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Fosso delle prigioni, il Forum contro l’amministrazione

Inserito da il 29 Gennaio 2012 – 13:30Nessun Commento

Nicola Bertini, del Forum di centrosinistra, si scaglia contro l’amministrazione comunale dopo il nuovo caso, esploso durante il consiglio comunale, dei lavori non autorizzati presso il Fosso delle Prigioni. «L’ultima tegola sull’amministrazione sanvincenzina – sostiene Bertini – è la passerella pedonale abusiva. Un manufatto in cemento armato all’interno del fosso delle Prigioni, che parte dalla spiaggia e arriva nel nulla. L’opera incompleta si spegne in corrispondenza del pilone di via della Principessa gettandosi nelle pozze del fosso.

Una strana opera evidentemente nata senza un progetto, senza un perché e senza uno straccio di autorizzazione da parte del Comune. C’è infatti – prosegue – solo un’ordinanza che provvede a limitare il traffico su via della Principessa perché la Sales spa ha comunicato, a mezzo fax, che stava costruendo un marciapiede all’interno del fosso. Nessun riferimento al piano regolatore, a concessioni o permessi per costruire, nessun accenno a studi idrogeologici e idraulici, vista la zona in cui si interviene».

Bertini parla di come i lavori, senza autorizzazione, si sarebbero poi interrotti e costituirebbero un ostacolo al deflusso delle acque. «Nell’ordinanza – spiega Bertini – non si cita nulla, perché questa passerella non esiste in nessun atto autorizzativo del Comune. Dinnanzi a lavori imprevisti, il Comune, ricevendo un fax dalla Sales, provvede semplicemente a limitare il traffico sulla Principessa. Eppure, in corrispondenza di via della Principessa, la passerella restringe il letto del fosso costituendo un ostacolo al deflusso di eventuali piene. Un’opera che dimostra, ancora una volta, come a si intenda il rispetto delle regole. Qui – conclude – i cittadini hanno bisogno dei permessi, ma a qualcuno basta chiedere e ad altri basta comunicare via fa».
Paolo Federighi – Il Tirreno 29.1.2012

Un marciapiede nel fosso delle Prigioni: e basta un fax per fare lavori senza progetto

Un marciapiede nel fosso delle Prigioni: e basta un fax per fare lavori senza progettoUn marciapiede. Non è una nostra invenzione ma questo è emerso nel corso del consiglio comunale a seguito di una specifica interrogazione a cura dell’attivo gruppo consiliare «Forum del Centrosinistra». Insomma, dopo l’ecomostro, dopo i pollai che si trasformano in case a Rimigliano, l’ultima tegola, (in ordine di tempo), che cade sulla testa sull’Amministrazione sanvincenzina è il marciapiedi che, a quanto è emerso «pare» sia… abusivo. In effetti, si tratta di un manufatto in cemento armato, all’interno del fosso delle Prigioni, che partendo dalla spiaggia arriva… nel nulla. L’opera, attualmente incompleta, si spenge in corrispondenza del pilone che sorregge il ponte fluviale di via della Principessa gettandosi nelle pozze del fosso.

Siamo di fronte ad «uno strano aggeggio — dice Nicola Bertini — evidentemente nato senza un progetto, senza un perché e, abbiamo scoperto ieri, senza uno straccio d’autorizzazione da parte del Comune». Così è stato evidenziato nel corso dell’ultimo consiglio comunale dove c’è solo un’ordinanza che provvede a limitare il traffico su via della Principessa perché la Sales spa ha comunicato, a mezzo fax, che stava costruendo un marciapiede all’interno del fosso delle Prigioni. «Nessun riferimento al Piano Regolatore, nessun riferimento a concessioni o permessi per costruire, nessun accenno a studi di rischio idrogeologico e idraulico, vista la zona in cui si interviene». Questo lo ha fatto evidenziare Nicola Bertini nell’ultimo Consiglio Comunale.

Nell’ordinanza non si cita nulla di tutto ciò perché questa passerella non esiste in nessun atto autorizzativo del Comune. La stranezza, se ci è permesso, è che, dinnanzi a dei lavori assolutamente imprevisti, il Comune, ricevendo un fax dalla Sales, provveda a limitare il traffico sulla via della Principessa. Eppure in corrispondenza a questa arteria viaria, la passerella restringerebbe in modo significativo il letto del fosso costituendo evidentemente un ostacolo al deflusso di eventuali piene. Non è quindi un’opera da poco quella di cui parliamo che dimostra, ancora una volta, come a San Vincenzo si intenda il rispetto delle regole. Abbiamo verificato come a San Vincenzo (e non solo) i cittadini hanno bisogno dei permessi, a qualcuno basta chiedere, mentre ad altri fortunati è sufficiente comunicare via fax.
p.b. La Nazione 28.1.2012

Fosso delle Prigioni, lavori senza licenza
I lavori del febbraio scorso presso il Fosso delle Prigioni per la realizzazione di un percorso pedonale non erano autorizzati. Questo è quanto si è potuto intendere alla fine del consiglio comunale di lunedì. A farlo capire a chiare lettere è stato l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini, il quale, rispondendo all’interrogazione del Forum circa gli atti abilitativi e le ragioni dell’intervento, ha parlato di operazioni di regimazione idraulica del fosso, ma non di un percorso pedonale, come invece recita la relativa ordinanza del 4 febbraio 2011.

«I lavori del febbraio scorso – ha detto Bandini – fanno parte del piano di lottizzazione “Olimpia”, ossia Sales, in zona Santa Costanza. Fanno parte di un progetto più ampio, supportato da studio idrogeologico, di regimazione idraulica del Fosso delle Prigioni. E’ stato autorizzato quest’intervento, e non quello di una passerella pedonale».

Bandini ha presentato il progetto dei lavori, ed ha escluso che si trattasse della costruzione di un percorso pedonale. Ma quando Nicola Bertini del Forum ha presentato copia di un’ordinanza ufficiale del 7 febbraio 2011, che parlava di lavori richiesti da Sales “per la realizzazione di un percorso pedonale” presso il Fosso delle Prigioni, Bandini ha detto di non conoscere alcuna ordinanza del genere ed ha preso nota dei riferimenti del documento.

Oltre all’ordinanza, Bertini ha mostrato, a dimostrazione dell’esistenza del percorso pedonale, molte foto dei lavori lasciando interdetti consiglieri e assessori. Bandini, dopo aver preso nota dell’ordinanza e dopo aver visto le foto, ha detto che avrebbe cercato di chiarire il fatto.

Una cosa è certa: dopo l’ecomostro nel bosco dei Lecci e dopo le polemiche sul piano di Rimigliano e sugli “ecomostri” sulle spiagge sanvincenzine, un altro vero e proprio “caso” è scoppiato all’interno degli uffici comunali.
Paolo Federighi – Il Tirreno 25.1.2012

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