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Regolamento Urbanistico di Piombino: ma questa è partecipazione?

Inserito da il 19 Luglio 2011 – 07:00Nessun Commento

Il Comune di Piombino, dopo ben cinque anni dall’approvazione del Piano Strutturale, si prepara a varare il nuovo regolamento urbanistico e promuove un percorso partecipativo che, per essere efficace, dovrebbe attivare ”contraddittorio” e “controproposte”.

Per avere partecipazione occorre dare informazione, ma nulla di tutto questo è avvenuto visto, per esempio, che ai partecipanti non vengono neppure spiegati i contenuti del Piano Strutturale che devono guidare il R.U..

Non solo, ma il comune chiede ai cittadini di esprimersi solo su alcuni temi che riguardano la vita di tutti. Ci si domanda perché non si chiede di esprimersi su temi quali la produzione industriale, artigianale e agricola, l’abitazione, le strutture sanitarie e scolastiche (che non sono meno importanti degli spazi pubblici, dei servizi pubblici, del commercio, della viabilità e dei parcheggi e del turismo).

Questa partecipazione basata sulla mancanza di informazioni dimostra non di volere lavorare insieme ai cittadini ma solo di lasciare esprimere desideri spesso senza capo né coda.

Ma tutto ciò sarebbe ancora accettabile se a questa fase  seguisse la elaborazione del R.U. dando elementi conoscitivi e spiegazioni in modo che i cittadini possano veramente esprimersi a ragion veduta. Invece la fase 2 sarà solo una illustrazione in assemblea, cioè in un contesto poco adatto alla partecipazione attiva.

Noi chiediamo che i tavoli di partecipazione siano rinnovati in una o più fasi intermedie prima dell’assemblea, per discutere su dati certi e su proposte visibili redatte dall’amministrazione.

Se ciò non avverrà tutto il percorso partecipativo dovrà essere valutato negativamente proprio perché, riprendendo le parole del Garante della Partecipazione, non potrà garantire né “contraddittorio” né “controproposte”.

Temiamo che la realtà sia ben diversa dai discorsi ufficiali auto elogiativi, e cioè che  il Regolamento Urbanistico sia già pronto e confezionato e che questa parvenza di partecipazione si riduca a una foglia di fico utile a coprire molte vergogne.

Ricordiamo, last but non least, che ancora si attende la versione aggiornata e integrata del Piano particolareggiato di Baratti, quale dovrebbe essere uscita dal percorso partecipativo e dalla presa d’atto delle osservazioni dei cittadini su argomenti e materia tanto importanti e delicati.

Comitato per Campiglia
Comitato Giù le mani da Baratti

Sulla stampa:
Corriere Etrusco 19.7.2011

I Comitati all’attacco «Ma questa non è vera partecipazione: cittadini presi in giro»
«Ma questa  è partecipazione?». A domandarselo sono il Comitato «Giù le mani da Baratti» e il Comitato per Campiglia che intervengono in merito al percorso partecipativo sul Regolamento urbanistico di Piombino che, «per essere efficace, dovrebbe attivare ”contraddittori” e “controproposte” – incalzano i due comitati – per avere partecipazione occorre dare informazione, ma nulla di tutto questo è avvenuto visto, per esempio, che ai partecipanti non vengono neppure spiegati i contenuti del Piano Strutturale che devono guidare il Regolamento Urbanistico. Non solo, ma il Comune chiede ai cittadini di esprimersi solo su alcuni temi che riguardano la vita di tutti. Ci si domanda perché non si chiede di esprimersi su temi quali la produzione industriale, artigianale e agricola, l’abitazione, le strutture sanitarie e scolastiche».
E aggiungono: «Questa partecipazione basata sulla poca informazione dimostra non di volere lavorare insieme ai cittadini ma solo di lasciare esprimere desideri spesso senza capo né coda. Tutto ciò sarebbe ancora accettabile se a questa fase seguisse l’elaborazione del regolamento urbanistico elementi e spiegazioni in modo che i cittadini possano esprimersi a ragion veduta. Invece la fase 2 sarà solo un’illustrazione in assemblea. Chiediamo che i tavoli di partecipazione siano rinnovati in una o più fasi intermedie prima dell’assemblea, per discutere su dati certi e su proposte visibili redatte dall’amministrazione. Se ciò non avverrà tutto il percorso partecipativo dovrà essere valutato negativamente proprio perché, riprendendo le parole del Garante della Partecipazione, non potrà garantire né contraddittorio né controproposte».
La Nazione 20.7.2011

Sullo stesso argomento:

Comunicato di Adriano Bruschi (Legambiente Val di Cornia)
Giusta  la scelta dell’amministrazione comunale di Piombino di un percorso partecipato sul regolamento urbanistico. Purtroppo mancano le informazioni di base per potere discutere. Le intenzioni di base dell’amministrazione comunale sono solo poche righe, insufficienti per delineare un indirizzo.

