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4 Dicembre 2019 – 09:42 |

Certo non nella zona di protezione speciale delle Alpi Apuane.
L’Amministrazione comunale di Massa ha recentemente annunciato di voler riaprire ben sette cave di marmo, incurante di critiche e perplessità.

Tags: Cave

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«Ripartiamo dall’inizio con un percorso realmente partecipativo» Comunicato del Comitato Giù le mani da Baratti

Inserito da il 9 Ottobre 2010 – 18:56Nessun Commento

Non c’è bisogno di avere grandi competenze tecniche per capire che 6000 metri cubi di costruzioni previsti alla porta di sono cementificazione; poi, affermare che la zona in cui devono essere collocati non sia di pregio è  una valutazione molto discutibile e  basata solo ed esclusivamente sulle idee e la  sensibilità personale di chi ha affermato ciò. Comunque è apprezzabile che il segretario del Psi Ferrini risponda al Comitato per Campiglia dicendo: “Si può non condividere le previsioni commerciali alle Caldanelle – ed anche noi abbiamo forti dubbi.”  Visto che il Psi è parte della maggioranza che governa Piombino, faccia valere questi dubbi nelle sedi opportune.

Oltre a ciò, le trasformazioni che il piano prevede nella pineta, sulla costa di Baratti e  a Populonia, contrastano apertamente con il carattere dei luoghi. E’ indispensabile che ci sia onestà oltre che apertura e non meno importante è l’urgenza di recuperare velocemente il senso della realtà. Non si può parlare di riduzione della pressione antropica e poi  pensare di fare due alberghi, trasformare in cemento le baracche e intervenire sulla spiaggia di Canessa. E’ evidente che non potrà  trattarsi solo di un po’ di stucco e legno.  Grave è anche l’idea dell’esclusività delle strutture ricettive poiché il rischio è che l’identità del luogo venga totalmente  compromessa e che prevalga un turismo per pochi.

Noi chiediamo che vengano considerati prima di tutto  gli aspetti geologici, archeologici,storici, paesaggistici e culturali del sito;  in secondo luogo occorre tener conto del tipo di domanda turistica riguardante Baratti, che per il Comitato deve restare un posto libero e accessibile da parte di tutti. Non smetteremo mai di dire che così com’è, Baratti attira turisti che poi utilizzano servizi dell’intero territorio, di Piombino e della Val di Cornia. Se si snatura il Golfo questo valore aggiunto verrà meno. Se c’è davvero volontà di apertura e di partecipazione si lasci perdere questo piano particolareggiato, ripartendo dall’inizio con un percorso realmente partecipativo che coinvolga innanzitutto la comunità locale, ma che si allarghi anche a tutti coloro  a cui stanno a cuore Baratti e Populonia, dentro e fuori la Val di Cornia, visto che si ambisce al riconoscimento del Golfo come patrimonio dell’ umanità.

Comitato Giù le mani da Baratti

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