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22 Febbraio 2020 – 18:46 |

Oggi 22 febbraio, tra le 16:00 e le 18:00, nell’ambito della manifestazione “tourismA” finalizzata a far conoscere le potenzialità scientifiche, culturali ed economiche del paese, si è tenuto  a Firenze l’incontro:
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Sopralluogo rivelatore nelle cave di Monte Calvi (Val di Cornia Libera)

Inserito da il 22 Settembre 2009 – 14:47Nessun Commento

Giornata in cava fra rovi ed interrogativi

Sabato 19 settembre, ore 14.30.

Nel luogo stabilito per l’incontro, una voce giunge dritta alle mie orecchie: “Oh, vai su, c’hai un caffè pagato”. Bel modo per cominciare la giornata, penso. Neanche il tempo di un saluto o di un ringraziamento ed eccomi a degustare la piacevole bevanda scura, particolarmente allettante se bevuta senza lo scomodo portafogli obbligato ad aprirsi. Anche gli altri due membri della compagnia, giunti dopo di me, beneficiano del medesimo privilegio. Completato il rifornimento di caffeina, si parte in direzione di Montecalvi.

Un’acre odore di sigaro pungula le mie naciri. Mi ci abituo dopo pochi minuti. La jeep sulla quale viaggio pare un cavallo imbizzarrito lanciato all’inseguimento di non so quale fuggitivo. Un’unico pensiero mi sfiora la mente: tieniti forte o la schiena ne risentirà. Detto, fatto. Sul retro dell’indomito veicolo, il tempo pare non scorrere mai, rallentato dalla pendenza della strada. La scomodità dell’abitacolo diffonde questa sensazione nell’intimo della mia anima. Voglio scendere al più presto, non penso ad altro. Le parole pronunciate dalla compagnia rimbalzano contro la mia corteccia cerebrale divenuta improvvisamente impermeabile. Finalmente, un ostacolo si para davanti al nostro percorso: si tratta di una scivolosa lastra di pietra. Meglio proseguire a piedi: Dio sia lodato.

Con l’animo rinfrancato e la fatica abbandonata nel gabbiotto della jeep, cominciamo a salire. Ancora nessuna traccia della cava. Lasciamo dopo poco la strada maestra per imboccare un piccolo sentiero contornato da alberi, rovi, arbusti, legni. Il mio corpo inesperto è circondato, intrappolato in una rete di ostacoli posizionati a regola d’arte da Madre Natura. Cammino con difficoltà mentre gli altri sfrecciano parlottando del più e del meno: eleganti cerbiatti di montagna. Dopo un’estenuante mezz’ora, il sentiero termina aprendosi nell’area di estrazione. Un bagliore bianco colpisce i miei occhi: il calcare si staglia davanti a noi in tutta la sua avvolgente luminosità.

22 settembre 2009
Val di Cornia Libera

Clicca qui per vedere il video (Youtube)

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