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Rimigliano: incredibile avvertimento ai 9 della conferenza paritetica

Inserito da il 1 Aprile 2012 – 12:302 Commenti

«Se il piano salta, chiediamo i danni». I legali della società scrivono ai componenti della conferenza paritetica che riesamina la variante urbanistica.
La linea di credito di 55 milioni ottenuta dalle banche, per sviluppare il progetto Rimigliano, è a rischio di revoca; ogni mese la società Rimigliano deve pagare oltre 156mila euro di interessi alle banche; ci sono già contratti con progettisti e ditte per i lavori. Insomma, ulteriori ritardi, o cambiamenti di programma relativamente al piano di sviluppo immobiliare nella tenuta lungo la via della Principessa, comportano danni economici gravi alla società Rimigliano.

Danni tali che potrebbero divenire insostenibili, se il piano venisse modificato, tanto che la società non esclude la possibilità di impugnare nuovi atti nonché procedere a richieste di risarcimenti. È questo, in estrema sintesi, che la società Rimigliano ha fatto arrivare sui tavoli dei componenti della conferenza paritetica interistituzionale sotto forma di una lunga lettera-relazione redatta dall’avvocato Duccio Traina per conto dello studio legale fiorentino che cura gli interessi della società stessa, formata dagli imprenditori Maurizio Berrighi, Gioia Falk, Piero Antinori ed Enrico Pecci.

La lettera è arrivata ai nove commissari, che stanno riesaminando tutti gli atti su Rimigliano già approvati dal Comune di , in concomitanza con l’inizio dei lavori della conferenza presieduta dall’assessore regionale Anna Marson. I legali di Berrighi & C. considerano un limite al contraddittorio e all’apporto in fase di valutazione il fatto che non sia prevista la partecipazione della proprietà alla conferenza stessa, ed espongono perciò le ragioni della proprietà attraverso questa relazione. I legali ricordano diffusamente come la società Rimigliano abbia acconsentito ad una drastica riduzione delle superfici di nuova edificazione rispetto al piano Parmalat, già approvato alla fine degli anni Novanta. E come la stessa Rimigliano srl abbia assunto vari obblighi relativi alla tutela della tenuta, così come abbia effettuato concessioni di terreno e di edifici a vantaggio del Comune.

Tutti impegni contenuti nella convenzione firmata il 25 gennaio scorso, fra pubblico e privato – ricordano i legali della società – con l’immediata cessione al Comune di 28 ettari di aree boscate e della ex scuola materna di Rimigliano per un valore totale di due milioni e mezzo. La relazione dei legali entra poi nel merito delle contestazioni mosse alla variante urbanistica per Rimigliano e appunto al centro delle verifiche della conferenza paritetica.

Visuali panoramiche, alterazione dell’impianto originario di nuclei poderali e caratteristiche di ruralità sarebbero, secondo i legali, i tre nodi cruciali rilevati dalla Regione. Ma la proprietà non capisce se i nuclei poderali sarebbero “oggetto” della percezione delle visuali o meno, né come si possano ritenere pregiudicate le visuali «essendo tutti i nuclei poderali circondati dal bosco». Inoltre, la proprietà non trova nelle previsioni del Piano d’indirizzo territoriale (Pit) alcun obbligo di conservazione dell’ “impianto originario dei nuclei poderali esistenti”, che dice essere rimasto inalterato, e che il regolamento urbanistico avrebbe individuato i manufatti da conservare e quelli da demolire e ricostruire.

Si afferma poi, nella lettera, che la preservazione delle “caratteristiche di ruralità” è insita nel mantenimento dell’unitarietà della Tenuta e nella conservazione delle strutture per l’attività agricola. La proprietà infine «confida che, tenuto conto di quanto sopra esposto, la conferenza proceda ad una rapida conclusione dei propri lavori e confermi le previsioni della variante».
Il Tirreno 31.03.2012

La Regione Toscana, la Tenuta di Rimigliano e la “voce del padrone”
Dopo la decisione in merito della Giunta regionale della Toscana (8 marzo 2012), nei giorni scorsi si è tenuta la prima riunione della Conferenza paritetica interistituzionale (artt. 24-26 della legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i.) che dovrà fornire un parere fondamentale per la sorte della variante urbanistica della Tenuta di Rimigliano (Comune di San Vincenzo, LI).

S’è scoperto che il Comune di S. Vincenzo e la Tenuta di Rimigliano s.r.l. hanno recentemente firmato la relativa convenzione urbanistica e nelle prossime settimane si svolgerà un sopralluogo nella storica tenuta maremmana, ma intanto la Società immobiliare titolare del progetto ha pensato bene di inviare ai componenti della Commissione una secca memoria-diffida preannunciando richieste di risarcimento danni in caso di modifica del suo progetto.

Quando gli imprenditori impareranno a rispettare leggi, competenze, ambiente, cultura con serenità sarà certamente un bel giorno.
Gruppo d’Intervento Giuridico 31.03.2012

Leggi sul sito gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/

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2 Commenti »

  • ASTUTO CACCIATORE ha detto:

    In Italia, dunque, il rischio d’impresa deve sussistere solo per chi non sa trovare le giuste strade per accedere alla “benevolenza” dei politici?

  • carlo ha detto:

    incredibile intimidazione, ora la commissione regionale ha una sola strada: bocciare il piano, altrimenti tutti saremo autorizzati a pensare che è succube dei diktat dei privati

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