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Ecomostro ai Lecci: richieste fuori tempo massimo (Bertini)

Inserito da il 20 Dicembre 2011 – 10:163 Commenti

Non appena cala il silenzio, iniziano le manovre per “insabbiare” tutto e parlando della nostra duna, non c’è espressione più azzeccata.
Il Comune, nonostante sia stato certificato l’abuso per l’ecomostro ai Lecci, nonostante siano passati ormai sette mesi dalla denuncia del Corpo Forestale dello Stato, nonostante, con grave ritardo, sia stato costretto ad emettere una ordinanza di rimessa in pristino dell’area oggetto dei lavori, non ha ancora fatto nulla di concreto per far seguire alle parole i fatti.

La palazzina di 160 mq circa, recupero senza incremento di 46 mq di casetta per il custode della piscina, è ancora lì a far bella mostra di sé, è ancora lì la strada priva di autorizzazione aperta nella lecceta per trasportare materiali di cantiere come è ancora l’ la palizzata di castagno posta a contenimento di uno sbancamento della duna.

Gli ultimi giorni di novembre sono giunte in comune le richieste di autorizzazione paesaggistica relative alla palizzata in castagno e alla strada di cantiere aperta nella lecceta. Evidentemente richieste postume perché quei lavori sono stati eseguiti dieci mesi fa e denunciati come abusivi dal Corpo Forestale dello Stato sette mesi fa.

Il Comune di rischia grosso su questo episodio. Le responsabilità, prima che del privato, sono della Giunta che approvò la delivera n 213 del 2007, autorizzando con questa una superficie doppia a quella condonata. Non pensi l’Amministrazione di cavarsela con una specie di condono postumo. L’ecomostro non avrebbe dovuto essere costruito e adesso che ha divorato un pezzo di duna, dev’essere demolito. A sarebbe ora che l’Amministrazione si desse delle regole da rispettare, a maggior ragione sul caso de I Lecci in cui le pratiche, già in mano alla Procura della Repubblica, devono essere trasparenti e la condotta del Comune collaborativa e conseguente. Si è ordinata il ripristino della duna? Cosa si aspetta a pretendere l’esecuzione dell’ordinanza? Così sembra proprio che si stia cercando la stretta e tortuosa via che conduce ai tarallucci e al vino.

Nicola Bertini
Forum del centrosinistra per San Vincenzo

Sulla stampa:

SAN VINCENZO BERTINI ATTACCA LA GIUNTA: «NON FA RISPETTARE LE REGOLE». LA PROCURA INDAGA
Ecomostro, l’ordinanza resta lettera morta

Sulla questione del fabbricato all’interno del Parco dell’Hotel «I Lecci», ormai conosciuto come «ecomostro», tutto tace. Ed è Nicola Bertini, del Forum di centrosinistra che risolleva la questione: «Non appena cala il silenzio, iniziano le manovre per “insabbiare” tutto e parlando della nostra duna, non c’è espressione più azzeccata». Nonostante sia stato certificato l’abuso per l’ecomostro ai Lecci, nonostante siano passati ormai sette mesi dalla denuncia del Corpo Forestale dello Stato, nonostante, con grave ritardo, il Comune sia stato costretto ad emettere una ordinanza di rimessa in ripristino dell’area oggetto dei lavori, non ha ancora fatto nulla di concreto per far seguire alle parole i fatti.

La palazzina di 160 mq circa, recupero senza incremento di 46 mq di casetta per il custode della piscina, è ancora lì, è ancora lì la strada priva di autorizzazione aperta nella lecceta per trasportare materiali di cantiere come è ancora lì la palizzata di castagno posta a contenimento di uno sbancamento della duna. Gli ultimi giorni di novembre sono giunte in comune le richieste di autorizzazione paesaggistica relative alla palizzata in castagno e alla strada di cantiere aperta nella lecceta. Evidentemente richieste postume perché quei lavori sono stati eseguiti dieci mesi fa e denunciati come abusivi dal Corpo Forestale dello Stato sette mesi fa. Il Comune di San Vincenzo rischia grosso su questo episodio. «Le responsabilità —dice l’esponente del Forum — prima che del privato, sono della Giunta che approvò la delibera n 213 del 2007, autorizzando con questa una superficie doppia a quella condonata; non pensi l’Amministrazione di cavarsela con una specie di condono postumo. L’ecomostro non avrebbe dovuto essere costruito e adesso che ha divorato un pezzo di duna, dev’essere demolito». Poi, Nicola Bertini chiude auspicando come «a San Vincenzo sarebbe ora che l’Amministrazione si desse delle regole da rispettare, a maggior ragione sul caso de I Lecci in cui le pratiche, già in mano alla Procura della Repubblica, devono essere trasparenti e la condotta del Comune collaborativa e conseguente. Si è ordinato il ripristino della duna? Cosa si aspetta a pretendere l’esecuzione dell’ordinanza?»
P.B. La Nazione 20.12.2011

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3 Commenti »

  • marioblario ha detto:

    non ho parole.
    Prima o poi i dirigenti dovranno pagare per questi abusi costernati da qualche favoretto!!!
    E’ noto ormai che sei fai il muratore e vuoi lavorare un lavoretto a casa del capo lo devi fare, se fai ilparquettista, un pavimento a casa del capo lo devi montare…..tanto fra poco se ne va in pensione e magari d’estate andra a fare qualche bagnetto in piscina….
    FATE SCHIFO…..ARRESTATELI!!!

  • VIOLA ha detto:

    La vicenda dell’Ecomostro e’ l’emblema degli amministratori di San Vincenzo. Gentaglia commistiata con gli speculatori e col malaffare. Questa gente non merita altra che finire in galera e prima o poi ci finiranno. Qualcuno li fermi!!!

  • SENZA VERGOGNA ha detto:

    BABBO NATALE Faccio 1 solo regalo: liberaci dalla cricca degli amministratori di San Vincenzo che come i peggiori aguzzini stanno tormentando il nostro territorio. Fallo almeno per i nostri figli.

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