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Baratti, via all’atteso cantiere per le opere anti-erosione e di protezione della spiaggia

Inserito da il 9 Ottobre 2011 – 13:27Nessun Commento

Pali e rete metallica a delimitare un cantiere quasi a ridosso del Casone. Ma non è area di lavoro riservata agli archeologi, visto che stavolta – davvero – si comincia con gli interventi per difendere la spiaggia (e gli scavi) di .
Certo in parte della zona recintata sono ancora a lavoro Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e università di Siena: qui il centro di lavoro per etruschi e romani, a ridosso della fonte, dove nel primo Medioevo l’industria venne riconvertita per salare il pesce.

E comunque, un archeologo sarà impegnato pure nelle operazioni di salvataggio della costa: però solo per dare assistenza ai tecnici che preparano la riva alla posa dei sacchi anti-erosione. Al centro dell’attenzione – del resto – è la falesia tra San Cerbone nuovo e la fonte.

«Ora – conferma l’assessore all’ambiente, Marco Chiarei – si partirà col livellamento della spiaggia. Intervento quanto mai necessario, visto il risultato negativo della prima mareggiata di venerdì scorso».
«Già da quando abbiamo fatto questo studio per l’uso dei tubi in geotessuto – prosegue Chiarei – circa cinque mesi fa, la situazione nel golfo è notevolmente peggiorata, per l’avanzamento del mare. Speriamo che per spianare bastino un paio di giorni. Per poi proseguire – specifica – con la posa dei sacchi (brevetto Geosystem) lungo la battigia, naturalmente proprio dove il rischio è massimo: a partire da San Cerbone». La chiesetta che sta ancora su per scommessa…

Da ricordare che i moduli in geotessuto utilizzati qui per la prima volta fuori dal mare – ad alta deformabilità – sono lunghi circa 6 metri, alti un metro e mezzo, larghi tre proprio perché devono compattarsi seguendo la costa. Tutto per coprire 270 metri lineari: tutta la zona maggiormente aggredita dal mare e a rischio frana. «I tubi saranno posizionati sulla spiaggia, attaccati alla falesia – dice ancora Chiarei – il breve spazio tra la falesia e geotessuto sarà riempito per evitare che entri il mare. Prevediamo di completare l’operazione in due mesi. Il Comune di Piombino – ricorda l’assessore – anticiperà i circa 290mila euro necessari, che saranno poi reintegrati (all’80%) col finanziamento regionale». La Regione, visto lo stato d’emergenza, ha stornato a questo scopo fondi già stanziati e legati al maxi progetto per la protezione e il ripascimento di Baratti. «Resta sempre una prova sperimentale – sottolinea l’assessore – ma quanto mai necessaria che sarà monitorata giorno per giorno per seguirne gli effetti». Speriamo davvero bastino due mesi – quanto il lavoro sia urgente è sotto gli occhi di tutti, da anni – meteo permettendo.
CECILIA CECCHI – Il Tirreno 9.10.2011

Stele con iscrizione etrusca; eccezionale ritrovamento nello scavo di Populonia
Gli scavi di Baratti e Populonia non finiranno mai di raccontare nuove storie (e nuovi misteri) su quello che è comunque il nostro passato comune. Hanno fatto scalpore i ritrovamenti delle particolari sepolture a ridosso della cappella di San Cerbone nuovo – la “strega” e la meretrice – che oltre ad aprire uno spiraglio sulla vita della Baratti medievale hanno riscosso vasta eco in Italia (su quotidiani e in tv a Voyager di Rai2) e pure all’estero (a Baratti, a filmare le “tracce” dell’ funeraria è venuta una rete inglese…). Ora un tuffo di particolare rilievo nel cuore del mondo etrusco tornano a proporlo gli studiosi al lavoro sull’acropoli di Populonia.

Perché durante l’indagine sarebbe stata ritrovata parte di una stele con iscrizione, un frammento di pochi centimetri, ma di un valore immenso; davvero rari i reperti etruschi di questo tipo.
Immediatamente la memoria corre alla Stele di Rosetta (l’originale al British museum; legata alla campagna di Napoleone Bonaparte in Egitto) che assicurò una chiave di lettura e traduzione dei geroglifici egiziani con a fronte – anche – “la traduzione” in greco.

Una scoperta recentissima, però in città se ne parla. Purtroppo non è stato possibile rintracciare né Andrea Camilli, ispettore della Soprintendenza archelogica della Toscana nè i responsabili degli scavi a Populonia. Certo è che questa notizia – come molte altre “preziose” che riguardano le lunghe campagne di scavi in corso a Baratti e Populonia – sarà motivo di discussione alle giornate di convegno che l’Istituto nazionale di studi etruschi organizza per la fine del mese. Summit di esperti del settore che comincerà a Bastia in Corsica, ma che si concluderà proprio a Piombino il 28 e 29 ottobre.
CECILIA CECCHI – Il Tirreno 9.10.2011

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