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Conferenza paritetica su Rimigliano, nel campo minato della politica, dei sindacati, degli operai e dei costruttori (Stampa)

Inserito da il 18 Aprile 2012 – 21:072 Commenti

‘Solidarieta’ ai lavoratori, anche coloro che mi hanno insultata, ma non ai loro mandanti. La commissione paritetica che presiedo, e’ stata adita l’8 marzo. Mi auguro di finire i lavori entro due mesi dalla sua istituzione.

Non credo che mobilita’, ritardi o posti di lavoro persi siano da adire alla commissione’. Lo ha detto l’assessore all’urbanistica Anna Marson, intervenendo in Consiglio regionale nel corso di un improvvisato dibattito sul sopralluogo svolto ieri alla Tenuta di , nel Comune di San Vincenzo (Livorno), da parte della commissione paritetica (chiamata a esprimersi sulla congruita’ della variante approvata dal Comune)…
Tratto da Controradio.it 18.04.2012

Ascolta l’intervista rilasciata a Controradio in cui l’Assessore Anna Marson invita i sindacati a riflettere su quale sia il modello di sviluppo desiderabile anche per la Toscana.

Rimigliano: dibattito su contestazione commissione paritetica
“Ingiusto contestare la commissione”, questo il giudizio emerso in Consiglio dopo le contestazioni dei lavoratori edili avvenuti ieri. Gli interventi di Agresti (Pdl), Tortolini (Pd), Ceccarelli (Pd), Magnolfi(Pdl), Bugli (Pd), Manneschi (Idv) e dell’assessore all’Urbanistica Marson

Firenze – “Le contestazioni di ieri a Rimigliano sono state un fatto grave e mi preme che si recuperi il senso delle istituzioni. Per questo chiedo al consigliere Tortolini di dissocciarsi da quanto avvenuto”. Lo ha detto il consigliere Andrea Agresti (Pdl), intervenuto per esprimere il proprio “disagio” dopo che ieri, a Rimigliano, nel comune di San Vincenzo (Li), la commissione paritetica interistituzionale di cui fa parte (istituita dalla Regione per esprimersi sulla congruità della variante urbanistica approvata dal Comune livornese) è stata contestata da un gruppo di lavoratori delle imprese edili che devono intervenire nell’area interessata dalla variante. “È giusto che i lavoratori rivendichino il diritto al lavoro, ma i toni minacciosi usati verso i componenti della commissione non hanno giustificazioni”, ha aggiunto Agresti. “A Tortolini rimprovero di non aver speso una parola in difesa della commissione, che essendo operativa da meno di due mesi non è certo responsabile del fermo dei lavori e della crisi dell’edilizia in provincia di Livorno. Anzi, il nostro compito è quello di valutare a fondo e con serenità le questioni edilizie e il sopralluogo è stato utile per le decisioni che dovremo assumere”. Agresti ha quindi di nuovo invitato il collega Tortolini a dissociarsi da quanto accaduto, “altrimenti, non sentendomi di poter continuare con serenità, mi dimetterò dalla commissione”.

Matteo Tortolini (Pd) ha precisato di “non aver organizzato alcun corteo”, che il presidio era stato “organizzato da Cgil, Cisl e Uil” e di aver presenziato, “come succede spesso in questi casi”, ad un incontro con i manifestanti “ai quali abbiamo ribadito che a nostro avviso la commissione paritetica sta lavorando con serietà e scioglierà la questione nella massima serenità”. Tortolini ha quindi sottolineato di aver avuto “un ruolo solo interlocutorio” e di aver lasciato il presidio “prima che questo raggiungesse il luogo dove si svolgeva il sopralluogo della commissione”. Dalla ricostruzione fatta “è emerso”, ha aggiunto, “che ci sono stati eccessi verbali di alcuni manifestanti contro la commissione, eccessi che rigettiamo”. Tortolini ha infine invitato “anche a capire l’ansia e la preoccupazione dei lavoratori per il loro futuro” e “in questo quadro non ho difficoltà ad accogliere le richieste del consigliere Agresti”.

Secondo Vincenzo Ceccarelli (Pd), che ha apprezzato gli interventi di Agresti e Tortolini, “il sopralluogo è stato molto utile per le future determinazioni della commissione paritetica” e, pur confermando le “intemperanze verbali di alcuni manifestanti”, Ceccarelli ha aggiunto di “non ritenere lese le prerogative e l’autonomia della commissione”.

