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Certo non nella zona di protezione speciale delle Alpi Apuane.
L’Amministrazione comunale di Massa ha recentemente annunciato di voler riaprire ben sette cave di marmo, incurante di critiche e perplessità.

Tags: Cave

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«Poca trasparenza nel piano su Baratti e Populonia» (Legambiente)

Inserito da il 11 Ottobre 2010 – 19:03Nessun Commento

Legambiente critica tempi, modi e la scarsa trasparenza del piano particolareggiato di . Per il presidente Adriano Bruschi sul tema «l’amministrazione comunale ha un modo strano di impostare la discussione».

La ricostruzione di Bruschi dell’azione del Comune: «Prima propaganda l’approvazione della documentazione per richiedere il riconoscimento dell’Unesco per fare Baratti e Populonia patrimonio dell’umanità – dice il presidente di Legambiente – preludendo la massima salvaguardia di quel territorio. Poi subito dopo lancia il pubblico dibattito (24 luglio), propagandando i contenuti del piano senza mettere la popolazione in grado di conoscere i dettagli, in quanto il piano viene pubblicato una quindicina di giorni dopo, ma ne abbiamo notizia pubblica dopo un mese, il 26 agosto».

In realtà «il dibattito è già iniziato da tempo – racconta Bruschi – ma solo per alcuni, con la presentazione del piano agli operatori di Baratti e di Populonia e incontri col mondo imprenditoriale. Quando esce pubblicamente il piano e sorgono le proteste dei residenti e commercianti del golfo, si scopre che quei documenti pubblicati sono sbagliati, la parte che prevede la regolamentazione del traffico non ci doveva essere, “La scheda sulla mobilità inserita solo per errore”. Davvero strano».

Le critiche di Legambiente proseguono riguardo all’apertura di altro capitolo del dibattito «anche questa volta solo per alcuni. La popolazione che non è portatrice di interessi particolari è esclusa dalla consultazione, verrà dopo. Dopo quando? Sarà mica che vi interessa confrontarvi solo con alcuni? Sui contenuti, altra cosa strana è che sembra un piano fatto a pezzi, infatti sono singole schede, singoli progetti che sembrano rispondere a singole esigenze imprenditoriali, piuttosto che a esigenze generali di ridisegnare la distribuzione delle funzioni, allentare la pressione delle presenze, garantire l’integrità del golfo come era stato propagandato».

«Insomma qual è l’interesse pubblico di questo piano? – si chiede Bruschi – Non c’è uno straccio di relazione che spieghi le idee di fondo, gli studi fatti, i dati delle presenze generali e quelle su aree critiche per la loro vulnerabilità. Non ci sono gli obiettivi e i limiti delle risorse. Tutto questo è molto strano. Sarebbe normale che fossero chiari la strategia e gli obiettivi misurabili – conclude Legambiente – non certo generici come si affacciano qua e là, per verificare la giustezza dei progetti».

Il Tirreno 11.10.2010

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