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La Principessa: da via romantica a incubo stradale – I cittadini reagiscono

Inserito da il 26 Giugno 2011 – 08:412 Commenti

È fatta edificare, in soli due anni (1804-1805), dalla principessa di Lucca e Piombino Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte. All’epoca della costruzione questa strada, da allora denominata “della Principessa”, è il solo collegamento tra l’area livornese e quella piombinese. Ancora in terra battuta nel 1965, viene asfaltata negli anni immediatamente successivi.
Tratto da Wikipedia

OGGI:

Via della Principessa stretta e pericolosa. Proteste dai cittadini

È allarme sicurezza in via della Principessa a seguito dei lavori realizzati per il restringimento delle corsie, la realizzazione dei parcheggi lato mare e lato monte e l’allungamento della pista ciclabile fino al confine con il Comune di Piombino. Traffico e viabilità sono letteralmente in tilt, e innumerevoli sono le situazioni di pericolo. Alcuni giorni or sono, proprio all’altezza della curva che porta al Park Albatros, è arrivato il primo incidente, per fortuna senza serie conseguenze per le persone.

Parcheggi lato monte. Decine di parcheggi sul lato monte si trovano in pendenza, obbligando le auto a parcheggiare con due ruote nel fossato. Altre macchine, per evitare il fossato, parcheggiano fuori dai limiti consentiti, facendo sporgere le ruote sulla corsia di transito e provocando pericoli all’interno della già stretta carreggiata.

Parcheggi lato mare. In vari punti, i parcheggi sul lato mare sono stretti, e le auto vi entrano a fatica, spesso sfiorando il cordolo di separazione dalla pista ciclabile. Succede così che gli sportelli aperti delle auto, sporgenti sul tracciato della ciclopista, costituiscano seri pericoli per i ciclisti.

Ciclisti incoscienti. Vi sono ciclisti che non usano la pista ciclabile, e si trovano a percorrere le corsie di transito per veicoli a motore. Nei casi di lunghe file su una corsia, i ciclisti che sorpassano le auto sono fonte di pericolo per i veicoli transitanti sulla corsia opposta, privi del necessario spazio per evitarli. Vi sono poi i ciclisti che, preferendo l’ombra ed il fresco del lato monte al sole ed al caldo della ciclopista, percorrono in controsenso la strada.

Inversioni a U. E’ assai comune vedere le inversioni a U, in spazi strettissimi, per uscire dai parcheggi. Non essendovi una rotonda che consenta di tornare indietro, chi ha parcheggiato, ad esempio, rivolto verso Piombino, e deve poi tornare verso San Vincenzo, è costretto a proseguire almeno fino alla Torraccia per compiere un’inversione di marcia.

Mezzi di soccorso e autobus. E’ forse più conveniente, per un mezzo di soccorso che debba recarsi all’ospedale di Villamarina, prendere la strada di Venturina e, all’altezza delle terme, svoltare ed uscire all’altezza di , con un considerevole allungamento del tragitto. E’ praticamente impossibile, per i mezzi di soccorso, compiere sorpassi a sirene spiegate, visto che i parcheggi, posti su ambedue i lati, impediscono alle auto di lasciare loro il passo. Preferibile optare subito per l’ospedale di Cecina. Non pochi problemi anche per gli autobus, la cui grandezza rende difficile la circolazione e le fermate in ambedue i sensi.

Traffico e code. Abbiamo assistito, in questi giorni di giugno, al verificarsi di lunghe code, soprattutto durante i fine settimana. Quattro file di veicoli l’una a pochi centimetri dall’altra: le due file di auto parcheggiate, che devono essere schivate dalle auto in transito, le quali a loro volta devono schivarsi tra loro. Sono già molti i tratti in cui possono notarsi le tracce delle gomme delle auto sul cordolo di cemento che separa i parcheggi, sul lato mare, dalla ciclopista. Facile immaginarsi cosa potrebbe accadere in luglio e agosto.