Il capogruppo del Pdl, Alberto Magnolfi (Pdl) ha affermato di “comprendere lo stato d’animo dei lavoratori” e ha espresso “solidarietà ai membri del Consiglio regionale e della Giunta che fanno parte della commissione paritetica”. “Hanno un compito delicato da svolgere e devono continuare a farlo nella massima serenità”, ha aggiunto Magnolfi, invitando Agresti a rimanere in carica.

Anche Vittorio Bugli (Pd), capogruppo Pd, invitandolo a non dimettersi, ha ringraziato Agresti “per aver fatto discutere della questione il Consiglio regionale”. Bugli ha aggiunto che “i cittadini, in Toscana, sono abituati a manifestare le loro opinioni, ma quando i toni vanno oltre i limiti è giusto prendere le distanze”.

Marco Manneschi (Idv) ha affermato che “il diritto a manifestare è giusto, ma questo non deve determinare un cambiamento di opinioni in chi è chiamato a responsabilità istituzionali. In questo senso è necessario far capire che la legalità è un interesse comune, per difendere i diritti di tutti”.

L’assessore all’urbanistica Anna Marson, infine, ha dichiarato: “Ieri i lavoratori mi hanno chiamato in causa e sento il dovere di intervenire. Sono solidale con loro, ma non con i loro mandanti. E dispiace, in quella situazione, che ci fosse la presenza delle organizzazioni sindacali”. Sulla commissione paritetica l’assessore ha spiegato che “è molto equilibrata e ha un grande spirito collaborativo, ma è al lavoro da meno di due mesi e non è certo sua responsabilità dei ritardi o della crisi dell’edilizia e dei posti di lavoro a rischio a San Vincenzo”.
L.M.
Consulta il comunicato n. 0457 del 17.04.2012 su www.consiglio.regione.toscana.it

Rimigliano, minacce durante la protesta «Tortolini si dissoci». Andrea Agresti (Pdl), membro della conferenza paritetica, apre il nuovo caso nella riunione del consiglio regionale.
La protesta sta dei lavoratori edili e dei settori connessi davanti al municipio di San Vincenzo, poi all’ingresso della Tenuta di Rimigliano, ha fatto risalire la temperatura intorno al piano urbanistico approvato dal Comune.
Andrea Agresti del Pdl, uno dei membri della commissione paritetica che ha effettuato lunedì il sopralluogo nella Tenuta, ha chiesto formalmente ieri in consiglio regionale che il collega del Pd Matteo Tortolini si dissoci dai contenuti e dai modi della protesta. «La maggior parte dei lavoratori – sostiene Agresti – ha espresso le proprie ragioni in maniera civile, ma un gruppetto di loro, soprattutto giovani, ha fermato le nostre auto all’uscita della Tenuta e ha rivolto frasi minacciose ed offensive ai membri della commissione.

Noi eravamo lì per renderci conto con più esattezza di quanto stavamo discutendo. Il nostro compito si ferma alla verifica della corrispondenza delle previsioni del Comune con il Pit (piano integrato territoriale della Regione). Personalmente mi sono reso conto che nella Tenuta c’è un patrimonio che sta andando in malora e che è giusto recuperare. Ho visto, però, che sono stati previsti volumi da recuperare anche dove c’è una semplice rete. Non possiamo lasciarsi prendere in giro. Credo che sia necessario che si arrivi ad un compromesso, riducendo una parte dei volumi». «Ma quel che non accetto sono le minacce – prosegue Agresti – per questo chiedo a Tortolini di dissociarsi dalla protesta di lunedì. Se non lo farà sono pronto a dimettermi dalla commissione, che non può lavorare sotto pressione.

Già a marzo, durante la prima seduta della conferenza paritetica, la proprietà ha fatto arrivare una e-mail a tutti i commissari, minacciando il ricorso a vie legali per la richiesta degli eventuali danni. I lavoratori ci hanno chiesto di decidere in fretta, va bene. Ma siamo solo alla seconda riunione della commissione dopo quella del 28 marzo ed abbiamo preso impegno di terminare i lavori entro la fine di aprile. I ritardi, se ci sono, sono tutti precedenti e da imputare ad altre responsabilità».

