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Indetta conferenza paritetica per Rimigliano

Inserito da il 9 Marzo 2012 – 13:502 Commenti

Il ricorso all’Avvocatura regionale non ha funzionato

(Adnkronos) – Il confronto sul recupero e il futuro urbanistico della tenuta di , 560 ettari nel comune di San Vincenzo (Livorno), lungo l’antica ‘via della Principessa’, proseguira’ nella conferenza paritetica interistituzionale.

La Giunta regionale della Toscana lo ha deciso stasera con voto unanime. ”Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il comune nel piu’ breve tempo possibile. E’ gia’ accaduto 13 volte dal 2006 a oggi e sempre i lavori si sono conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali”.

Dopo i necessari approfondimenti degli uffici regionali, la giunta si e’ avvalsa anche del parere dell’Avvocatura che ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del comune e i contenuti del PIT, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio” n. 23 relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia. “La delibera – prosegue il presidente Rossi – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale”.

La giunta ha approvato la decisione all’unanimita’ e si e’ impegnata a convocare immediatamente i lavori della Conferenza paritetica, per ridurre al massimo i tempi del confronto. La commissione paritetica interistituzionale e’ formata da nove membri: 3 sono nominati dalla giunta, 3 rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio delle autonomie locali, altrettanti i Comuni (sempre indicati dal Cal).
Tratto da Adnkronos 08.03.2012

 Rimigliano, la Regione ferma tutto. Il presidente Rossi: «Giusto trovare una soluzione condivisa»
Il confronto sul recupero e il futuro urbanistico della tenuta di Rimigliano, 560 ettari lungo la via della Principessa, proseguirà nella conferenza paritetica interistituzionale.

La giunta toscana lo ha deciso ieri sera con voto unanime. «Si tratta di una procedura normale — afferma il presidente Enrico Rossi — attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il comune nel più breve tempo possibile. E’ già accaduto 13 volte dal 2006 a oggi e sempre i lavori si sono conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali».
Dopo i necessari approfondimenti degli uffici regionali, la giunta si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura che ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del comune e i contenuti del Pit, in particolare con quelli della «Scheda paesaggio» n. 23 relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia.
«La delibera — prosegue il Presidente — va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale». La giunta ha approvato la decisione all’unanimità e si è impegnata a convocare immediatamente i lavori della Conferenza paritetica, per ridurre al massimo i tempi del confronto.

La commissione paritetica interistituzionale è formata da nove membri: 3 sono nominati dalla giunta, 3 rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio delle autonomie locali, altrettanti i Comuni (sempre indicati dal Cal).
Tra i sostenitori del percorso della commissione paritetica c’era stato anche il Comitato per Campiglia

«Il Comitato per Campiglia, con altri comitati e associazioni politiche e culturali, ha condotto una dura battaglia contro questo piano disastroso per un territorio dal valore paesaggistico, naturale e culturale enorme – incalza il presidente Alberto Primi – un piano vistosamente illegittimo, come testimoniano le numerose osservazioni degli uffici regionali, la recente nota protocollo della Direzione Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e soprattutto, l’incredibile discrepanza tra le due versioni del piano stesso (adozione e approvazione)».
«Per questo motivo insieme ad altri soggetti abbiamo richiesto l’attivazione della Conferenza Paritetica Interistituzionale, allo scopo di verificare la correttezza formale e giuridica del progetto. Stando a quanto sembra profilarsi però, in Giunta si sta svolgendo una vera e propria battaglia per evitare che questo avvenga. Se il Piano passerà nella sua versione attuale,si attuerà uno scempio storico e la perdita di un altro bene comune di primaria importanza per la nostra Regione, la cui responsabilità ricadrà in primis sul Partito Democratico».
La Nazione 09.03.2012

Intervento degli assessori provinciali Nocchi e Pacini
«Ci sono tutte le condizioni per partire con gli investimenti su Rimigliano». A sostenerlo sono gli assessori provinciali Piero Nocchi e Paolo Pacini.

«La Provincia di Livorno, così come altre province della nostra Regione,necessitano di rilevanti investimenti pubblici e privati per risalire la china e risollevare le sorti di un tessuto produttivo che si sta indebolendo diffusamente e dove si registrano serie incertezze per il futuro di molte imprese e, di conseguenza, per la tenuta e la difesa dell’occupazione e del lavoro. Ricercare investimenti significa, innanzitutto, concepire scelte capaci di innestarsi nel buon governo del territorio, nel rispetto dell’ambiente e dell’identità della Toscana».
«Le scelte, che il Comune di San Vincenzo ha fatto nel piano della tenuta di Rimigliano, vanno in questa direzione, recupero dell’esistente, forte ridimensionamento del carico urbanistico, valorizzazione della componente agricola della tenuta stessa, indivisibilità della proprietà.

