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Capodanno alle Lavoriere per difendere il territorio

Inserito da il 1 Gennaio 2009 – 14:42Nessun Commento

Notte di festa e di protesta in campagna, tra i poderi e le abitazioni delle , per dire no al progetto di cementificio e difendere il territorio rurale. Gli abitanti della zona, insieme al Comitato per Campiglia, hanno raccolto adesioni da tutta la Val di Cornia e oltre. Tanto che hanno dovuto rinunciare alla cena collettiva e accontentarsi di salutare l’anno nuovo all’aperto, nel grande cortile che si affaccia su una bella campagna di campi coltivati in mezzo ai quali già svetta l’impianto Betonval di Trafossi, a cui si aggiungeranno altri impianti per il cemento se andrà avanti la variante urbanistica approvata dal Comune di Campiglia.

Verso mezzanotte diversi gruppi di amici, sfidando la serata fredda, si sono uniti agli abitanti delle Lavoriere e intorno ad un grande falò hanno brindato e festeggiato l’arrivo del 2009 con l’augurio che sia un anno migliore per il territorio, risorsa fondamentali a cui non si può rinunciare. Tra striscioni e cartelli contro il cementificio e la speculazione, canti e scambi d’auguri, alcuni poeti estemporanei della tradizione contadina hanno inscenato un significativo “contrasto”, cioè un duello cantato in ottava rima tra due personaggi (il contadino e il sindaco) sul tema della serata che si conclude con un accorato appello al primo cittadino: “La si ricordi che alle Lavoriere / ‘un ci si vol dell’attre ciminiere”. Un modo divertente e ironico per denunciare i pericoli che insidiano l’agricoltura e il paesaggio rurale di questa parte della Toscana.

Gli abitanti delle Lavoriere e il Comitato per Campiglia
1 gennaio 2009

Contrasto bellissimo fra il contadino delle Lavoriere e il sindaco di Campiglia

Contadino
Canto di berlusconi e berluschini,

di mafia, sciacallaggio e corruzione,
di banditi, veline e di velini.
che copron di cemento la nazione;
vanno sbarbando cipressetti e pini
per fare spazio alla speculazione,
gl’hanno sempre portato in parlamento
deputati impastati col cemento.

Sindaco
O contadino ‘un tu se’ mai contento,

noi ti si porta il frutto del progresso
che ti riempirà d’oro e d’argento;
se perdi l’occasion sei proprio un fesso;
tu ci dovresti fare un monumento
e venire a trovarci un po’ più spesso,
noi ti s’insegna l’arte ed il mestiere
tu ci potresti almeno offrir da bere.

Contadino
Non ci passare dalle Lavoriere,

tu potresti inciampare in una fossa,
‘un si vole esser presi pel  sedere,
né sotterrare la bandiera rossa;
ci vorresti ridurre a i’ miserere,
questa vorta l’hai fatta troppo grossa:
fatti vedere ancora in questa piana
però metti i rinforzi alla sottana.

Sindaco
Vi salvo tutti dalla tramontana,

vi ci fo le barriere antirumore,
col  cemento si fa una vita sana
vi rasciuga la mota e i’ sudore;
lo sanno tutti che per fare grana
bisogna aggiunger olio nel motore,
si porta giù i’ calcare da Campiglia
si fa un cemento gl’è una meraviglia.

Contadino
Questa vorta di dietro ‘un si ripiglia,

s’è già preso gli scarti di Bagnoli,
siamo d’accordo tutta la famiglia
la massaia e i’ capoccia co’ figlioli;
da’ retta al  contadino ti consiglia
ti fa assaggiare i nostri cetrioli;
lo disse il  Padreterno a Adamo e Èva:
vi ce l’ho messo e nun vi sì rileva

Sindaco
Te lo ricordi Dante icché diceva?

fra Cecina e Corneto in quei macchioni,
nemmeno la gramigna ci cresceva
oggi ci son cocomeri e poponi;
ma con quelli la fame ‘un ci si leva
e col cemento si fanno i milioni;
si trasforma Campiglia in un salotto,
pe’ andare all’Elba ci si fa un viadotto.

Contadino
E noi vi si farà volar di sotto!

A s’allarga il cimitero,
si fa festa con trippa e lampredotto
si porta il lutto vestiti di nero.
Sarebbe proprio vince’ un terno al lotto
al contadino ‘un gli parrà vero,
tra poco si rifanno l’elezioni
e si va ‘n culo a sindaci e padroni!

Sindaco
Se gl’avessi mi toccherei i coglioni,

noi di’ comune vi si vole bene,
vu’ siete sempre stati tanto boni
sobillar Val di Cornia ‘un vi conviene;
se vado via ci viene un berlusconi
vi piglia a bastonate nelle rene;
vi concedo la docche a’ pomodori
ma col vento del norde son dolori!

Contadino e sindaco alternandosi
Cont.: Siamo dimorti e vi s’aspetta fori

Sind.: ‘Un vu capite ben la sinergia
Cont.: Anche d’inverno noi ci s’ha i calori
Sind.: Se ‘un vu’ mi ci volete vado via
Cont.: La vadia ‘ndo’ mandò le pecchie il Gori
Sind.: La corpa l’è della democrazia
Cont.: La si ricordi che alle Lavoriere
‘un ci si vol dell’attre ciminiere.

Le Lavoriere 31 dicembre 2008
(testo di Alessandro Bencistà)

Guarda il video del contrasto:

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