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17 Febbraio 2020 – 13:30 | Un commento

L’ex sindaco Anselmi replica a Palombi: «Nel 2013 sono stati solo previsti dei manufatti tra l’altro diversi da quelli costruiti. Dopo è arrivato tutto il resto»
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Le Lavoriere: una zona ferita e dimenticata – Comunicato

Inserito da il 26 Novembre 2008 – 12:14Nessun Commento

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma in democrazia la sordità alla voce dei cittadini è una colpa grave. Gli abitanti della zona delle , che si sono riuniti insieme col Comitato per Campiglia, denunciano la totale insensibilità del sindaco e dell’amministrazione comunale rispetto ai problemi sollevati ormai da più mesi con iniziative di approfondimento e di mobilitazione.

La lottizzazione autorizzata dal comune in aperta campagna, per realizzare l’area produttiva suggestivamente denominata “valorizzazione inerti” dove è stato costruito l’impianto cementiero di Betonval e dove ulteriori impianti saranno realizzati dalla multinazionale del cemento Holcim o da altri industriali, rappresenta una grave ferita al territorio e un danno per l’agricoltura e il turismo.

Malgrado le assicurazioni del sindaco, si stanno già verificando una serie di irregolarità, che gli abitanti possono constatare quotidianamente con i propri occhi. L’impianto della Betonval è funzionante a pieno regime da quasi un anno, sebbene i lavori di costruzione non siano ancora stati chiusi; il permesso di costruire infatti, come risulta dagli atti indicati dall’Amministrazione stessa su nostra richiesta, è ancora aperto al punto che, il 2 settembre di questo anno, il Comune ha rilasciato la voltura del permesso stesso perché la Betonval ha venduto ad una Società con sede in Casal Monferrato (Unicalcestruzzi): ma la Variante al P.R.G. del 2000 non doveva servire solo per “delocalizzare” le aziende esistenti?? Chissà se Unicalcestruzzi avrebbe acquistato l’azienda Betonval se questa fosse ancora nella vecchia sede.

Per l’accesso alla ex Betonval viene regolarmente utilizzata una nuova strada (realizzata con il permesso di costruire rilasciato per le opere di urbanizzazione) che non è ancora conclusa né tantomeno collaudata. Anche il permesso di costruire relativo alle opere di urbanizzazione risulta infatti ancora aperto. Prova ne è che alla fine dell’ottobre di quest’anno è stata rilasciata dal Comune di Campiglia la variante in corso d’opera a quel permesso di costruire. La strada, priva di illuminazioni e di segnalazioni, viene chiusa al traffico con una catena fuori dagli orari di lavoro. Ci chiediamo con quali garanzie e sicurezza per i lavoratori che, più volte al giorno percorrono quella strada non ancora collaudata e quale sicurezza per chi, di notte, dovesse per caso percorrerla trovandosi di fronte una catena non segnalata.

Negli ultimi tempi ci sono stati dei consistenti movimenti di terra, anche con trasporto di materiali provenienti da altri siti. L’abbiamo segnalato al Sindaco, ma nulla è stato fatto, anzi il Comune ha risposto che tutto è nella norma, negando l’evidenza. Il Comune ha perfino dichiarato di avere effettuato un controllo mediante i vigili edilizi e di non aver riscontrato lavorazioni relative a movimenti di terra: si sono però dimenticati di dire che, quel sopralluogo, è stato effettuato in un giorno di pioggia intensa quando, i cantieri edili, come è noto a tutti, sono fermi.

La zona dove è collocata la ex Betonval è  illuminata a giorno anche di notte; nonostante non sia ancora allacciata la pubblica illuminazione e che pertanto si utilizzino generatori altamente rumorosi ed altamente inquinanti, e anche su questo nessun provvedimento. Ci saranno poi le emissioni in atmosfera, per le quali una Conferenza di Servizi  della Provincia ha ritenuto accoglibile la richiesta d’autorizzazione fatta dalla Betonval.

