Attuale »

4 Aprile 2021 – 11:09 |

L’associazione chiede di annullare la delibera consiliare. Il giudizio: «Ennesimo atto di urbanistica spezzatino».
Vent’anni. È il tempo che è servito per trovare il punto di caduta che ha portato all’adozione nel consiglio comunale di San Vincenzo …

Leggi tutto
Ambiente, paesaggio

Documenti relativi all’urbanistica, l’ambiente, il paesaggio, l’agricoltura.

Cultura, storia

Tutela del patrimonio culturale, storico e archeologico di Campiglia e della Val di Cornia.

Foto, video, audio

La mediateca del CxC: gallerie fotografiche, filmati e files audio pubblicati sul sito.

Documenti, iniziative

Biblioteca del CxC: comunicati, corrispondenza, osservazioni, incontri pubblici.

Varie

Informazioni pubblicate sul sito che non entrano nelle categorie precedenti.

Home » Ambiente, paesaggio

Rimigliano e non solo… Scrivono i lettori de Il Tirreno

Inserito da il 24 Luglio 2011 – 13:31Nessun Commento

Tante opere sbagliate e solo per i ricchi
Vivo già da 25 anni vicino a Campiglia. Come straniero sono abbastanza distante dalla politica dei partiti, ma mi interessa molto quello che succede sulla Costa etrusca. Secondo me è un vero peccato, che le giunte dei Comuni (tutti governati dal centrosinistra) mostrino una certa arroganza nei confronti delle minoranze. Una opposizione reale e senza polemica come usano fare i gruppi Forum di , Comitato per Campiglia, Giù le mani da , Uniti per Suvereto, Legambiente etc. ha secondo me davvero ragione di essere. Per esempio: spero che venga per sempre dimenticato il progetto a Campiglia; spero che il golfo di Baratti resista contro la speculazione e l’ occupazione di alcuni ricchi.
Una minoranza pratica lo sport del paracadutismo. Sai, signor sindaco Biagi di San Vincenzo, che migliaia di abitanti tra Venturina, Campiglia e San Vincenzo sono disturbati da questi aerei con motori molto rumorosi che sono ogni giorno in giro senza rispettare le ore dei pasti né quelle della siesta?
Vogliamo parlare della cementificazione del porto di San Vincenzo? Non conosco un turista che non è scioccato da questo “mostro triste senza anima”. Anche questo per i ricchi, che inquinano i nostri mari con i loro potenti motori.
E ora . Finora il Parco di Rimigliano è sempre abbastanza intatto. Spero, e con me molti cittadini e turisti, che rimanga così. Abbiamo già vicini enormi villaggi come con 7000 posti letto e Poggio all’Agnello con 700 posti letto. Mi interessa sapere come hanno risolto il problema dell’elettricità, dell’acqua e soprattutto degli scarichi.
La viabilità della via Principessa non è da ridere, ma molto pericolosa! Aspettiamo i primi incidenti per richiamare al dovere i responsabili del Comune di San Vincenzo. Sembra che la polizia municipale, i carabinieri e il Comune abbiano altre priorità: multe esagerate a una festa a San Carlo, arrestare un giovane con 2 grammi di hashish, penalizzare i bagni del Serendipity e Nettuno. Secondo il vecchio detto “puniamo i pesci piccoli e lasciamo in pace i pesci grossi”. Mi auguro che i cittadini di San Vincenzo la prossima volta che si recheranno alle urne se ne ricorderanno ancora.
Roberto Stalder (Campiglia)

