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Camerini: « Un progetto ambizioso per traghettare il nostro patrimonio millenario nel futuro»
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Ferrini spara contro il percorso partecipato di Baratti

Inserito da il 11 Maggio 2011 – 08:53Nessun Commento

«Alla fine hanno deciso pochissime persone»

«IN DEMOCRAZIA i numeri contano. È democrazia far decidere cosa fare di allo 0,08% dei votanti di Piombino?». Lo sostiene il segretario del Psi Stefano Ferrini che rispondendo al garante della comunicazione della Regione, Massimo Morisi, chiede una regolamentazione dei percorsi partecipati. «Ringrazio il dottor Morisi per l’attenzione mostrata non solo alle nostre considerazioni sul percorso partecipato di , ma anche alla storia del Psi. Però non siamo d’accordo con lui.

SONO i numeri, non le idee giuste o sbagliate che siano, che in democrazia contano ed è giusto così. E dal rapporto di Sociolab i numeri sono chiari: «70 erano i presenti alla prima giornata di discussione; 60 alla seconda e 55 alla terza giornata. Tra i 25 estratti a sorte hanno preso parte alla prima giornata di discussione 18 persone; 14 la seconda, e 7 all’ultima giornata”. La media dei partecipanti è quindi 60, quella dei partecipanti alle giornate di discussione 13! È democrazia far decidere a 13 persone, lo 0,08% dei votanti di Piombino, cosa fare di Baratti? Nessuno nega l’impegno, la discussione, l’approfondimento nel percorso partecipato, ma non si possono neppure negare questi numeri. È poi molto poco rispettoso della democrazia affermare, come il dottor Morisi fa, che nei consigli comunali “qualche decina di persone offre una rappresentanza politica tanto importante.. ma altrettanto viziata dai vincoli e dai doveri delle appartenenze di partito e di coalizione».

Eliminiamo allora i partiti, i consigli elettivi e già che ci siamo anche il voto popolare e affidiamo le decisioni a poche decine di volontari che, quelli sì, senza nessun mandato popolare, magari organizzati in comitati piuttosto che in partiti, decidono per tutti. Non siamo contrari ai percorsi partecipati, vogliamo però che per essere davvero rappresentativi vi siano delle regole come delle soglie minime di partecipazione. E che sia garantita un’accurata campionatura dei partecipanti, così da coinvolgere davvero tutta la realtà sociale e culturale di una città».

La Nazione 11.5.2011

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