Pericoli della ciclopista. Se in vari punti la ciclopista è molto più larga di prima, in altri è diventata assai stretta, e il passaggio fra le parti è a volte repentino. Il problema è che, in tutta la ciclopista (per lunghi tratti spazio promiscuo, aperto anche alle persone a piedi), la velocità massima consentita alle biciclette è di 20 km/h. Vi sono gruppi organizzati di ciclisti che, volendo mantenere una velocità sostenuta, preferiscono dirottarsi sulla strada. Vi sono altri gruppi di ciclisti, tuttavia, che transitano sulla ciclopista a velocità assai superiori ai 20 km/h, causando seri pericoli per gli altri ciclisti e i pedoni. Sono poi numerosi i punti in cui le auto, per entrare in strada da vie interne, residence o villaggi, si affacciano sulla ciclopista. Un problema, questo, già esistente in passato.

PAOLO FEDERIGHI
Il Tirreno 24.6.2011

Maggiori informazioni sul sito http://san-vincenzo-livorno.blogspot.com/
Tutte le foto storiche sul sito http://san-vincenzo-foto-storiche.blogspot.com

Un pò di nostalgia:

I CITTADINI REAGISCONO:
La pista ciclabile non è sicura
C’era una volta una strada: la Principessa.
Era una strada larga, scorrevole, senza problemi di sorpassi, insomma molto agevole, la percorrevo spesso e volentieri con la mia bici. Qualcuno obietterà: ma ora c’è la pista ciclabile, quindi molto più pratica e sicura. Ma c’è un particolare che ai nostri ideatori è sfuggito. Ad intervalli regolari ci sono le entrate e le uscite dal parco, che immettono proprio nella pista ciclabile.
Un giorno mentre la percorrevo, da una di queste uscite mi si è presentato di corsa, all’improvviso, un bimbo; non so come ho fatto a non investirlo. Per evitarlo sono rovinato a terra, fortunatamente senza conseguenze. Si dirà: la pista non è obbligatoria è un’opportunità. Allora perchè è stata fatta, togliendo quasi metà della carreggiata?
Franco Sbrana (Piombino)

Adesso la carreggiata è stretta e pericolosa
Siamo un gruppo di amici che da molti anni trascorrono le domeniche estive sulla spiaggia di . Questo anno abbiamo avuto una sgradita sorpresa percorrendo la Principessa e siamo rimasti sbalorditi per come hanno ridotto la carreggiata per creare la pista ciclabile. Per non rischiare bisogna viaggiare ad una velocità di 20 km. Le auto parcheggiate ai lati della strada sono sul filo della riga di segnalazione. Non era forse più logico asfaltare 150 centimetri lato monte invece di toglierli alle due carreggiate?
Furio Mazzinghi e amici (San Vincenzo)
Il Tirreno 3.7.2011 (La parola ai lettori)

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2 Commenti »

  • pasquale ha detto:

    secondo me era meglio fare lapista ciclabile dentro il bosco di Rimigliano

  • Simona L.G. ha detto:

    CUI PRODEST ?
    le lettere di oggi su Il Tirreno e altre opinioni ( sempre più numerose)dei cittadini BOCCIANO la pista ciclibile della Principessa. Utile e sicura oltreché’bella’ sarebbe stata lungo il margine della tenuta ,sicura e gradevole per i ciclisti senza il danno creato dal ristringimento della carreggiata ora priva della possibilità di inversione di marcia. Ieri ho toccato con mano : macchine cariche di ombrelloni bambini vettovaglie varie , come consueto in quella spiaggia, ferme agli slarghi degli ingressi per scaricare e poi via a cercare parcheggio. E se il posto è lontano ? se la mamma o nonna è da sola e non può scaricare e poi tornare ? Si dirà ti fermi dove c’è posto , e allora non si può più fissare con gli amici ? non si può più avere un posto prediletto ? io ne ho uno dal 1975!
    Mi ha ricordato l’incubo dei centri storici cittadini quando si deve scaricare la spesa di ritorno dalla Coop !!!
    Viene così la domanda più importante CUI PRODEST ? La fascia a mare che , come abbiamo appreso, non è protetta da nessun vincolo sempre meno frequentata per le difficoltà suddette potrebbe diventare appetibile per privatizzazioni legate alla speculazione edilizia nella Tenuta !!

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