’analisi più approfondita degli allegati, emergeranno delle incredibili novità.

Nicola Bertini
Forum del Centrosinistra per San Vincenzo

Testo della delibera (documento Pdf)

La delibera e tutti i documenti pubblicati sull’Albo Pretorio del Comune di San Vincenzo

COMUNICATO UFFICIALE COMUNE SAN VINCENZO
Approvata dalla Giunta Comunale la proposta di Anpil per l’area che va da Rimigliano a Monte Calvi
La Giunta Comunale ha approvato nei giorni scorsi la proposta di ANPIL (area naturale protetta di interesse locale) per Rimigliano redatta dalla Parchi Val di Cornia su incarico del Comune di San Vincenzo, elaborata ai sensi della Legge Regionale 49/95.
Tale area che si estende per circa 1106 ettari comprende interamente la zona costiera dunale (dune di Rimigliano per circa 137 ettari), un mosaico di aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna (parte della Tenuta di Rimigliano ed aree agricole circostanti per 400 ettari) e le pendici occidentali del Monte Calvi e Valle dei Manienti per circa 569 ettari). L’area individuata è caratterizzata da elementi naturalistici, storico-culturali e paesaggistici di estremo valore e lungo l’intero sviluppo si possono individuare molteplici habitat e specie di flora e fauna particolari.
Si passa infatti dal sistema dunale, con macchia mediterranea, leccete e pinete su dune fisse, aree umide retrodunali, aree agricole, nuclei forestali planiziali e collinari relittuali, fino agli ambienti carsici superficiali e ipogei ricchi di testimonianze storiche come le antiche miniere del periodo etrusco.
Con tale proposta si istituisce un’area protetta che funge in parte da corridoio ecologico tra la costa e il mare e rappresenta inoltre, un collegamento diretto con l’ANPIL San Silvestro (Comune di Campiglia M.ma) a nord-est e con l’ANPIL -Populonia (comune di Piombino ) a sud, determinando nel complesso un’unica grande area protetta che, in maniera unitaria, collega Calamoresca a Monte Calvi.
Se si considera anche l’ANPIL Sterpaia e il Parco Interprovinciale di Montioni  si completa il mosaico delle aree protette della Val di Cornia  creando nel complesso un sistema quasi unitario che circoscrive nella sua interezza  la vasta pianura del Fiume Cornia.
La proposta è in fase di valutazione da parte della Provincia di Livorno e successivamente sarà istruita presso gli uffici della regione Toscana per l’inserimento nel Piano Ambientale e Energetico Regionale.
La proposta esclude attualmente una parte della Tenuta di Rimigliano, poiché al momento dell’approvazione tale area era ancora oggetto di valutazione da parte della Commissione Paritetica.
“Possiamo dire oggi, afferma l’assessore all’ambiente Elisa Cecchini che, in accordo con la Regione, l’intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell’Anpil entro e non oltre la scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento Urbanistico.
L’Amministrazione intende anche tenere presente l’attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie anche nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione.
Credo che questa proposta di Anpil sia un’opportunità fondamentale per il nostro Comune. L’Anpil non è solo protezione del territorio. Significa promozione dell’area e delle attività legate alla sua fruibilità, ad esempio con lo sviluppo della sentieristica e delle attività escursionistiche, ma soprattutto è un’occasione di promozione delle produzioni dell’agricoltura e può sviluppare nuove occasioni di lavoro legate al turismo, all’attività di guida ambientale e al turismo escursionistico.
Vogliamo che questa proposta di Anpil sia un ulteriore passo concreto a testimonianza di un’attenzione crescente verso l’ambiente e la gestione sostenibile del nostro territorio.
Diversi passi significativi sono stati fatti, prosegue l’assessore Cecchini; la registrazione Emas, la Bandiera Blu e, proprio nei giorni scorsi, la firma con il Ministero dell’ambiente  per l’adesione  al Santuario dei cetacei, importante progetto di tutela del nostro mare.
È necessario sfatare i luoghi comuni per i quali il rispetto ambientale e la tutela non vanno d’accordo con lo sviluppo del territorio. Anzi, soprattutto per un’economia turistica come la nostra, il rispetto della biodiversità e dei nostri elementi identitari, è la nostra ricchezza.
Solo una gestione attenta e corretta del territorio, conclude Elisa Cecchini, può portare uno sviluppo economico migliore, di più alta qualità e durevole nel tempo”.
Tratto da Corriere Etrusco