***

Il sindaco promuova il percorso partecipato
Caro sindaco, ho visto che hai rispedito al mittente la proposta dell’assessore regionale all’urbanistica, Anna Marson, di aprire un percorso partecipativo su Rimigliano perché arrivata male e tardi, quando – sono parole tue – le posizioni sono ormai chiare ed è giunto il momento di decidere.
Ma al di là delle dispute formali su tempi e modi del dialogo Comune-Regione, mi chiedo se non dovresti essere tu stesso ad avvertire l’esigenza di aprire un confronto formale con i tuoi concittadini e le associazioni e i comitati e tutto ciò che di vivo c’è nella nostra comunità, sul futuro di un pezzo di territorio così prezioso e delicato che, bisogna ammetterlo, è al centro degli appetiti della speculazione edilizia da quasi vent’anni.
A San Vincenzo abbiamo già subito gli effetti devastanti di una scelta calata dall’alto come quella del mastodontico porto made in Sales. So che su questo la pensiamo diversamente, però devi convenire che siamo ancora in attesa di vedere i ritorni positivi per la nostra comunità, i famosi “soldi a palate” che qualche amministratore del tempo prometteva a cittadini e commercianti scettici descrivendo il nuovo porto come il miracoloso “volano” dell’economia di San Vincenzo. Per ora ci godiamo l’immensa colata di cemento, la distruzione di un chilometro di spiaggia e la sgradevole sensazione di “sentirsi ospiti” ogni volta che si mette piede sulla banchina del porto.
Vogliamo fare lo stesso sbaglio anche per Rimigliano? È arrivato davvero il momento di “chiudere una vicenda che è durata sin troppo” come dicono spazientiti i capi del Pd? Naturalmente il sindaco ha potere di fare quello che crede più opportuno. Ma non puoi dire che se non si apre il percorso partecipativo è perché la signora Marson non te l’ha detto prima. Perciò mi permetto di suggerirti di cogliere comunque questa occasione e di fare come il tuo collega Gianni Anselmi che non ha esitato a sollecitare il percorso partecipativo sul piano particolareggiato di Baratti. Forse Rimigliano è meno importante di Baratti? Io non credo. E non credo nemmeno che sia troppo tardi e che sia tutto chiaro. Non entro nel merito delle questioni, dico solo che i cittadini hanno il diritto di capire se e in che modo, oltre al legittimo interesse privato, viene tutelato quello pubblico. E su questo devono potersi pronunciare, questa volta sì prima che sia troppo tardi. E allora fai un gesto di coraggio: chiedi tu l’apertura del percorso partecipativo su Rimigliano.
Se userai il buon senso che tutti ti riconoscono e deciderai che gli interessi privati possono aspettare i pochi mesi che servono ad attivare e concludere un sereno e puntuale percorso partecipativo sulla base delle regole e delle garanzie previste dalla apposita legge regionale, i cittadini te ne saranno grati.
Aldo Bassoni (San Vincenzo)

***

Il Comune ha già fatto scelte coraggiose
Come Partito democratico intendiamo non smarrire la strada dell’interesse generale per lo sviluppo sostenibile di questo territorio e in questo quadro declinare tutte le scelte di governo che i nostri Comuni sono chiamati a fare.
Con questa premessa vogliamo entrare nel merito del piano della tenuta di Rimigliano. Per prima cosa riteniamo necessario fare un breve excursus della vicenda e rinfrescare la memoria a coloro che non ricordano o che non vogliono ricordare il percorso di un progetto del quale si discute da ben sette anni e che ha trovato nella attuale formulazione il giusto equilibrio sociale ed ambientale. Un percorso che si è articolato attraverso sedute consiliari e assemblee pubbliche alle quali tutti i cittadini hanno avuto la possibilità di partecipare ed esprimere la propria opinione e che è servito ad orientare le scelte dell’amministrazione.
Ricordiamo che le volumetrie del progetto sono state notevolmente ridotte, così come è stato notevolmente ridotto l’uso del suolo. E’ stato concesso il recupero dell’esistente, è stata data la possibilità di realizzare un nuovo albergo di alta qualità con l’obbligo del mantenimento dell’unità agricola.
Sulle costruzioni non è stato consentito il frazionamento, pertanto verrà mantenuta l’identità della tenuta. Questi contenuti prefigurano il recepimento delle osservazioni formulate dalla Regione e si configurano come il segno evidente di quel processo di allineamento ed integrazione della pianificazione urbanistica del Comune di San Vincenzo rispetto a quella degli altri Comuni della Val di Cornia.
Queste sono “decisioni coraggiose” che sono state assunte dall’amministrazione di San Vincenzo che non si è sottratta al confronto ma che, tenendo presente l’importanza di quest’area, si è posta il problema della sua salvaguardia sapendo bene, però, che per difendere una porzione pregiata di territorio occorre affiancare alla tutela di un’area anche la sua valorizzazione, utilizzando la leva degli investimenti privati per riqualificare quelle aree e quelle strutture attualmente in degrado.
Tutto questo può essere ignorato solo da chi preferisce speculare politicamente su questa vicenda anziché porsi l’obiettivo di risolvere i problemi nell’interesse della nostra comunità.
Abbiamo ragione di ritenere che una politica che si limita ad evocare i problemi, agitandoli senza mai risolverli e che utilizza il tema della partecipazione come una bandiera ideologica, prefigurando l’apertura di discussioni infinite senza mai produrre una decisione cercando di delegittimare le istituzioni democraticamente elette, sia il prodotto di una “cultura” cresciuta negli anni del berlusconismo, della quale prima ci liberiamo e meglio è per tutti.
Mario Giannullo (responsabile enti locali Federazione Pd)

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento sotto, o trackback dal tuo sito. Puoi anche Comments Feed via RSS.

Sii carino Non fare Spam!

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un blog che supporta i Gravatar. Se li vuoi utilizzare registrati su: Gravatar.