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La politica del cemento – Successo dell’incontro con Settis e De Lucia

Inserito da il 2 Giugno 2009 – 20:41Nessun Commento

Una iniziativa di primordine in una sala stracolma di persone per l’incontro con due tra le figure più importanti della cultura italiana: l’urbanista Vezio De Lucia e il prof. Salvatore Settis, studioso del mondo antico e direttore della Scuola Normale di Pisa. Sono venuti in tanti all’appuntamento organizzato dal Comitato per Campiglia e dall’associazione Democrazia e Territorio, da tutta la Val di Cornia e oltre per dibattere sul paesaggio, i , il governo del territorio e i casi sempre più frequenti di cementificazione e di consumo di suolo.

Tante persone presenti, ma non un sindaco, non un amministratore in carica sebbene fossero stati invitati, denotando una sordità ai problemi del territorio anche quando questi vengono trattati da personalità di alto profilo scientifico di fronte ad una ampia platea di cittadini. Così ancora una volta i problemi del paesaggio e del cattivo uso del territorio sono apparsi come lo specchio fedele della crisi della politica, della distanza che separa le istituzioni dai cittadini, delle logiche di mercato e di interessi particolari.

È stato un dibattito ricco di interventi, lungo e serrato. Esiste in Toscana una questione del cemento? E quali sono i problemi della Val di Cornia e delle zone costiere per quanto riguarda il rapporto tra urbanizzazione e valori del territorio? Perché è cambiata l’urbanistica, passando dalle buone pratiche locali degli anni ’70 al degrado della pianificazione pubblica di oggi? Queste domande, formulate da Rossano Pazzagli nell’introduzione, hanno trovato larga eco negli interventi di De Lucia e di Settis e nel dibattito che è seguito.
Vezio De Lucia è partito dagli esempi di Milano e Roma per evidenziare lo scadimento della pianificazione pubblica anche nella nostra regione, dove c’è tanto potere ma esercitato male: “la Toscana ha preso una strada sbagliata”, ha detto evidenziando anche una crisi culturale che impedisce la formazione di una vera classe dirigente più attenta all’interesse pubblico.

Gli ha fatto eco Salvatore Settis che ha presentato il paesaggio come “il grande malato d’Italia”, snocciolando i dati Istat sulla crescita del consumo di suolo nell’ultimo quindicennio e puntando il dito sulla cementificazione e sui porti turistici. Sono emersi a più riprese gli esempi di , di Campiglia e di Piombino, casi in cui le varianti fatte ad hoc sono ormai più importanti della pianificazione vera e propria, e della Val di Cornia che a dispetto della dichiarata pianificazione unitaria ha tre piani strutturali invece di uno solo. De Lucia è tornato sulla presenza industriale a Piombino e sul progetto dei Parchi della Val di Cornia, un’esperienza cresciuta tra anni ’80 e ’90, nota a livello europeo e ora avviata ad una normalizzazione che sembra ridurne l’importanza strategica e progettuale. Dalle alle infrastrutture alle case, la linea del cemento sembra prendere il sopravvento. In Europa il nostro paese – ha evidenziato Settis – ha il più basso tasso di crescita demografica, ma il più alto consumo di suolo; le più antiche leggi di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, ma il maggior numero di violazioni e di abusi. Bisogna ripartire dalle regole, ha concluso ricordando l’articolo 9 della Costituzione che tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.

Numerosi gli interventi dal pubblico con domande, commenti e denunce. Che cosa si può fare – hanno detto in diversi – di fronte alla sordità, alla prepotenza e all’autoreferenzialità del potere politico? “Insistere, insistere, insistere” ha esortato Settis sottolinenando il ruolo positivo dei comitati, del confronto e della scuola. Il paesaggio e il territorio sono beni comuni che non possono essere sacrificati agli interessi di pochi.

Tra i presenti anche i candidati sindaci Massimo Zucconi (Campiglia), Nicola Bertini (San Vincenzo) e Torrino Checcoli (Piombino), ma nessun sindaco uscente: : sembra che loro non ne abbiano bisogno e che non sopportino le riflessioni, le critiche, i punti di vista. Forse preferiscono confrontarsi tra sé, così sono tutti d’accordo.

Fuori pioveva ancora, una notte piovosa di giugno, mentre si concludeva l’incontro, con il Comitato per Campiglia e Democrazia e Territorio che si sono proposti di dare continuità all’impegno a favore del paesaggio e per la rivalutazione della democrazia locale.

Comitato per Campiglia
Associazione Democrazia&Territorio

2 giugno 2009

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