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Certo non nella zona di protezione speciale delle Alpi Apuane.
L’Amministrazione comunale di Massa ha recentemente annunciato di voler riaprire ben sette cave di marmo, incurante di critiche e perplessità.

Tags: Cave

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Trasparenza o dimissioni (Giù le mani da Baratti)

Inserito da il 11 Dicembre 2010 – 10:12Nessun Commento

Il Comitato chiede a Francardi di mettere a disposizione tutti i documenti sul piano particolareggiato di

Non si fa partecipazione senza un’informazione completa e corretta. Dove sono finiti gli studi tecnici su Baratti che l’Amministrazione comunale dice di aver prodotto? Forse sono andati perduti? L’assessore Francardi farebbe bene a decidere se ritrovare quei documenti o dimettersi.

Il comitato “Giù le mani da Baratti” ha reso noto un documento dell’amministrazione comunale di Piombino sul Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia e ha chiesto perché quel documento non è stato reso pubblico.

L’assessore Francardi ha risposto che si tratta di una bozza superata, che il documento vero su Baratti si trova su internet e ha accusato il Comitato di “pura speculazione” per aver diffuso un testo ormai vecchio.

Premesso che non siamo noi ad averlo diffuso, ma è l’amministrazione comunale che lo ha distribuito ai consiglieri comunali non più tardi di pochi mesi fa, apprendiamo con stupore che il Comune di Piombino i documenti veri li mette su internet e quelli inutili li spedisce ai consiglieri. Interessante evoluzione istituzionale che fa riflettere sulla considerazione riservata ai rappresentanti dei cittadini i quali, d’ora in poi, ogni volta che riceveranno un documento dovranno andare sul sito del Comune a controllare se è stato pubblicato anche lì, altrimenti c’è il rischio che quei fogli non valgano niente.

Infatti Francardi, per non rischiare di essere frainteso, li ha definiti “idee, schizzi, proposte dei tecnici assolutamente inattuali” perché risalenti niente meno che al 2009. Eppure in quelle schede si parla dettagliatamente di come stravolgere Baratti, a cominciare dai 60 posti letto “di alta categoria” con piscina coperta “di acqua salata” al Casone.

Per tranquillizzarci, Francardi dice che quelle parole non valgono niente. Ne prendiamo atto con soddisfazione. Ma dove sono finiti gli studi ai quali si fa riferimento in quella bozza di documento? Francardi stesso ammette che “nel corso del processo di definizione della bozza di piano è stato redatto molto materiale, mappe, schede e altro”.

Bene, possiamo vedere tutta la documentazione che è all’origine del Piano Particolareggiato che il Comune ha sottoposto alla discussione? Esiste o no il “Rapporto di sintesi della valutazione integrata” sia per il Casone che per l’edificio della Croce Rossa cui si fa cenno nelle schede? Qui è in gioco la credibilità di chi, su nostra sollecitazione, ha dovuto avviare un percorso di partecipazione che rischia di diventare una presa in giro se non vengono messi sul tavolo tutti i materiali disponibili. Anche perché è proprio in base a questi studi – della cui serietà non abbiamo motivo di dubitare – che si è scelta la soluzione alberghiera per il Casone al posto di altre opzioni più coerenti con le caratteristiche del sito archeologico, per non parlare delle concessioni balneari, dell’allargamento del campo boe e di una inutile porta al parco, il tutto in nome di un modello di sviluppo turistico basato ancora sul consumo di suolo, risorse e beni comuni. Se la risposta è che quegli studi e quelle analisi tecniche sono stati smarriti, come ha balbettato venerdì scorso lo stesso Francardi rispondendo a una precisa domanda di un cittadino partecipante, allora forse si è smarrito anche lui e farebbe bene a decidere se ritrovare quei documenti o dimettersi.

Il Comitato “Giù le mani da Baratti”
11 dicembre 2010

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