Sulla base di questi presupposti, la Provincia ha concorso per la sua parte all’approvazione degli strumenti urbanistici necessari per mettere in campo un progetto, capace di valorizzare l’identità di quella parte pregiata del territorio livornese, rilanciando, al contempo,turismo ed agricoltura. Per questo, riteniamo che vi siano tutte le condizioni affinchè si possa procedere con la partenza di questo investimento, che giunge al termine di una lunga e complessa gestazione».
La Nazione 09.03.201

La Regione blocca il piano della Tenuta di Rimigliano. Michele Biagi: tutti gli atti sono validi e coerenti, tutelerò il nostro operato.
La commissione paritetica interistituzionale è un organo prettamente tecnico che può essere attivato dalla giunta regionale nei casi in cui emergano dubbi sulla legittimità o sulla coerenza di atti urbanistici rispetto agli strumenti della pianificazione, come in questo caso il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione.La commissione paritetica è formata da nove membri: tre sono nominati dalla giunta regionale, tre rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio della autonomie locali, e altri tre rappresentano i Comuni e sono sempre indicati dal Consiglio delle autonomie locali. Il ricorso alla commissione paritetica è stato chiesto dalla giunta regionale per 13 volte dal 2006 a oggi. «Finora – spiega una nota della Regione – i lavori si sono sempre conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali».La giunta regionale si è impegnata a convocare immediatamente la conferenza per ridurre al massimo i tempi del confronto.
Il braccio di ferro istituzionale sul futuro urbanistico della Tenuta di Rimigliano lo vince, almeno per ora, l’assessore regionale Anna Marson. La giunta guidata dal governatore Enrico Rossi, ieri sera, ha infatti deciso all’unanimità di rinviare gli atti relativi alla variante urnabistica di Rimigliano all’esame della conferenza paritetica interistituzionale.È stata così accolta l’ipotesi di un contrasto fra le previsioni urbanistiche approvate dal consiglio comunale sanvincenzino nell’ottobre scorso – per la realizzazione di villette e un hotel nella tenuta – e i contenuti del Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione.Ipotesi sostenuta appunto dalla titolare regionale dell’urbanistica e contro la quale si è battuto fino all’ultimo il sindaco Michele Biagi. La giunta regionale, rinviando il piano per Rimigliano alla conferenza paritetica ha di fatto sospeso l’entrata in vigore della variante urbanistica a poche ore dalla scadenza della pubblicazione degli atti sul Bollettino ufficiale (Burt).

Per decidere di ricorrere alla conferenza paritetica, la giunta Rossi si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura della Regione che – spiega una nota della giunta – «ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del Comune e i contenuti del Pit, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio 23” relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia». «Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il Comune. La delibera – prosegue – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale».

Deluso e amareggiato il sindaco Michele Biagi che vede rimesso in discussione, e adombrato di sospetti, il lavoro suo e dei suoi tecnici durato oltre sei anni. «Per me – dice a caldo – di conferenze paritetiche se ne possono convocare anche duecento, noi siamo convinti della validità del nostro piano e della coerenza sia col Pit che col Piano provinciale (Ptc). Per risolvere la diversità di opinioni con l’assessore Marson avevo anche proposto di attivare un protocollo d’intesa e un tavolo di confronto che verificasse passo per passo l’attuazione del progetto, tutto in un’ottica di collaborazione.

Ma la Regione – dice ancora Biagi – vuole la paritetica e noi non possiamo che accettare, anche se restiamo convinti che non esistono incoerenze fra il nostro piano e il Pit ».

Una convinzione che spinge Biagi a ipotizzare ulteriori capitoli di questo contenzioso fra istituzioni. «Adesso con i nostri legali – dice – esamineremo le motivazioni contenute nella delibera della giunta regionale e se non saranno convincenti o legittime per convocare la conferenza paritetica, tutelerò in ogni modo l’operato del Comune».

