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La Cgil sul caso di Rimigliano «Salvare i cipressi e il lavoro»

Inserito da il 21 Aprile 2012 – 13:30Nessun Commento

Non sono ancora finite le polemiche suscitate dalla manifestazione dei lavoratori edili a San Vincenzo, proprio nel giorno del sopralluogo delle commissione paritetica, guidato dall’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson alla Tenuta di , per verificare la corrispondenza del piano approvato dal Comune con il Pit della Regione. A dire la loro sono oggi il segretario provinciale della Cgil Maurizio Strazzullo e il coordinatore di zona Giuseppe Bartoletti. «La manifestazione dei lavoratori a Rimigliano indetta dai sindacati di categoria,sta suscitando polemiche e reazioni, alcune un po’ sopra le righe, soprattutto da parte di chi, avendo responsabilità, attacca le organizzazioni sindacali senza conoscere quanto queste hanno fatto e stanno facendo per la Val di Cornia».

«Il nostro territorio sta vivendo una crisi profonda ; le difficoltà che incontra il sistema manifatturiero, ha avuto e avrà purtroppo effetti pesanti sull’occupazione e sul reddito di un territorio vasto. Per questo – sostengono i due sindacalisti – la Val di Cornia,ha imboccato la strada della diversificazione, puntando, oltre che su un’industria risanata ambientalmente , anche sul sistema portuale e della logistica e su un turismo di qualità». «Questi motori di un nuovo processo di diversificazione economica fanno parte di un patrimonio comune di questo territorio, dove anche il sindacato ha fatto la propria parte e le amministrazioni locali hanno assunto queste scelte in atti d’indirizzo e di pianificazione urbanistica».

Sappiamo – proseguono i dirigenti Cgil – che se vogliamo che il turismo assuma una dimensione qualitativa-quantitativa, creando buona occupazione, occorre costruire un sistema che supporti questa scelta,rispettosa delle leggi e della tutela delle risorse. D’altro canto se nel territorio della Val di Cornia esistono parchi e aree protette, questo si deve anche ad una attenzione sociale che fa parte della nostra capacità di tenere fermi alcuni principi fondamentali». «Tutti si affannano a pontificare, ma in pochi si soffermano sulle difficoltà che stanno incontrando i lavoratori,sulla difficoltà a mantenere il lavoro e sulle angosce che determina l’incertezza del futuro.

Noi non siamo per tutelare la rendita – dicono Strazzullo e Bartoletti – né tanto meno per fare occupazione a discapito della sicurezza e dell’ambiente. Nessuno vuole scavalcare le leggi e le norme, ma nemmeno si può pensare che ogni volta che c’è un progetto di sviluppo i tempi per dare certezza ai possibili investitori siano talmente lunghi, tali da scoraggiare ogni possibilità di realizzazione. Siamo convinti – concludono – che si debba salvare i cipressi e i pini, ma anche il lavoro e i lavoratori».
Il Tirreno 21.4.2012

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