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Tenuta di Rimigliano: inizia la conferenza. Amministrazione e proprietà hanno tipulato la convenzione 2 mesi fa

Inserito da il 28 Marzo 2012 – 13:48Un commento
«Tenuta di da oggi a Firenze variante sotto esame».
Proprio nel giorno dell’insediamento a Firenze della Conferenza paritetica interistituzionale che valuterà la variante al regolamento urbanistico per la Tenuta di Rimigliano, si apprende che a gennaio è stata firmata tra Comune di San Vincenzo e società Rimigliano srl – proprietaria della Tenuta – la convenzione che regola e disciplina i patti fra pubblico e privato sulla base del regolamento urbanistico approvato in consiglio comunale lo scorso 3 ottobre.

In parole povere, il pubblico (Comune) e il privato (Rimigliano srl) si sono impegnati all’attuazione del piano approvato, compresa la cessione al Comune della scuola materna nella Tenuta e di circa 28 ettari di verde lungo via della Principessa, più 2 milioni e mezzo per oneri d’urbanizzazione. Il sindaco Michele Biagi considera la firma «un atto dovuto che può essere azzerato da eventuali variazioni del piano approvato da parte della Conferenza paritetica».

Da parte sua Maurizio Berrighi, uno dei proprietari della Tenuta, spiega che «la convenzione è stata firmata a gennaio dopo la pubblicazione sul Burt e prevede il rispetto del piano urbanistico approvato, più la cessione al Comune della scuola materna di 1.000 metri quadrati, già avvenuta, la cessione al pubblico, anch’essa già avvenuta, di circa 28 ettari di verde lungo la Principessa e il versamento di 2 milioni e mezzo di euro al Comune per gli oneri di urbanizzazione».

Secondo Berrighi comunque l’investimento per la Tenuta, area di 560 ettari di grande valore storico, ambientale e paesaggistico «è a rischio. Tanto per capirsi, stiamo pagando da tempo 160mila euro al mese di interessi, ossia circa il 5,5% dei 30 milioni spesi al momento dell’acquisto. Alcuni, come nel caso di Sel, hanno chiesto che l’area diventi pubblica. Ma quell’area non è mai stata pubblica, se qualcuno la vuol fare diventare tale, è giusto che ce la paghi».

Secondo il proprietario della Tenuta, il lavoro compiuto dal Comune e dalla proprietà sarebbe ottimale e non presenterebbe difformità con il Pit (Piano d’indirizzo territoriale) come invece è stato ipotizzato dalla Regione. «Secondo i miei legali – dice Berrighi – e secondo il Comune, non vi sono difformità col Pit. Sul discorso della recuperabilità dei manufatti sono tranquillo, perché possono essere tutti recuperati. Il fatto che nel Ppamaa (Piano pluriennale di miglioramento agricolo e ambientale) sia scritto che alcuni manufatti risalgono al 1984, è probabilmente un refuso. Ma non voglio entrare in questioni tecniche, quanto piuttosto far notare alcune anomalie normative. Credo infatti – prosegue – che nella legge regionale 1/2005 vi sia un vuoto importante, che non prevede la partecipazione alla Conferenza paritetica della proprietà, limitando così il contraddittorio e rinunciando a un apporto importante nella pianificazione.

Cosa farà il Comune? Non lo so. Io vorrei che nella Conferenza paritetica prevalesse il buon senso. Come cittadino e imprenditore vorrei che mi si dessero garanzie. Otto anni di attesa sono tanti. Il Comune potrà accettare il parere della Paritetica oppure no. Questo dipenderà dallo stesso Comune. Io spero solo che la Conferenza verifichi se le cose sia state fatte bene o meno. Se le cose, e non lo credo, fossero state fatte male, allora ne dovremmo capire i motivi. Noi – conclude – non possiamo fare niente, ma siamo fiduciosi».
Paolo Federighi -Il Tirreno 28.03.2012

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Un commento »

  • ASTUTO CACCIATORE ha detto:

    Ah, com’è bello il rischio d’impresa!!! Senza quello sarebbe troppo facile, cari signori Di Rimigliano, ma state tranquilli andrà tutto bene, avete la Legione dalla vostra parte.

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