Sulla stampa:
SAN VINCENZO «ANPIL», LE CRITICHE DI BERTINI
«La giunta ha cambiato i confini delle aree protette»

«Ci mancava solo l’Anpil a seppellire qualsiasi credibilità dell’Amministrazione». Così inizia Nicola Bertini (Forum del Centrosinistra» in merito all’individuazione delle Aree Naturali Protette di Interesse Locale. “Questa individuazione è un atto importante per comprendere a fondo le strategie di pianificazione dell’Amministrazione –prosegue Bertini – La competenza è del Consiglio Comunale perché si tratta di approvare gli indirizzi di pianificazione territoriale e, soprattutto, perché allegato al Piano Strutturale del 1998 c’è la previsione approvata dal Consiglio delle aree da sottoporre a tale tutela; da quel momento è il Consiglio ad avere indicato all’interno di quali confini dovessero essere attuate le previsioni di Anpil e spetta al Consiglio modificare tale individuazione”.
Poi, l’esponente del Forum entra nel merito quando afferma come «in mezzo alle bufere su nuove tasse, consiglieri che si dimettono, incapacità di costruire una passerella, verifiche regionali sulla pianificazioni urbanistica e compagnia cantando, l’Amministrazione pensa bene di approvare con Delibera di Giunta una modifica sostanziale degli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale nel 1998. I confini di queste previsioni sono sostanzialmente diversi rispetto a quelli indicati dal consiglio e la maggioranza nell’approvarli, non solo non ha sentito la necessità di una delibera dell’unico organo elettivo di questo Comune, ma non si è neppure degnata di aprire una discussione in Commissione consiliare né di comunicare tali intenzioni al Consiglio Comunale».
Indignato, Nicola Bertini aggiunge: “Un comportamento che si spiega fin troppo facilmente esaminando la sostanza dell’atto: l’80% dei territori della Tenuta di Rimigliano non sono individuati come parco, solo la ristretta porzione a nord di via del Lago viene considerata d’interesse. Per tutto il resto si rimanda l’individuazione a successivi, imprecisati atti. Pare che l’Amministrazione ritenga di maggior pregio ambientale via della Caduta con le nuove lottizzazioni, e la vecchia e nuova Aurelia rispetto ai territori della Tenuta di Rimigliano. L’ennesimo capolavoro d’una Amministrazione che non riesce più ad approvare un atto senza pasticciare. Assicuriamo che con un’analisi più approfondita degli allegati, emergeranno delle incredibili novità».
La Nazione 1.5.2012

Rimigliano, piano per l’area protetta
Rilevate difficoltà per l’inserimento della Tenuta ma per l’amministrazione comunale il progetto è ok

