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Il Comitato per Campiglia sulle pale eoliche: sì, ma a certe condizioni

Inserito da il 15 Settembre 2009 – 00:00Nessun Commento

La risposta del Sindaco di Campiglia Marittima apparsa sulla stampa sul tema della presunta installazione di pale eoliche alle Lavoriere contrariamente a quanto dichiarato non rassicura sul tema della tutela dell’ambiente.Il Comitato per Campiglia che da due anni lavora su questo argomento è totalmente favorevole alla utilizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che, in quanto tali, non comportano la distruzione di risorse esauribili dell’ambiente stesso.

Non ritiene invece accettabile il metodo di scelta basato solo sulle proposte dei privati e che vede il Comune prendere decisioni così importanti senza preventivi studi di localizzazione degli impianti di produzione di energia che tengano conto di tutti gli aspetti e i problemi del territorio ai quali l’imprenditore privato è poco o niente interessato :

– se, ad esempio, le pale eoliche sono la migliore soluzione alla luce di studi climatici seri sullo specifico territorio,

– se per l’impatto ambientale è più “redditizio” per la collettività l’uso di pannelli fotovoltaici, o se è opportuno utilizzare ambedue le tecnologie,

– se le pale eoliche debbano essere localizzate in pianura o sul crinale dei monti vicini sfruttando le strade e le trasformazioni prodotte dalle ,

– se debbano essere alte 30 metri o 100 metri.

Gli interrogativi sono tanti e di fronte alla necessità di realizzare impianti di produzione di energie, sarebbe utile che l’Amministrazione, in un processo di informazione e partecipazione, promuovesse  incontri e dibattiti finalizzati a spiegare  ai cittadini i vantaggi e gli svantaggi delle varie soluzioni. Sarebbe anche bene che le scelte sulle localizzazioni fossero fatte almeno nell’ambito  della Val di Cornia.

Il Comitato per Campiglia
15 settembre 2009

Il comunicato del Comitato come appare su Il Tirreno:

Il Comitato per Campiglia non si sente rassicurato dalle spiegazioni fornite dal sindaco Soffritti
«Sì alle pale eoliche, ma a certe condizioni»
Chiesto un incontro pubblico per discutere le scelte sulle fonti rinnovabili

CAMPIGLIA. Della possibile installazione di pale eoliche alle Lavoriere torna a occuparsi il Comitato per Campiglia. «La risposta del sindaco, apparsa sulla stampa sul tema della presunta installazione – scrive il Comitato – contrariamente a quanto dichiarato non rassicura sul tema della tutela dell’ambiente».

Il Comitato per Campiglia che da due anni lavora su questo argomento «è totalmente favorevole alla utilizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che, in quanto tali, non comportano la distruzione di risorse esauribili dell’ambiente stesso».

«Ma non è accettabile – sostiene il Comitato – il metodo di scelta basato solo sulle proposte dei privati e che vede il Comune prendere decisioni così importanti senza preventivi studi di localizzazione degli impianti di produzione di energia che tengano conto di tutti gli aspetti e i problemi del territorio ai quali l’imprenditore privato è poco o niente interessato».

«Se, ad esempio – specifica il Comitato – le pale eoliche sono la migliore soluzione alla luce di studi climatici seri sullo specifico territorio, – se per l’impatto ambientale è più “redditizio” per la collettività l’uso di pannelli fotovoltaici, o se è opportuno utilizzare ambedue le tecnologie».

Da valutare poi per il Comitato «se le pale eoliche debbano essere localizzate in pianura o sul crinale dei monti vicini sfruttando le strade e le trasformazioni prodotte dalle cave. Se debbano essere alte 30 metri o 100 metri. Gli interrogativi sono tanti – si sottolinea – e di fronte alla necessità di realizzare impianti di produzione di energie, sarebbe utile che l’amministrazione, in un processo di informazione e partecipazione, promuovesse incontri finalizzati a spiegare ai cittadini i vantaggi e gli svantaggi delle varie soluzioni. Sarebbe bene che le scelte sulle localizzazioni fossero fatte almeno nell’ambito della Val di Cornia», chiude il Comitato.

16 settembre 2009

Il Tirreno

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