Il piano originario per la Tenuta di Rimigliano (560 ettari) prevedeva il recupero di 16.600 mq per realizzare circa 120 appartamenti e un albergo da 6mila mq per 75 camere. Il Comune di San Vincenzo, con una variante in corso d’opera, aveva già ridotto di circa 3mila mq le previsioni iniziali, estendendo invece la parte destinata agli usi agricoli.

Oltre al consigliere regionale Agresti, anche altri membri della commissione (rimasti anonimi), al rientro a Firenze dopo il sopralluogo nella Tenuta hanno dichiarato alla redazione fiorentina di Repubblica che «è necessario ricercare un punto di equilibrio, e le ambizioni dei costruttori devono subire un piccolo ridimensionamento. Il progetto è bello, ma serve ancora una limata ai volumi». Di quanto? Secondo le informazioni lasciate trapelare da alcuni membri della commissione di circa 3.000-3.400 mq.
«Nel calcolo dei nuclei poderali da risanare – sempre secondo le dichiarazioni di uno dei membri della conferenza paritetica a Repubblica – ci sarebbero finite anche tettoie, voliere e capanne, strutture non in murature: quelle non possono diventare residenze, né altre possono decollare ed atterrare in luoghi diversi».

Una idea diversa sui compiti delle commissione ce l’ha invece Maurizio Berrighi che – insieme a Pecci, Falk e Antinori – ha acquistato nel 2003 all’asta fallimentare Parmalat la Tenuta di Rimigliano. «La conferenza paritetica – sostiene – deve solo verificare la corrispondenza, dal punto di vista ambientale, del piano urbanistico con il Pit regionale, ma non può entrare nel merito delle volumetrie, sulle quali ogni decisione, finché è in vigore la leggere regionale 1 in materia urbanistica, spetta al Comune di San Vincenzo».
Giorgio Pasquinucci -Il Tirreno 18.04.2012

Il sindacato: a manifestare non c’erano solo lavoratori della Berrighi.
Non erano solo i lavoratori della Berrighi costruzione a protestare lunedì in occasione del sopralluogo della commissione paritetica. «Avevamo dichiarato sciopero alla Berrighi, alla Italfluid e alla Pluri energy – spiega Giorgia Beltramme, della segreteria Fillea-Cgil – poi alla protesta si sono associati lavoratori di altre imprese».

A quanto ci risulta c’erano anche dipendenti della Termoidraulica, della Elettro 2000, della Chierchiello, della Venturina scavi, della Dani Nevio, della Zucconi imbiancature, della Edil intonaci e delle Poli. In tutto, secondo fonti sindacali, una settantina di persone.
«Il nostro obiettivo – sostiene Beltramme – era quello di far presente che della Tenuta si è parlato molto dal punto di vista ambientale, ma mai per l’occupazione. I lavori potrebbero dare lavoro a 250 persone in un momento di grave crisi del settore. La Berrighi ha messo già in mobilità 14 lavoratori, quelli della Italfluid e della Pluri energy sono da 6 mesi in cig Pur nello scrupolo con cui deve fare le verifiche, abbiamo chiesto alla commissione di fare in fretta. Ma non è vero che sono stati gridati slogan ingiuriosi».
Il Tirreno 18.04.2012

Sul caso Rimigliano, ieri in Consiglio regionale è stata sfiorata l’ennesima spaccatura fra il Pd e l’Idv.
Il caso è esploso dopo una frase pronunciata dall’assessore all’urbanistica, Anna Marson, piuttosto irritata per la manifestazione di ieri l’altro, organizzata dai sindacati. Che, in aula, ha detto: «Sono solidale con i lavoratori preoccupati per il loro posto e anche con sindacati che hanno organizzato la protesta, ma non posso esserlo con i loro mandanti…».

Apriti cielo! «Chi sono i mandanti, a chi ti riferisci?», si è inalberato Vittorio Bugli, capogruppo del Pd, dopo che, soprattutto dai banchi dell’opposizione, erano stati fatti commenti vari. Al centro dell’attenzione Matteo Tortolini, già dirigente del Pd di zona e ora consigliere regionale, da sempre difensore del progetto che è stato stoppato dalla giunta regionale. «Mi pare esagerato parlare di mandanti, dimmi a chi ti riferisci», ha continuato a incalzare Bugli, chiedendo subito un confronto con Marco Manneschi, esponente di punta dell’Idv e con Marta Gazzarri, capogruppo dell’Idv in Consiglio regionale.

