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«Ecomostro? No, solo un recupero»

Inserito da il 12 Luglio 2011 – 08:18Nessun Commento

: dopo le proteste il sindaco Biagi parla di volumetrie inalterate
«Ecomostro» nel parco de I Lecci. Per il sindaco Michele Biagi è tutto in regola. Un gruppo di cittadini e turisti «Robin San» ha denunciato il 7 luglio su «La Nazione» la presenza sulle dune a un passo da mare, di una costruzione chiedendo all’amministrazione comunale un intervento urgente, chiedendo di «Fermare l’ecomostro». Il sindaco Michele Biagi dopo qualche giorno, dopo che la struttura in costruzione è stata più volte tappezzata dalle fotocopie del giornale, per denunciare quello che considerano un «edificio da abbattere», ha spiegato che i permessi ci sono e che si tratta solo di un «recupero» e che le volumetrie resteranno inalterate. «Come abbiamo sempre sostenuto in questi anni, è nostra intenzione dare opportunità al territorio anche attraverso il recupero dell’esistente tenendo, al tempo stesso, sotto controllo, il consumo di suolo.

La nostra priorità è quindi favorire lo sviluppo delle attività produttive in ogni campo ostacolando nel contempo la speculazione. Gli interventi che vengono realizzati vanno dunque in questa direzione favorendo attività che creino occasioni di lavoro e migliorino la qualità turistica del nostro territorio, come è si è verificato in passato per gli interventi riguardanti Riva degli Etruschi o come l’approvazione da parte di questa Giunta dell’intervento di miglioramento dei servizi presentato da Garden Club – spiega il sindaco – l’intervento al quale si fa riferimento riguarda il recupero di volumetrie facenti parte di un progetto di miglioramento dei servizi del Park Hotel I Lecci. Come si evince in maniera chiara dalla documentazione presentata dalla proprietà, la società Costruzioni Ferrero S.r.l., il progetto unitario, risalente al 28/07/2007, prevede un miglioramento dei servizi dell’hotel attraverso la riorganizzazione dell’edificato esistente dedicato a spazio per la ristorazione, alloggi del personale e servizio bar. L’edificio in questione, pienamente integrato con la vegetazione esistente, è stato realizzato in fasi successive mediante accorpamenti di edifici di diversa natura. Tale struttura aveva una superficie complessiva di 106 metri quadrati. Il nuovo intervento prevede sia la stessa destinazione d’uso sia la stessa identica metratura. L’ingombro originario sarà dunque mantenuto anche nel nuovo edificio. Punto fondamentale, inoltre, è il mantenimento della vegetazione esistente nel rispetto del parco». «Il progetto ha avuto l’ok della Commissione ambientale paesaggistica, così come della Sovrintendenza e il sì anche dal Circondario per quanto riguarda il vincolo idrogeologico, anche la Forestale non ha avanzato nessuna prescrizione», ha concluso il sindaco Biagi.
Bertini: «Sospendiamo subito le autorizzazioni»
Mentre il sindaco Michele Biagi interviene in merito alla costruzione all’interno del parco dell’Hotel i Lecci, Nicola Bertini del «Forum del Centrosinistra» ha presentato un Ordine del Giorno per sospendere i permessi. «Rilevato come al margine sud occidentale del parco di pertinenza dell’Hotel I Lecci, -inizia Bertini – siano state avviate pesantissime opere edilizie che hanno distrutto una porzione di duna ed hanno comportato l’eliminazione di un numero consistente di alberi lì presenti; Visto che, leggendo la pratica, tale opera edile sarebbe la ristrutturazione di un manufatto già esistente, per realizzare un magazzino e un alloggio destinato a lavoratori dell’azienda. Considerato l’impatto che tale realizzazione ha avuto sulla duna in particolare relativamente ai seguenti aspetti: Eliminazione della vegetazione dunale; Apertura/ampliamento di una via d’accesso al mare scavata nella duna; Ingenti operazioni di scavo con formazione temporanea di vere e proprie trincee e dossi di terreno tutt’intorno alla villetta. Considerato che tale realizzazione avrà notevoli futuri impatti, visto che in qualsiasi Comune costiero è ormai superata la pratica di edificare in modo così massiccio; Impegna l’Amministrazione a prendere le distanze da quanto autorizzato; Impegna l’Amministrazione a tutelarsi nel proprio operato denunciando essa stessa la pratica agli organi preposti al controllo come dannosa per il territorio; Esprime sconcerto per l’autorizzazione rilasciata di costruire sulla duna; Anche in virtù del percorso di pianificazione urbanistica in atto, dispone la sospensione di tali permessi, e non esclude la possibilità di percorrere tutte le strade necessarie per arrivare ad ingiungere la demolizione di tale manufatto.
p.b. La Nazione 12.7.2011

