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Rimigliano, scroscio in mare e canali volanti

Inserito da il 4 Dicembre 2011 – 09:39Un commento

Dagli atti ufficiali sfogliati dal Blogger fantasma:

La salvezza affidata alle pompe e ad un canale aereo – Ma si può ?
Potendo finalmente (solo da ieri) cominciare a guardare tutti i documenti del Regolamento Urbanistico si scoprono particolari che sicuramente erano stati a tutti (lo certifica la garante) ma che ad alcuni (nostra culpa)  erano sfuggiti.
Dallo Studio idrologico idraulico della Ingeco di Pisa (ingg. Lenza e Dal Canto) allegato al RU, emerge quanto segue (citazioni letterali !):

Leggi tutto su “San Vincenzo lavori in corso”

Sulla stampa:

«, c’è anche un grave rischio-alluvione»
Il “Comitato Campiglia» rilancia sul suo sito internet uno studio idrogeologico sulla tenuta di Rimigliano della Ingeco di Pisa, allegato alla documentazione del Regolamento Urbanistico del Comune. Il Comitato sottolinea alcuni punti della relazione che mettono in evidenza le difficoltà dello smaltimento delle acque in caso di forti precipitazioni e «la proposta di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il Canale di Rimigliano Centrale che il Canale di Rimigliano Orientale, ma che possa recapitare direttamente in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato. La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce per scaricare direttamente in mare dopo aver attraversato Viale della Principessa». Ciò per il Comitato significa due cose: la prima è che la zona in cui si intende costruire è potenzialmente a rischio alluvioni: la seconda è che la condotta forzata sopralelevata sulla Principessa e poi attraverso la pineta verso il mare, sarebbe a forte impatto in zona turistica.
La Nazione 5.12.2011

La tenuta di Rimigliano è a rischio idraulico
Uno studio allegato alla variante potrebbe rimettere in discussione i progetti
Un nuovo importante capitolo sul futuro progetto previsto nella Tenuta di Rimigliano, la cui variante al regolamento urbanistico è stata approvata in consiglio comunale lo scorso 3 ottobre, si aggiunge all’ormai annosa circa il destino dell’area. E si aggiunge attraverso i documenti ufficiali relativi al piano che lo stesso Comune di ha diffuso in questi giorni sul proprio sito.

Dalla lettura dello studio idrologico idraulico effettuato dalla Ingeco di Pisa, e allegato ai documenti della variante, si apprende che i corsi d’acqua della Tenuta «non sono globalmente in grado – si legge – di far defluire le portate di piena anche per bassi tempi di ritorni». Una notizia, questa, mai comunicata prima della pubblicazione di tali documenti.

Dopo i gravi problemi verificatisi ultimamente anche in Toscana a seguito di dissesti idrogeologici, questa notizia, secondo alcuni oppositori dell’intervento urbanistico, potrebbe rimettere in dubbio la totalità del piano, soprattutto a seguito delle recenti leggi regionali che impediscono la costruzione di edifici vicino ai corsi d’acqua e in zone a rischio idraulico. Secondo il documento ufficiale, «la Fossa Calda – si legge – presenta incapacità di deflusso nel tratto a monte della congiunzione con il Rio Santa Barbara» e «il canale di Rimigliano ventrale è totalmente incapace di far defluire le portate di piena a causa della limitata capacità di sollevamento dell’impianto idrovoro e alle pendenze di fondo praticamente assenti».

Inoltre, dal punto successivo si apprende che il canale di Rimigliano orientale è anch’esso «interessato – si legge nelleo studio – da importanti esondazioni, specialmente nel tratto dell’immissione con la Fossa Calda alla linea ferroviaria».

La zona in prossimità della foce è il punto nevralgico, secondo lo studio, per l’efficienza di deflusso della rete: «Gli elevati livelli del mare – si legge nel documento ufficiale – raggiunti durante le mareggiate impediscono il corretto smaltimento delle acque e i livelli liquidi nei canali sono notevolmente rigurgitati».
Per contrastare questi rischi, l’Ingeco propone di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il canale di Rimigliano centrale che orientale, che possa recapitare in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato.
La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce dopo aver attraversato la via della Principessa e la spiaggia.
PAOLO FEDERIGHI – Il Tirreno 5.12.2011

Corriere Etrusco 5.12.2011

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Un commento »

  • Pescini Renzo ha detto:

    Colgo l’occasione per dire due parole sulle modifiche della Principessa. Come sempre accade si attuano cose pensate da cerchie ristrette e, consentitemi, non sempre professionalmente preparate. Ocorrerebbe fare un bilancio su costi e guadagni per quella iniziativa; tra i costi vanno messi feriti (spero non vi siano stati decessi) e danni alle cose, e costi per il Servizio San. Nazionale. Il cordolo è segnato per molta parte della sua lunghezza dai pneumatici che vi hanno sbattuto. Una sera, rientrando da Livorno, trovai un’auto capovolta(!), non so con quali esiti per gli occupanti. Ritengo che ogni volta che si vogliono adottare provvedimenti di questo livello si debba approfondire in studi le problematiche e sentire l’opinione motivata, del cittadino. Poi, se l’iniziativa ha il consenso alla sua attuazione, la sua adozione deve essere adeguatamente illustrata e seguita materialmente dalle Forze dell’Ordine preposte affinché le nuove “problermatiche” non siano, com’è cosa normale, sottovalutate dai conducenti, con le conseguenze di cui si diceva. Un elemento non pare ininfluente: la presunta utilità di quella modifica è tale per un lasso di tempo abbastanza ristretto.

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