Da quando l’impianto è entrato in funzione gli abitanti lamentano inoltre una più frequente carenza d’acqua nelle abitazioni. Non sappiamo se le due cose sono in relazione, ma una domanda è lecita: da dove prende acqua l’impianto per i cementi? E soprattutto: da dove prenderanno l’acqua i futuri impianti previsti nella lottizzazione?

Tutte queste problematiche vanno ad aggiungersi, tra l’altro, alle già precarie condizioni ambientali della zona, che è attraversata dal fosso Corniaccia il quale continua ad esalare cattivi odori per lunghi periodi dell’anno ed a presentare evidenti fenomeni di inquinamento. Oltre alle acque del depuratore, non è da escludere che esso raccolga scarichi abusivi da parte delle industrie di Campo alla Croce. In assenza di puntuali verifiche degli enti preposti, i cittadini si sono autotassati per effettuare l’analisi chimica delle acque presso istituti privati. Eppure il sindaco Velo aveva pubblicamente assicurato: “Stiamo studiando una soluzione per il fosso Corniaccia”. Era il 2004!

Abitanti delle Lavoriere e Comitato per Campiglia

26.11.2008

La notizia come appare su Il Tirreno del 27.11.2008:

Proteste alle Lavoriere «Una zona dimenticata»

La definiscono una zona ferita e dimenticata. L’area è quella delle Lavoriere e il giudizio è dei Comitati abitanti delle Lavoriere e per Campiglia che denunciano «la totale insensibilità del sindaco e dell’amministrazione comunale» per i problemi che si sono accompagnati alla realizzazione dell’area di valorizzazione inerti. «Negli ultimi tempi ci sono stati dei consistenti movimenti di terra, anche con trasporto di materiali provenienti da altri siti – affermano – L’abbiamo segnalato al sindaco, ma nulla è stato fatto. Anzi, il Comune ha risposto che tutto è nella norma, negando l’evidenza, dichiarando di avere effettuato un controllo mediante i vigili edilizi e di non aver riscontrato lavorazioni relative a movimenti di terra, dimenticando che, quel sopralluogo, è stato effettuato in un giorno di pioggia intensa quando, i cantieri edili, come è noto a tutti, sono fermi».Il dito dei Comitati è puntato contro l’impianto Betonval, il primo a essersi insediato nell’area. «L’impianto è funzionante a pieno regime da quasi un anno, sebbene i lavori di costruzione non siano ancora stati chiusi – denunciano – Il permesso di costruire, infatti, come risulta dagli atti indicati dall’amministrazione stessa su nostra richiesta, è ancora aperto. Al punto che il 2 settembre di quest’anno il Comune ha rilasciato la voltura del permesso stesso, perché la Betonval ha venduto a una Società con sede in Casal Monferrato (Unicalcestruzzi)».

Dubbi anche sulla viabilità. «Per l’accesso alla ex Betonval viene regolarmente utilizzata una nuova strada che non è ancora conclusa né tanto meno collaudata – aggiungono – Priva di illuminazione e di segnalazioni, viene chiusa al traffico con una catena fuori dagli orari di lavoro. Quali sono le garanzie e la sicurezza per i lavoratori che, più volte al giorno percorrono quella strada non ancora collaudata? E per chi, di notte, dovesse per caso percorrerla trovandosi di fronte una catena non segnalata?».

Gli abitanti delle Lavoriere lamentano una più frequente carenza d’acqua dopo l’entrata in funzione dell’impianto e l’illuminazione a giorno anche di notte dell’area «utilizzando generatori altamente rumorosi e altamente inquinanti». Problematiche che per i Comitati abitanti delle Lavoriere e per Campiglia «si aggiungono alle già precarie condizioni ambientali della zona, che è attraversata dal fosso Corniaccia. Il corso, che continua a esalare cattivi odori per lunghi periodi dell’anno, presenta evidenti fenomeni di inquinamento». E annunciano: «In assenza di puntuali verifiche degli enti preposti, ci siamo autotassati per l’analisi chimica delle acque, presso istituti privati». (ma.mo.)

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