La popolazione è chiamata a discutere, ma non gli vengono forniti preventivamente i dati di conoscenza dei vari argomenti. Sul turismo, occorrerebbe conoscere, non solo le presenze, ma quali sono le tendenze e le previsioni del turismo nelle sue varie tipologie: balneare, culturale, naturalistico e i settori di ricettività: Alberghiero nelle sue varie categorie, extralberghiero, agriturismi, la durata media del soggiorno. Una sintesi delle informazioni che i comuni possiedono potrebbe aiutare molto la discussione.

Così pure per gli altri argomenti sarebbe necessario conoscere ad esempio:

–       La rete commerciale piombinese divisa per tipologie, di distanza dalle residenze e quindi di percorsi e spostamenti. La qualità dell’offerta commerciale e la capacità di attrazione.

–       Il volume del traffico veicolare per il porto, il numero dei mezzi immatricolati, i parcheggi già previsti, il numero dei parcheggi a pagamento, le piste ciclabili già progettate.

–       Una mappa degli spazi pubblici, in modo da giudicare quali possono o devono essere recuperati o riqualificati e come.

Manca completamente un argomento dalla discussione del percorso con i cittadini e cioè le civili abitazioni che in un regolamento urbanistico sono una cosa fondamentale. Anche se si affrontasse mancherebbero le informazioni sul numero aggiornato degli abitanti nel comune, i flussi di emigrazione o immigrazione, il numero di residenze, quelle sfitte, il mercato immobiliare, le tendenze e le previsioni.

La partecipazione dei cittadini nella discussione per il regolamento urbanistico potrebbe essere una grossa occasione di crescita culturale per tutti, per i cittadini e l’amministrazione ma se non c’è circolarità di informazioni si può solo registrare la cultura diffusa che è sì importante ma spesso si registrano quelli che sono gli umori e le sensazioni. Questa cultura diffusa, va adeguatamente nutrita, così può svilupparsi e aumentare la partecipazione alla vita pubblica.

Comunicato di Ascolta Piombino:
E’ possibile fare un percorso partecipato senza dare informazioni a chi partecipa? E’ possibile per un tecnico progettare una casa senza sapere niente delle esigenze, dei desideri o dei gusti del cliente? Per non gettare al vento ore di lavoro, e’ più sensato ascoltare prima o dopo il cliente? A Piombino sembra che la risposta sia: dopo.
Infatti, l’assessore all’urbanistica, in un’intervista alla stampa disse che l’amministrazione, nel percorso, “non avrebbe messo in discussione l’elaborazione del R.U. a cui sono giunti, ma avrebbero posto le stesse domande da cui sono partiti loro”, con la differenza che l’amministrazione per base di partenza aveva tutte le informazioni dettate dal Piano Strutturale da cui il R.U. discende e circa qualche anno per discuterlo.
Il Prof. Morisi, nella sua nota del garante, rileva che l’elaborazione tecnica del R.U. e’già’ ad uno stato avanzato e che l’amministrazione comunale con il percorso partecipato deve proporre alla discussione una “gamma di ipotesi interpretative ed attuative del R.U. che gli stessi cittadini hanno tutto il diritto sia di vedersi prospettare, sia di poter valutare e discutere nelle forme più efficaci di contraddittorio e di controproposta che un buon processo partecipativo deve assicurare”.
Contrariamente a quanto affermato e augurato dal Prof. Morisi, ai cittadini coinvolti nel percorso non e’ stata data alcuna informazione nei P.S. e nei R.U. su cui poter fare osservazioni, valutazioni o controproposte, come non e’ stato concesso tempo sufficiente nei laboratori per discutere e valutare tutti i temi e le domande proposte nella guida consegnata a tutti i partecipanti.
I laboratori territoriali sono stati 4 della durata di circa 2 ore ciascuno; in ogni laboratorio i cittadini sono stati divisi in gruppi di 10-12 persone ed inseriti in tavoli di discussione guidati da un moderatore. In ciascuno dei tavoli, come descritto nella guida del percorso, sono stati messi a discussione 5 temi principali contenenti in totale 14 domande su cui i partecipanti avrebbero dovuto formulare le loro opinioni o proposte. Il tempo messo a disposizione si e’ rilevato assolutamente insufficiente perché facendo dei semplici conti, si evince che per ogni tema, il tavolo ha avuto a disposizione circa 25 minuti di tempo per affrontare ciascuno dei temi proposti.
Cosa più incredibile e’che, se ogni partecipante avesse voluto dare il suo contributo alla discussione per ciascuna domanda proposta nella guida, avrebbe avuto meno di un minuto di tempo a disposizione. Il risultato finale ricorda molto i questionari proposti ai concorsi dove bisogna rispondere a trenta domande in trenta minuti, ma a differenza di questi senza avere un’adeguata informazione preventiva. Il solito risultato lo potevamo tranquillamente ottenere in assemblee di quartiere organizzate magari molto tempo prima, magari alla presenza di un tecnico comunale, magari con qualche informazione in più, magari risparmiando 23000 euro.
Lauro Zucchelli
Gruppo promotore di  Ascolta Piombino

 

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