«Nessun abuso nel bosco dei Lecci”
Eco-mostro, per Biagi si tratta di un recupero di volumetrie. Ma il forum incalza: duna distrutta

Davanti al moltiplicarsi delle proteste nei confronti dell’amministrazione comunale sanvincenzina rispetto alla politica urbanistica, e sotto la pressione di proteste eclatanti come quella di domenica scorsa – col centro tappezzato di striscioni – il sindaco di San Vincenzo Michele Biagi ha deciso di dare la versione del Comune sulla costruzione di una palazzina nel bosco di pertinenza dell’hotel “I Lecci”: per Biagi si tratta semplicemente di un recupero di volumetrie, e il progetto è stato approvato anche dalla Soprintendenza.

«Come abbiamo sempre sostenuto in questi anni – afferma Biagi – è nostra intenzione dare opportunità al territorio anche attraverso il recupero dell’esistente, tenendo al tempo stesso sotto controllo il consumo di suolo. La nostra priorità è favorire lo sviluppo delle attività produttive in ogni campo, ostacolando al contempo la speculazione. Gli interventi che vengono realizzati vanno dunque in questa direzione, favorendo attività che creino occasioni di lavoro e migliorino la qualità turistica del nostro territorio, come si è verificato in passato per gli interventi riguardanti Riva degli Etruschi o come l’approvazione da parte di questa giunta dell’intervento di miglioramento dei servizi presentato dal Garden Club».

Sull’intervento a “I Lecci”, il sindaco sostiene che «riguarda il recupero di volumetrie facenti parte di un progetto di miglioramento dei servizi del Park Hotel I Lecci. Come si evince dalla documentazione presentata dalla proprietà, la “Costruzioni Ferrero” del 28 luglio 2007, il progetto prevede un miglioramento dei servizi dell’hotel attraverso la riorganizzazione dell’edificato esistente dedicato a spazio per la ristorazione, alloggi del personale e servizio bar. L’edificio in questione – prosegue Biagi – inserito in un’area occupata fin dagli anni ’50 da un villaggio turistico pienamente integrato con la vegetazione esistente, trasformato nei primi anni ’80 in attività turistica alberghiera, è stato realizzato in fasi successive mediante accorpamenti di edifici di diversa natura, tra cui il nucleo originario destinato a torre piezometrica e poi trasformato in alloggi del personale, al quale sono state aggiunte strutture prefabbricate poste su opportuni basamenti per superare i dislivelli».
Il sindaco spiega quindi che quella struttura «aveva una superficie complessiva di 106 mq. Il nuovo intervento prevede sia la stessa destinazione d’uso sia l’identica metratura. L’ingombro originario sarà dunque mantenuto anche nel nuovo edificio. Punto fondamentale è il mantenimento della vegetazione esistente nel pieno rispetto del parco. La commissione ambientale paesaggistica, infatti, ha richiesto nel febbraio 2010 la relazione paesaggistica e il rilievo della vegetazione circostante all’intervento per individuare eventuali variazioni. Analizzata la relativa documentazione il 21 aprile 2010, la commissione ha approvato il progetto e il 28 aprile 2010 la Sovrintendenza ha dato parere positivo». Sul vincolo idrogeologico, il sindaco sostiene che «il Circondario della Val di Cornia ha dato anch’esso parere positivo il 17 marzo 2010, dal momento che anche il Corpo Forestale non ha avanzato nessuna prescrizione in merito».

Biagi dunque cita atti e pareri, ma il Forum di centrosinistra parla invece di «pesantissime opere edilizie che hanno distrutto una porzione di duna comportando l’eliminazione di un numero consistente di alberi. Notevole è l’impatto che tale realizzazione ha avuto e avrà sulla duna, sulla vegetazione costiera, e sul paesaggio». Il Forum chiede che «visto che è ancora in itinere la variante al Piano Strutturale, il consiglio comunale prenda le distanze da quanto autorizzato relativamente a tali costruzioni con gli opportuni strumenti di legge».
Il Forum esprime inoltre «sconcerto per l’autorizzazione rilasciata a costruire sulla duna. Anche in virtù – afferma il gruppo di minoranza – del percorso di pianificazione urbanistica in atto, non escludiamo la possibilità di percorrere tutte le strade necessarie per arrivare a ingiungere la demolizione di quel manufatto».
PAOLO FEDERIGHI Il Tirreno12.7.2011

Corriere Etrusco 12.7.2011

Foto della costruzione dell’ecomostro

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