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Camerini: « Un progetto ambizioso per traghettare il nostro patrimonio millenario nel futuro»
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Baratti, la contestazione rivoluziona il piano partecipativo

Inserito da il 5 Marzo 2011 – 20:06Un commento

Vincono i cittadini, l’espansione turistica arriva in punta di piedi

«Il percorso partecipato è riuscito ad attivare quella che viene definita “l’intelligenza collettiva” per un progetto all’altezza del valore del contesto che caratterizza ». Sono partite da questo riconoscimento le valutazioni dell’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson, presente l’altra sera all’affollatissima assemblea nella sala del Perticale a Piombino, durante la quale la giunta comunale ha esposto i nuovi orientamenti assunti sul piano particolareggiato del Golfo.

Un dibattito, non privo di asprezze, durato oltre sei mesi. Dall’agosto scorso, quando sul sito del Comune fece la prima comparsa una bozza del piano particolareggiato per Baratti che suscitò reazioni immediate. Prima un gruppo, “Giù le mani da Baratti”, raccolto intorno a Facebook, poi la nascita di un vero comitato.

Tra gli aspetti più contestato, il cambiamento di destinazione d’uso del Casone – un edificio in riva al golfo ritenuto da molti un emblema – la concessione per uno stabilimento balneare a servizio del resort di Poggio all’Agnello, la realizzazione di strutture commerciali alla “Porta del parco”, sulla via della Principessa, per 6mila metri cubi.

Nei più, la paura che Baratti potesse diventare un luogo esclusivo, perdendo la sua identità fatta un complesso sistema di valori: archeologici, paesaggistici, ambientali e di libera fruizione balneare.

Non è stato affatto un dibattito tranquillo, ci sono state accuse ed asperità. Poi una svolta decisiva messa in campo dal Comune. L’apertura di un percorso partecipato, affidato alla Sociolab di Firenze e coordinato dal garante regionale Massimo Morisi. Decine di persone, tra novembre e dicembre, sotto la pioggia durante i sopralluoghi a Baratti e Populonia. Poi i laboratori. Ogni aspetto del piano setacciato insieme a tecnici e assessori. Contestazioni, suggerimenti raccolti dal garante e consegnati al sindaco Anselmi.

Gli orientamenti del piano sono cambiati, alcuni ridimensionalti altri eliminati del tutto. Chi ha vinto? Forse ha proprio ragione Anna Marson “l’intelligenza collettiva”. Il confronto appassionato al fondo del quale c’è stato sempre l’amore per un luogo, Baratti. E’ questo risultato che ha fatto dire all’assessore che «c’è stato un salto qualitativo evidente dalla bozza del piano che ho avuto tra le mani tre mesi fa e il rapporto finale sull’esito della partecipazione».

L’archeologia è stata assunta come «matrice di tutte le scelte possibili». Baratti «un’area che necessita di un’attenta manutenzione su cui incentrare uno specifico modello di sviluppo». L’assessore Marson è stata chiara su cosa Baratti significhi nel contesto ma regionale. «E’ un’icona unica. Non c’è altro lungo la costa toscana che abbia un così altro concentrato di valori: archeologici, storici, paesaggistici». E la stessa esperienza delle società dei è stata definita dall’assessore «gloriosa e da rilanciare».

Il percorso partecipato non ha indotto a cambiare solo singoli aspetti tecnici delle previsioni, ma ne ha mutata la filosofia. Baratti oggi è vista più nel suo insieme. Le fragilità – dall’eccessiva antropizzazione all’erosione che mette in pericolo spiaggia e beni archeologici – sono più presenti di prima nella coscienza collettiva.

Il Comune presenterà, forse tra un mese, il nuovo piano particolareggiato. Cancellata l’ipotesi di uno stabilimento balneare esclusivo per i clienti del nuovo resort di Poggio all’Agnello, che aprirà i suoi battenti in primavera. In alternativa saranno ampliate le due concessioni esistenti, ma solo in profondità e non in lunghezza.

Drasticamente ridotte le previsioni edilizie alla “Porta del parco”: da 6mila metri cubi a mille, riservati perlopiù a servizi indispensabili. E non si parla neppure più di un albergo di lusso al Casone. L’edificio, acquistato oltre un anno fa per circa 5 milioni da una società fiorentina, potrà ospitare solo alcune camere al primo piano, mentre a piano terra saranno previste attività di servizio al turismo: ristorante o negozi. Via anche le decine di imbarcazioni private dalla pineta. Rimarrà una scuola di vela per ragazzi, solo estiva e con attrezzature rimovibili.

Infine riordino della zona del campo boe, con l’abbattimento di strutture fatiscenti, mentre resteranno congelate fino alla scadenza, nel 2015, le concessioni sullo specchio acque, dove l’amministrazione rinuncia anche all’idea di realizzare pontili galleggianti.
GIORGIO PASQUINUCCI
Il Tirreno 5.3.2011

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Un commento »

  • Baldo Monteforti ha detto:

    Quello che bisogna evitare è un’ulteriore congestione di traffico ed affollamento nei mesi di Luglio ed Agosto, già al limite.Ulteriori strutture turistiche aggraverebbero la situazione.Nei mesi su menzionati andrebbe limitato almeno l’ingresso delle auto

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