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Ecomostro: il miracolo della moltiplicazione dei metri quadrati

Inserito da il 17 Marzo 2012 – 13:48Un commento

La moltiplicazione dei metri quadrati: e ora l’indagine si potrebbe allargare. Non si escludono coinvolgimenti a livello politico
Abbottonati come un cappotto in pieno inverno… gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini successive al sequestro dei documenti e dei computer prelevati negli uffici tecnici del Comune oltre a quelli acquisiti nelle abitazioni di due geometri, il dirigente Andrea Filippi e Daniele Bettini.

Le indagini riguardono la ormai nota questione dell’«ecomostro», il fabbricato in corso di realizzazione sulla duna nel parco dell’Hotel I Lecci ed ubicato lungo via della Principessa. La questione, se analizzata, non è di facile interpretazione considerati i risvolti e, se vogliamo, anche l’iter procedurale che l’ha caratterizzata.
Per questo non sono da escludere ulteriori sviluppi con veri «colpi di scena». Intanto, pare, che mercoledì nel corso delle operazioni di sequestro e dell’apposizione dei sigilli al manufatto sia venuto alla luce un locale interrato il quale è stato oggetto di una ulteriore verbalizzazione.

Non è dato a sapere se siamo di fronte ad una realizzazione aggiuntiva o, invece, «rientra» nell’originaria concessione edilizia inglobata nella delibera di giunta n. 213 del 28 settembre 2007 e molte volte discussa in sede di consiglio comunale.
Nasce da qui il «legittimo pensare» che anche i componenti di quella giunta comunale (2007) possono diventare oggetto di indagine, dal momento che la Procura vuole accertare la legittimità della concessione.

Comunque, lo vogliamo ricordare, l’edificio Torretta (ormai ribattezzato Ecomostro), fu condonato nel 1985 per 46 mq e registrato come immobile di servizio all’Hotel I Lecci e per pernottamento del personale addetto alla custodia della piscina e, a quanto ci è dato a sapere, nessuna successiva autorizzazione all’ampliamento pare sia stata concessa.

Così, nel 2007, quando con delibera di giunta è stato approvato il progetto unitario, i metri quadri condonati erano rimasti i 46 originari. Tuttavia, inspiegabilmente la giunta comunale, (delibera n 213 del 28/9/2007), concedette il «recupero» senza ampliamenti, per 106 mq. e, già in quel periodo la decisione fu oggetto di interrogazioni soprattutto da parte del gruppo consiliare «Forum del centrosinistra» che, asseriva come tale provvedimento fosse oggetto di approvazione di tutto il consiglio comunale e non solo di giunta.

Insomma, il piano è stato contestato, lo ripetiamo, anche perché sarebbe stato necessario, secondo quanto previsto dal regolamento urbanistico approvare un piano attuativo attraverso il consiglio comunale e non un progetto unitario che, a quanto dicevano le minoranze, è una dicitura non riconosciuta dalla legge regionale 1/2005.

Da qui nasce il primo contenzioso e, fu questo il primo contestato ampliamento mascherato da recupero autorizzato dalla giunta a cui i tecnici hanno fatto riferimento nel rilasciare i successivi permessi. Per questo è presumibile ipotizzare che le «indagini» non siano limitate al coinvolgimento dei soli tecnici.

L’immobile è poi diventato di 156 mq senza nessuna autorizzazione e, a seguito del sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato, si è riusciti a ricostruire tutta la vicenda, quindi denunce pubbliche sui giornali, interrogazioni, «ordinanza di demolizione» fino alla mozione di lunedì con l’unanimità del consiglio (La Nazione 15 marzo). E non si può escludere, come hanno sottolineato i consiglieri di opposizione, che l’intera vicenda sia riconducibile solo ad una questione tecnica. Staremo a vedere.
Piero Bientinesi -La Nazione 17.03.2012

Ecomostro: sotto indagine solo gli aspetti tecnici. L’inchiesta della Forestale riguarda abusi edilizi e reati a carattere ambientale. Il sindaco Biagi replica alle minoranze: «Questa non è una questione politica»
«Non è una questione politica». Questa la ferma replica del sindaco Michele Biagi alle opposizioni, secondo le quali la responsabilità politica nel caso del cosiddetto “ecomostro” – la palazzina nel bosco di pertinenza dell’hotel I Lecci – sarebbe evidente e risalirebbe alla delibera di giunta (numero 213 del 28 settembre 2007) con cui è stato approvato un progetto unitario nel bosco di via della Principessa.

Sul sequestro penale della Torretta (questo è il nome del cosiddetto “ecomostro”), eseguito da carabinieri di e forestale di Venturina su mandato del pm Luca Masini, della Procura di Livorno, sommato al sequestro di computer e documenti negli uffici tecnici comunali e in alcune abitazioni, Francesco Angeletti, comandante della forestale di Venturina, esclude allo stato attuale responsabilità da parte dell’amministrazione.

Quest’ultima parte della vicenda comincia nell’aprile 2011, allorché, dopo un sopralluogo, la forestale accerta reati in materia edilizia ed ambientale relativi alla Torretta, la cui costruzione era iniziata nel novembre 2010 (con concessione edilizia e permesso). Il 15 settembre 2011, con ordinanza numero 283, la dirigenza comunale ordina la remissione in pristino entro 90 giorni.

La Torretta sarebbe stata condonata nel 1985, ma, secondo le opposizioni, per 46 mq, come edificio di servizio per il custode dell’hotel e senza autorizzazioni successive all’ampliamento. Nel 2007, la giunta approvò un progetto unitario con un recupero per 106 mq. L’edificio, a detta delle opposizioni, sarebbe poi stato ampliato a 156 mq.

Biagi non vuole sbilanciarsi, ma ci tiene a far sapere che, da parte dell’amministrazione, non c’è alcun tentativo di rinnegare il progetto approvato dalla giunta nel 2007. «Quella è una scelta politica e la confermiamo – dice il sindaco – Ma sulla questione della Torretta la politica non c’entra. Nel corso di questi mesi ho ripetutamente chiesto informazioni sulla situazione, chiarimenti che io stesso, puntualmente, ho sempre girato ai carabinieri di San Vincenzo. La giustizia farà il suo corso».

Francesco Angeletti fornisce dettagli in più non solo sulla vicenda, ma sui soggetti sotto indagine. «Dopo la nostra denuncia dell’aprile scorso – spiega Angeletti – ci sono state attività che hanno portato al sequestro penale dell’edificio e di alcuni fascicoli dagli uffici tecnici comunali, con perquisizioni su mandato della Procura.

Sotto indagine sono la proprietà, la ditta costruttrice (a carico della quale, tuttavia, non è stato emesso alcun altro atto, visto che la concessione esiste) e due tecnici comunali. Stando alla situazione attuale – prosegue il comandante – la giunta sanvincenzina non ha alcuna responsabilità giuridica. I reati accertati sono di tipo edilizio e ambientale. Ora tutto è nelle mani del pm». Contattata la proprietà – che fa riferimento el 76enne ingegnere Augusto Ferrero – ma nessuno al momento vuole rilasciare dichiarazioni sul caso.
di Paolo Federighi -Il Tirreno 17.03.2012


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Un commento »

  • campigliese ha detto:

    evviva l’antipolitica dei Comitati se la politica è quella che appare negli ultimi giorni : San Vincenzo e, a salire, ex assessore Conti il cementificatore !!
    Sorge allora il legittimo dubbio che non sia invece quella dei comitati ( senza generalizzare ovviamente )la vera ‘politica’.

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