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Percorso partecipativo per Baratti e Populonia

Inserito da il 16 Novembre 2010 – 07:44Nessun Commento

Relazione e considerazioni sull’incontro del 14 novembre 2010
(Comitato per Campiglia – Comitato Giù le mani da )

Leggi il documento in formato pdf

Guarda la galleria fotografica delle due passeggiate del percorso partecipato

SULLA STAMPA:

«Poche risposte e solo parziali»
«Sul piano particolareggiato la replica è stata sconcertante»

RISPOSTE parziali, altre non date. Un primo bilancio fatto dal Comitato per Campiglia e Giù le mani da Baratti, dopo l’avvio del percorso partecipato che secondo i Comitati nasce con «un difetto di impostazione: i percorsi partecipativi dovrebbero cominciare individuando insieme i problemi sentiti come tali e rimandando ad una seconda fase le soluzioni proposte dai Comuni ed il dibattito. La constatazione di un errore non vuole essere un pregiudiziale giudizio negativo su tutta l’operazione, ma certo costringe ad una attenzione particolare nel richiedere con fermezza informazioni e chiarimenti». E di domande i Comitati ai tecnici ne hanno fatte tante.

«Abbiamo chiesto se avesse senso fare un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica per un’area individuata in un piano vecchio di 16 anni senza aspettare il Regolamento Urbanistico che dovrebbe essere a buon punto – spiegano – visto che i Comuni di Campiglia e Suvereto hanno già adottato il loro. Ma l’assessore ha detto che non esiste ancora niente da fare vedere. Questo vorrebbe dire che nei quattro anni che sono intercorsi dall’approvazione del Piano Strutturale, il Comune di Piombino ha fatto niente di quello che i Comuni vicini hanno già fatto. Se l’affermazione è veritiera nei contenuti, i dubbi che il Piano di Baratti faccia parte di un’idea complessiva già delineata almeno nel pensiero sono estremamente forti. Abbiamo poi chiesto se si fosse in grado di indicare la probabile estensione della città di Populonia (Acropoli, città portuale, necropoli), ma è stata messa in luce la difficoltà di avere notizie da organi dello Stato che ne sono i depositari. E’ stato anche affermato che comunque non sono previste nuove edificazioni, dimenticando le previsioni per il centro velico e il programma di realizzare una rete fognaria con tutti gli scavi che comporteranno».

«RISPOSTE non accettabili perchè qualunque idea progettuale, specialmente in contesti così delicati, dovrebbe essere espressa solo dopo avere conosciuto a fondo su cosa si sta lavorando. Per quanto riguarda il Casone è stato chiesto se la scelta di cambiare le attuali destinazioni e di passare a funzione alberghiera è stata preceduta da una ricerca approfondita, magari con l’aiuto del Ministero, della Regione, delle Università e di altri Istituti culturali sulla possibilità di acquisto da parte di sponsor o Fondazioni anche straniere per destinare a funzioni di supporto per le Università e per i visitatori. Alla domanda non si è ancora avuto risposta se non che la scelta di un albergo era quella che garantiva il non frazionamento della proprietà. Non si capisce – incalzano i Comitati – per quale ragione a chi ha acquistato terreni, un certo numero di appartamenti e una serie di magazzini debba essere data una così sollecita, semplicistica e remunerativa risposta senza che venga chiarito se la collettività ne ricaverà un vantaggio adeguato».

La Nazione 17.11.2010

Corriere Etrusco 16.11.2010

«Baratti, troppe reticenze»
Gli interrogativi dei comitati dopo la visita

«Si potrà cambiare il piano particolareggiato per Baratti?». E’ l’interrogativo che pongono i due comitati “Per Campiglia” e “Giù le mani da Baratti” dopo la prima giornata del percorso partecipato.

«Si dovrebbero cominciare – sostengono – individuando insieme i problemi e arrivando, in una seconda fase, a scelte condivise. Non abbiamo un pregiudizio negativo sull’operazione, ma certo è forte il sospetto che si stia invece cercando il consenso su decisioni già prese».

«Illustrando le proposte l’architetto Silvia Viviani, redattrice del piano e incaricata anche della stesura, ancora in corso, del Regolamento urbanistico, si è spinta ad affermare che “i vincoli sono meno forti dei piani”».

E dopo il discorso del sindaco i comitati si domandano se il piano si potrà cambiare e in quel misura. «Non si può parlare di acquisizione del Casone all’uso pubblico e non si può non dare una risposta ai turisti che andranno al Centro di Poggio all’Agnello, circa 900 persone», è quanto finora i comitati hanno dedotto dalla risposte dell’ammistrazione.

«Il sindaco ha poi cercato – affermano – di rivendicare come il nuovo Regolamento urbanistico non confermerà la previsione del vecchio Prg, di realizzare un incremento di circa 1250-1500 metri cubi nell’area della “Casa del pescatore“, senza dire, però, che su quell’area esiste un vincolo archeologico».

I due comitati fanno poi notare l’affermazione a loro parere «molto grave» dell’assessore all’urbanistica Francardi che «alla richiesta di conoscere le carte del regolamento urbanistico ha risposto che non c’è ancora niente da far vedere». I comitati non si spiegano perchè il Regolamento di Piombino non è stato addottato insieme a quelli di Campiglia e Suvereto, che lo hanno fatto a maggio scorso. «Ciò potrebbe significare – affermano – che il piano di Baratti faccia parte di un’idea più complessiva già delineata e riguardante anche le aree circostanti non comprese nel piano particolareggiato».

I comitati poi si lamentano perchè non è stata fatta vedere, durante il sopralluogo, alcuna planimetria del Casone che permettesse di capirne la consistenza e ricordano di aver chiesto se la scelta di cambiarne la destinazione d’uso ad alberghiera è stata preceduta da una ricerca approfondita. Sostengono di non aver ricevuto risposte alla domanda «se non che la scelta di un albergo era quella che garantiva il non frazionamento della proprietà».

E sul Centro velico la domanda dei comitati è, invece, «se la Sovrintendenza è stata interpellata».

Risposte mancate vengono evidenziate anche sulla incidenza che l’espansione di aree esterne intorno a Canessa possa aver avuto sulla riduzione dell’arenile.

Infine il due comitati attendono risposte sulla probabilità che reperti archeologici sottomarini vengano compromessi. Insomma, concludono, «le reticenze superano di gran lunga le spiegazioni. Speriamo meglio per il prossimo incontro».

Il Tirreno 18.11.2010

 

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