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“Rimigliano meritava un dibattito più forte” Morisi replica a Berrighi

Inserito da il 11 Ottobre 2011 – 12:30Nessun Commento

Caro direttore,
qualche rigo di precisazione circa l’intervista del signor Berrighi sulla vicenda di . Primo, nella mia intervista al Corriere fiorentino io non ho parlato di “condono camuffato” ma ho detto una cosa ben diversa: “che non si può pensare che l’intera operazione si regga su un condono camuffato”: che è semplicemente affermare che va evitato ogni possibile dubbio in merito e che dunque la ricognizione su cui deve basarsi la variante comunale non può ignorare questa esigenza.

Non facevo alcuna constatazione su una situazione di fatto, ma esprimevo un ovvio e doveroso auspicio, a maggior ragione prima della pronunzia del consiglio comunale a seguito dell’osservazione della Regione Toscana. Secondo, ho detto durante l’assemblea del 30 settembre che «Vi sono aspetti di legittimità urbanistica che non possono essere ignorati»; appunto, ritenevo e ritengo che non vadano ignorati. Non ho detto che la delibera comunale li avrebbe ignorati.

Terzo, il mio ruolo. Mi dispiace per chi lo pensa o se lo augura o chi lo paventa o chi lo vede con fastidio: il garante regionale per la comunicazione nel governo del territorio non è un “arbitro” ma qualcuno che, nell’ambito delle proprie competenze (i principi, i fini, le norme e gli obiettivi del Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana: la sua “costituzione territoriale”) deve garantire (sottolineo, “garantire”) che i cittadini, organizzati e non, siano adeguatamente informati dei problemi connessi a una qualche trasformazione che incida sul territorio, le sue risorse, il suo paesaggio. E deve stimolare e aiutare una simile azione anche presso le amministrazioni locali e i rispettivi garanti (che è la ragione per cui ho accettato di buon grado di partecipare all’assemblea dello scorso 30 settembre a San Vincenzo su invito del garante comunale, che di nuovo ringrazio). In quell’assemblea e in quanto ho detto poi al Corriere Fiorentino il 2 ottobre, questo ho fatto. Nulla di più nulla di meno. La cosa può avere infastidito qualcuno e me ne duole. Ma il garante non è uno yes-men, né un mediatore o un arbitro: ha sulle sue spalle “soltanto” il compito di consentire e assicurare, a chi vuole, di conoscere i termini, anche e soprattutto se importanti e densi di interrogativi, di una qualunque trasformazione territoriale aperta. E Rimigliano primeggia in una simile categoria.

Infine, e spero che il sig. Berrighi non me ne voglia né minacci ulteriori querele, mi chiedo da garante e non col senno del poi: non si potevano chiarire i termini, le visioni, le analisi e gli stessi pregiudizi che investono il caso di Rimigliano in un qualche dibattito pubblico (non qualche assemblea, pur meritoria ma che è altra cosa e che non a caso produce polemiche inesauste) ben strutturato e con certezza di informazioni, modi e tempi? Forse non si sarebbe data la stura a uno strascico indefinito di sospetti, fraintendimenti, forzature e “permali” sia politici che mediatici?. Magari, anzi di certo, tutti sarebbero rimasti della loro opinione, ma almeno ognuno avrebbe potuto squadernare in pubblico dati, ragioni e obiettivi. E soprattutto i rispettivi giudizi di valore circa l’opportunità e la congruità culturale dell’intervento.

Capisco bene che per chi fa politica e amministrazione professionalmente la cosa risulti di dubbia digeribilità e che chi fa impresa la viva con fastidio. Ma nelle economie che “tirano” avviene il contrario perché si sa bene che il consenso elettorale e la democrazia rappresentativa non bastano da soli a garantire la qualità e la difendibilità di un progetto territoriale, e che la polemica e anche il conflitto sono fonti preziose di cautela e di miglioramento di piani e progetti. Altrimenti, anche le migliori intenzioni, persino quelle nella più perfetta buona fede, senza discussione pubblica, soffrono per insufficienza di credibilità, tempi lunghi, costanti ripensamenti. Non è un problema solo italiano né, tanto meno, solo toscano, è un’esigenza generale delle democrazie contemporanee che è un male continuare a rimuovere.

Massimo Morisi, garante della comunicazione della Regione Toscana

Il Tirreno 11.10.2011 – Lettere e Opinioni

Parola di Berrighi «La tenuta di Rimigliano rimarrà un paradiso» Intervista all’imprenditore pubblicata su Il Tirreno 9.10.2011

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