Tensione palpabile, da tagliare con il coltello. Poi la «rettifica» della Marson: che ha fatto sapere a Bugli di non aver parlato di «mandanti», ma di essersi solo lamentata per quello che è successo durante la manifestazione. Il caso, in aula, era stato sollevato da Andrea Agresti (Pdl) che aveva chiesto a Matteo Tortolini di dissociarsi dalle offese di cui è stata fatta oggetto la commissione che ha fatto il sopralluogo a Rimigliano. «Un consigliere regionale non può permettersi di mettersi dalla parte di chi contesta e offende i suoi colleghi impegnati in una missione», ha detto Agresti.

Tortolini ha respinto con forza di essere stato il «mandante» della protesta e di aver avuto solo un ruolo interlocutorio nella vicenda. Morale? La tensione resta alta sul caso Rimigliano, ma soprattutto fra una parte del gruppo del Pd e l’assessore Marson. Con grave preoccupazione del presidente della giunta, Enrico Rossi, che deve cercare di tenere insieme una maggioranza che, nel caso specifico, risulta spaccata e litigiosa.
Sandro Bennucci -La Nazione 18.04.2012

(Fotografia in evidenza di Corriere Fiorentino 17.04.2012)

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2 Commenti »

  • ASTUTO CACCIATORE ha detto:

    I signori dell’edilizia si preoccupano per le riduzioni delle superfici edificabili che la “paritetica interistituzionale” chiederà, mandando in campo, come ostaggi, i loro operai. Quasi quasi, viene da chiedere loro “ma chi glelo fa fare” ? Stanno pagando un sacco di interessi passivi (almeno così dicono), avranno un sacco di costi di costruzione e di oneri di urbanizzazione, ma sono poi così sicuri di poter vendere tutti quei mattoni ai soliti rappresentanti delle varie caste, italiane, europee (russe), e di qualunque parte del globo siano ? STIANO ATTENTI, I LOR SIGNORI, CHE QUESTA PACCHIA DI POTER VENDERE IL MATTONE A PESO D’ORO POTREBBE ANCHE FINIRE ( E CERTO CHE FINISCE). Così rimarranno un bel territorio devastato, residence ed alberghi semideserti, niente lavoro per il popolo e forse anche pochi soldi nelle loro tasche. Di quest’ultima faccenda a noi non ce ne frega niente, ma di tutto il resto si. Poi, in fondo, non fa comodo a nessuno che ci siano degli imprenditori falliti anche perché avrebbero potuto impiegare meglio le loro risorse che non in queste, ormai decotte speculazioni. Ma se i partitocrati continuano ad appoggiarli, invece di cercare di dare degli indirizzi diversi alle scelte economiche, significa che c’è tutto un sistema che ormai è allo sfascio.
    Questa idea di far soldi con la speculazione edilizia andava bene fino a una diecina di anni fa, ma oggi non è più sostenibile. Voglio dire che questi signori dell’edilizia non sono poi granché avveduti nelle loro scelte affaristiche e tantomeno lo sono coloro, che, nel Partito, li appoggiano. Mi pare che, oltretutto, ci sia una mancanza di professionalità in questi personaggi, una incapacità di sapersi orientare nelle scelte progettuali di investimento,un notevole provincialismo e ristrettezza di idee. Imprenditori che pretendono di fare investimenti del genere dovrebbero ponderare meglio le loro scelte. Voi direte: peggio per loro. Si, lo so, però ci rimettiamo tutti. Se, poi, a livello politico, vengono appoggiati, il danno aumenta ancor più. Se queste graziose villette, una volta costruite, rimarranno invendute, per la collettività, oltre al danno ci sarà anche la beffa.

  • MarioEmmevugi ha detto:

    Che fine ha fatto Montepitti?
    Che pena vedere quelle misere casupole sparse sulla collinetta!
    Costantemente vuote e (abbandonate)tutto l’anno e feste comandate.
    Purtroppo non ha insegnato niente ad uno dei cointeressati della stessa speculazione di Rimigliano.
    Chi vivrà vedrà.

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