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Caso Rimigliano «I Comitati rifiutano la violenza»

Inserito da il 15 Ottobre 2011 – 08:332 Commenti

«La violenza non appartiene ai metodi di lotta dei Comitati». All’indomani del grave atto vandalico nella tenuta di intervengono il Comitato per Campiglia e il Gruppo d’intervento giuridico. La condanna è arrivata anche dalla lista civica Comune dei Cittadini. «In relazione ai gravissimi fatti occorsi nella tenuta di , il Comitato per Campiglia e il Grig condannano qualsiasi atto di violenza che attenti alle persone e ai beni materiali. Rivendica che i propri metodi di opposizione e critica alle politiche delle amministrazioni sono sempre stati quelli dell’analisi critica dei documenti, del confronto tra idee, del pubblico dibattito e della divulgazione dei reali contenuti degli atti pubblici. Le manifestazioni violente e criminose, di stampo intimidatorio e mafioso, non appartengono in nessun modo all’idea di quella vigile, lucida, argomentata, appassionata lotta per la difesa dei beni culturali, storici e paesaggistici che da sempre contraddistingue la nostra attività».

«Quello di Rimigliano è un gravissimo atto vandalico da condannare senza mezzi termini, qualunque sia la sua motivazione – incalza Comune dei Cittadini che – sostiene coloro che si battono per la salvaguardia ambientale e storica della tenuta agricola e non per la sua distruzione. Una battaglia civile che va combattuta con la forza delle idee e con gli strumenti della democrazia politica. Chi ha compiuto l’atto vandalico di Rimigliano è contro questi valori».

«Un fatto allarmante i danni a Rimigliano» Intervento di Bertini del «Forum»
A seguito del danneggiamento verificatosi ad opera di ignoti all’interno della Tenuta di Rimigliano, sale la tensione per un atto che sgomenta tutti. Il Forum di Centrosinistra, tramite di Nicola Bertini, stigmatizza l’accaduto: «Atto allarmante. Ha ragione Berrighi, l’ultimo di una lunga serie. La perdita per la proprietà della Tenuta e per il patrimonio ambientale di tutti noi è grave. Comprendo e condivido la costernazione e lo sgomento della proprietà a cui assicuro solidarietà e vicinanza».

La preoccupazione di Bertini sono le eventuali ripercussioni politiche: «Ovvio che, a sangue freddo, è del tutto impossibile mettere in correlazione la battaglia politica che abbiamo fatto e continueremo a fare, con un gesto di devastazione ambientale che non può essere ricondotto in nessuna maniera agli ambienti ipotizzati negli articoli oggi comparsi. Immagino che tutti possiamo ben comprendere che chi lotta per la salvaguardia del territorio non si avvicinerà mai ad un pino secolare neppure con un cucchiaio».

Il Forum esclude categoricamente che l’atto possa essere ricondotto all’agone del dibattito politico: «Ciascuno di noi faccia le proprie considerazioni ma mi pare del tutto evidente che le motivazioni, se di motivazioni si può parlare per un gesto così barbaro non sono da ricercarsi negli atti amministrativi o nella lotta politica. Questi delitti si compiono o per una devianza personale, ma la premeditazione dell’atto pare escludere una simile ipotesi, o per interesse».

Bertini conclude allontanando il dubbio che quanto accaduto sia effetto dell’azione politica che sta conducento da anni sulla Tenuta: «Che qualcuno del mondo dell’ambientalismo o le forze politiche e sociali che si oppongono al piano di Rimigliano, possano avere simili interessi è ipotesi un po’ troppo ardita, soprattutto visto che ce ne sono di molto più verosimili». Il grave episodio che ha devastato una parte dell’ex Tenuta Della Gherardesca sarà destinato a generare ancora polemiche, specie se lo si associa ad effetti e conseguenze di una dura campagna politica che si è svolta in questi anni senza esclusione di colpi. Nel frattempo continuano le indagini dei carabinieri per individuare i responsabili dello sconsiderato gesto.
La Nazione 15.10.2011

Corriere Etrusco 18.10.2011

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