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Urbanistica, Marson spiega il via alla modifica della legge regionale

Inserito da il 14 Giugno 2011 – 17:00Nessun Commento

«Coniugare salvaguardia delle risorse essenziali del territorio con tempi di pianificazione ragionevoli». E’ la sintesi dell’assessore Anna Marson alla prima illustrazione del procedimento formale per modificare la legge regionale n. 1 del 2005 sul governo del territorio iniziata oggi con l’incontro in commissione Territorio e ambiente presieduta da Vincenzo Ceccarelli (Pd).  Dove ha ribadito di ritenere che «i punti salienti siano quelli che esplicitano la volontà di questa Giunta di privilegiare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e delle aree già urbanizzate rispetto al nuovo consumo di suolo agricolo, accompagnando le enunciazioni di principio già presenti nella legge vigente con dispositivi operativi adeguati”.

In termini generali (l’informativa sarà all’ordine del giorno delle prossime sedute del Consiglio regionale per dare ampio spazio al dibattito e al contributo di ogni forza politica), la finalità dell’intervento è quella di “coniugare l’efficacia nella salvaguardia e riproduzione delle risorse essenziali del territorio con tempi di pianificazione ragionevoli».

Il documento preliminare, si legge in una nota del consiglio, è stato spiegato dall’assessore all’Urbanistica che ha chiarito i punti fondamentali di una riforma che propone “modifiche significative di alcune parti della legge vigente”.

La rivisitazione degli articoli di legge dopo sei anni di applicazione è dunque volta a «perfezionare la disciplina dei procedimenti per gli strumenti e gli atti di governo del territorio, eliminando incertezze interpretative e codificando alcuni passaggi oggi non ben definiti». «Un lavoro complesso e impegnativo – ha sottolineato l’assessore – a cui ha dato un significativo contributo Anci Toscana».

Tra gli aspetti più importanti ripercorsi in commissione da Marson, il nuovo istituto del “piano strutturale intercomunale” e della perequazione territoriale, la “graduazione degli adempimenti necessari in relazione all’effettiva entità delle trasformazioni previste dallo strumento di pianificazione”, disposizioni più chiare rispetto alle “modalità di individuazione” delle Utoe (Unità territoriali organiche elementari) e di definizione del “dimensionamento” di piano. E ancora: una strutturazione più definita dell’attività di partecipazione per il governo del territorio, una maggiore chiarezza nel funzionamento della conferenza paritetica interistituzionale e una migliore organizzazione dei riferimenti al paesaggio. Sul fronte dell’edilizia, la revisione della legge punta a correggere le parti non coerenti con il Testo unico dell’edilizia.

«In questo senso – ha chiarito l’assessore – ci sembra opportuno predisporre i contenuti essenziali di un regolamento edilizio-tipo, con valenza di linee guida di livello regionale che indichi anche la documentazione tecnica minima obbligatoria per la formazione dei titoli edilizi».

Il tutto in un’ottica di “semplificazione del lavoro dei progettisti e dei costi per i committenti”. Le modifiche riguardano anche composizione e modalità di funzionamento tanto della commissione Edilizia che della commissione per il Paesaggio, «per le quali – ha concluso l’assessore – vanno specificati meglio requisiti professionali e modalità di proposta-selezione dei membri che le compongono».

Per il presidente della commissione Ceccarelli, la «modifica di una legge cardine per l’assetto del territorio toscano, con importanti risvolti anche sul piano locale, era necessaria. Gli indirizzi tracciati da Marson colgono i nodi più importanti. Penso al rafforzamento degli strumenti di valutazione, all’introduzione del piano intercomunale, alla ridefinizione della commissione paritetica e, soprattutto, al rapporto conformativo tra piano strutturale e regolamento urbanistico».

Dal vicepresidente della commissione Andrea Agresti (PdL), la presentazione di una mozione sulla quale «non richiediamo il voto perché pensiamo possa essere un contributo importante; uno strumento da tener presente nella costruzione della nuova legge». Per Agresti, la questione è infatti da affrontare «serenamente senza fare inutili barricate. Il tema della tutela ambientale e del “ripristino di un’etica urbanistica, sono questioni che stanno a cuore a tutti». E il PdL, nella sua mozione, indica chiaramente tre principi cardine da seguire: trasparenza, partecipazione e tracciabilità delle scelte. Sul testo della mozione PdL, tuttavia, tanto il consigliere Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd) che Marta Gazzarri (Idv), lamentano “contraddizioni” che saranno affrontate e magari chiarite proprio in sede di dibattito in Consiglio regionale. In particolare, e riferendosi al documento preliminare illustrato da Marson, Pellegrinotti ha evidenziato la necessità di fare attenzione ai “costi che questa riforma potrebbe avere per gli enti locali. È necessario semplificare e snellire le procedure. Tra l’attuazione, l’approvazione e tutto quello che ne consegue, passano anni”. Dal portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni, l’invito a “eliminare le sovrapposizioni” e per una maggiore attenzione alla “realizzabilità della riforma”. In commissione anche l’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini, che ha illustrato una prima informativa che punta a “ridisegnare le aree a rischio sismico della Toscana, semplificando anche i metodi di controllo che in passato hanno creato lentezze eccessive”.

Tratto da Greenreport 14.6.2011

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