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11 Ottobre 2019 – 13:41 |

La linea unanime del consiglio comunale di Campiglia da tradurre in osservazioni sia tecniche che politiche.

Il consiglio comunale ha dato mandato agli uffici affinché producano «le necessarie osservazioni, sia tecniche che politiche, al Piano regionale cave». …

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La Cgil sul caso di Rimigliano «Salvare i cipressi e il lavoro»

Inserito da il 21 Aprile 2012 – 13:30Nessun Commento

Non sono ancora finite le polemiche suscitate dalla manifestazione dei lavoratori edili a San Vincenzo, proprio nel giorno del sopralluogo delle commissione paritetica, guidato dall’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson alla Tenuta di , per verificare la corrispondenza del piano approvato dal Comune con il Pit della Regione. A dire la loro sono oggi il segretario provinciale della Cgil Maurizio Strazzullo e il coordinatore di zona Giuseppe Bartoletti. «La manifestazione dei lavoratori a Rimigliano indetta dai sindacati di categoria,sta suscitando polemiche e reazioni, alcune un po’ sopra le righe, soprattutto da parte di chi, avendo responsabilità, attacca le organizzazioni sindacali senza conoscere quanto queste hanno fatto e stanno facendo per la Val di Cornia».

«Il nostro territorio sta vivendo una crisi profonda ; le difficoltà che incontra il sistema manifatturiero, ha avuto e avrà purtroppo effetti pesanti sull’occupazione e sul reddito di un territorio vasto. Per questo – sostengono i due sindacalisti – la Val di Cornia,ha imboccato la strada della diversificazione, puntando, oltre che su un’industria risanata ambientalmente , anche sul sistema portuale e della logistica e su un turismo di qualità». «Questi motori di un nuovo processo di diversificazione economica fanno parte di un patrimonio comune di questo territorio, dove anche il sindacato ha fatto la propria parte e le amministrazioni locali hanno assunto queste scelte in atti d’indirizzo e di pianificazione urbanistica».

Sappiamo – proseguono i dirigenti Cgil – che se vogliamo che il turismo assuma una dimensione qualitativa-quantitativa, creando buona occupazione, occorre costruire un sistema che supporti questa scelta,rispettosa delle leggi e della tutela delle risorse. D’altro canto se nel territorio della Val di Cornia esistono parchi e aree protette, questo si deve anche ad una attenzione sociale che fa parte della nostra capacità di tenere fermi alcuni principi fondamentali». «Tutti si affannano a pontificare, ma in pochi si soffermano sulle difficoltà che stanno incontrando i lavoratori,sulla difficoltà a mantenere il lavoro e sulle angosce che determina l’incertezza del futuro.

Noi non siamo per tutelare la rendita – dicono Strazzullo e Bartoletti – né tanto meno per fare occupazione a discapito della sicurezza e dell’ambiente. Nessuno vuole scavalcare le leggi e le norme, ma nemmeno si può pensare che ogni volta che c’è un progetto di sviluppo i tempi per dare certezza ai possibili investitori siano talmente lunghi, tali da scoraggiare ogni possibilità di realizzazione. Siamo convinti – concludono – che si debba salvare i cipressi e i pini, ma anche il lavoro e i lavoratori».
Il Tirreno 21.4.2012

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