Insomma, Biagi non lo dice, ma uno dei possibili sviluppi di questa complessa vicenda potrebbe vedere il Comune di San Vincenzo impugnare la delibera dell’esecutivo regionale aprendo così una querelle che potrebbe dilatare ancora di più i tempi di questa vicenda.
di Nicola Stefanini -Il Tirreno 09.03.2012

Finalmente una buona notizia. La  giunta della regione Toscana ha deciso con voto unanime, grazie anche alle forti pressioni giunte in questi mesi dal territorio, all’unanimità di avviare la conferenza paritetica sulla tenuta di Rimigliano.

Il confronto sul recupero e il futuro urbanistico della tenuta, 560 ettari nel comune di San Vincenzo, lungo l’antica ‘via della Principessa’, quindi ci sarà, e proseguirà nella conferenza paritetica interistituzionale. Come sempre libertà di commento (con educazione) al termine dell’articolo.

“Si tratta di una procedura normale – afferma il presidente Enrico Rossi – attivata con lo scopo di trovare una soluzione condivisa con il comune nel più breve tempo possibile. E’ già accaduto 13 volte dal 2006 a oggi e sempre i lavori si sono conclusi in maniera consensuale con le amministrazioni locali”.

Dopo i necessari approfondimenti degli uffici regionali, la giunta si è avvalsa anche del parere dell’Avvocatura che ha confermato i profili di contrasto tra le previsioni del comune e i contenuti del PIT, in particolare con quelli della “Scheda paesaggio” n. 23 relativa alla tutela dei valori paesaggistici e rurali della Val di Cornia.

“La delibera – prosegue il prsidente – va nella logica della condivisione e della maggiore tutela degli aspetti ambientali e paesaggistici dell’area e del suo carattere rurale”. La giunta ha approvato la decisione all’unanimità e si è impegnata a convocare immediatamente i lavori della Conferenza paritetica, per ridurre al massimo i tempi del confronto.

La commissione paritetica interistituzionale è formata da nove membri: 3 sono nominati dalla giunta, 3 rappresentano le Province e sono indicati dal Consiglio delle autonomie locali, altrettanti i Comuni (sempre indicati dal Cal).

Tra i più streni sostenitori della conferenza paritetica il Comitato per Campiglia. che prima della riunione di giunta ha così commentato.

«Siamo a un passo dalla pubblicazione sul Burt della variante al Regolamento Urbanistico della Tenuta di Rimigliano a San Vincenzo. Il Comitato per Campiglia, con altri comitati e associazioni politiche e culturali, ha condotto una dura battaglia  contro questo piano disastroso per un territorio dal valore paesaggistico, naturale e culturale enorme.
Un piano  vistosamente illegittimo, come testimoniano le numerose osservazioni degli uffici regionali, la recente nota protocollo della Direzione Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e soprattutto, l’incredibile discrepanza tra le due versioni del piano stesso (adozione e approvazione).
Per questo motivo insieme ad altri soggetti abbiamo richiesto l’attivazione della Conferenza Paritetica Interistituzionale, allo scopo di verificare la correttezza formale e giuridica del progetto.

Stando a quanto sembra profilarsi dalle note delle agenzie però, in Giunta si sta svolgendo una vera e propria battaglia per evitare che questo avvenga.
Se il Piano passerà nella sua versione attuale, si attuerà uno scempio storico e la perdita di un altro bene comune di primaria importanza per la nostra Regione, la cui responsabilità ricadrà in primis sul PD. Un’ organizzazione politica ormai lontana dai cittadini e dalle loro reali aspirazioni ed esigenze, un partito che continua a riproporre un modello di sviluppo che  in tutto il mondo occidentale si è dimostrato dannoso ed attento sopra ogni cosa a soddisfare gli imprenditori amici nella loro sete di ricavi, noncurante della collettività».
Leggi su Corriere etrusco


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2 Commenti »

  • campigliese ha detto:

    veramente lungimiranti gli assessori, hanno capito tutto sul futuro dello sviluppo economico ! o non dovevano abolirle le provincie ?

  • Mauro ha detto:

    Le dichiarazioni degli assessori provinciali sono a dir poco vergognose,e denotano un’incredibile ignoranza sul tema.
    Le solite parole vuote con la quale si riempiono la bocca,ovvero ricerca e sviluppo,che nulla vogliono dire,non un’idea su uno sviluppo davvero sostenibile,non uno straccio di proposta o esempio virtuoso da portare.
    Solo ed esclusivamente chiacchere.
    Sarebbe ora andassero a casa e si trovassero un lavoro,ammesso e non concesso che ne abbiano uno

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