Le previsioni urbanistiche della Tenuta di Rimigliano rappresentano elementi di incompatibilità per l’inserimento dell’area in regime di Anpil (Area naturale protetta di interesse locale). Lo dice un documento apparso sull’albo pretorio del Comune, recante le firme di Luca Sbrilli, presidente della società Parchi spa, Leonardo Lombardi e Linda Colligiani della Nemo. Il documento consiste in una proposta di indirizzo per l’Anpil riguardante il territorio compreso tra Rimigliano e il Monte Calvi. Sbrilli e i suoi collaboratori ritengono, infatti, che lo studio effettuato «ha però individuato nelle previsioni urbanistiche per l’area della Tenuta – si legge – elementi di incompatibilità per il suo attuale inserimento nell’area protetta, ipotizzando scenari alternativi che necessitano di verifiche ed approfondimenti per il suo inserimento nell’Anpil entro un anno dalla presente proposta». Secondo l’amministrazione comunale, il motivo del mancato inserimento di parte della Tenuta nella proposta dipenderebbe dal fatto che è stata elaborata durante i lavori della Conferenza paritetica interistituzionale della Regione, che stava decidendo il futuro del progetto urbanistico relativo all’area ex Parmalat. La giunta comunale, intanto, ha approvato la proposta di Anpil redatta dalla Parchi, proposta che potrebbe essere rivista alla luce dell’accordo stabilito nella Conferenza paritetica per l’inserimento in regime di Anpil di tutta la Tenuta. L’area interessata dalla proposta di Anpil approvata si estende per 1106 ettari e comprende le dune di Rimigliano per circa 137 ettari, aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna e le pendici ovest del Monte Calvi e Valle dei Manienti per circa 569 ettari. Secondo l’amministrazione comunale, l’area protetta costituirebbe «un collegamento diretto con l’Anpil di San Silvestro a nord-est e con l’Anpil Baratti-Populonia a sud, determinando nel complesso un’unica area protetta che collega Calamoresca a Monte Calvi». La proposta è in fase di valutazione da parte della Provincia, e a breve potrebbe essere inserita nel piano ambientale ed energetico regionale. «Possiamo dire oggi – sostiene l’assessore Elisa Cecchini – che, in accordo con la Regione, l’intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell’Anpil entro la scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento urbanistico. L’amministrazione intende anche tener presente l’attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione. L’Anpil – prosegue – non è solo protezione del territorio. Significa promozione dell’area e delle attività legate alla sua fruibilità, ad esempio con lo sviluppo della sentieristica e delle attività escursionistiche, ma soprattutto è un’occasione di promozione delle produzioni agricole e può sviluppare nuove occasioni di lavoro legate al turismo».
Paolo Federighi – Il Tirreno 1.5.2012

L’ASSESSORE CECCHINI: «DA MONTE CALVI AL MARE, SARÀ UN VALORE»
Nuova area protetta di mille ettari
La giunta ha approvato la proposta di Anpil (area naturale protetta di interesse locale) per Rimigliano redatta dalla Parchi Val di Cornia. Tale area, che si estende per circa 1106 ettari, comprende la zona costiera dunale (dune di Rimigliano per circa 137 ettari), un mosaico di aree agricole, boschi ed aree umide della pianura interna e le pendici occidentali del Monte Calvi e Valle dei Manienti (circa 569 ettari). Si passa dal sistema dunale, con macchia mediterranea, leccete e pinete su dune fisse, aree umide retrodunali, aree agricole, nuclei forestali planiziali e collinari relittuali, fino agli ambienti carsici superficiali e ipogei ricchi di testimonianze storiche come le antiche miniere del periodo etrusco.
UN’AREA che funge in parte da corridoio ecologico tra la costa e il mare e rappresenta un collegamento con l’Anpil San Silvestro (Comune di Campiglia M.ma) a nord-est e con l’Anpil Baratti-Populonia (comune di Piombino ) a sud, determinando nel complesso un’unica grande area che collega Calamoresca a Monte Calvi. «Possiamo dire oggi — afferma l’assessore all’ambiente Elisa Cecchini  — che, in accordo con la Regione, l’intera Tenuta di Rimigliano sarà inserita nell’Anpil entrola scadenza dei vincoli di destinazione agricola della Tenuta stessa, così come indicato anche nel nostro regolamento Urbanistico. L’Amministrazione intende anche tenere presente l’attività venatoria che si svolge nei territori interessati e coinvolgere le associazioni venatorie anche nella regolamentazione delle aree e nella loro gestione. Credo che questa proposta di Anpil sia un’opportunità fondamentale per il nostro Comune».
La Nazione 28.4.2011

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2 Commenti »

  • ASTUTO CACCIATORE ha detto:

    L’apparecchiamento del banchetto per la cordata dei “muratori” era già stato preordinato ed ora assistiamo alle rifiniture. Volete altro signori per capire con chi abbiamo a che fare?

  • Simona L.G. ha detto:

    Astuto, credo che i poteri di indagine e veto della Regione su Rimigliano fossero limitati alla corrispondenza con il PIT.
    Per altri aspetti valuteranno altri organi competenti.

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