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ESCLUSIVO: No a un cementificio nella Piana di Venturina – un gruppo di abitanti lancia l’allarme

Inserito da il 4 Giugno 2008 – 22:17Nessun Commento

Siamo un nutrito gruppo (circa un centinaio le firme sin qui raccolte) di abitanti, agricoltori e operatori di via delle e dintorni a Venturina nel comune di Campiglia Marittima e siamo allarmati dalle politiche economiche e ambientali e seriamente preoccupati dalle decisioni che l’amministrazione comunale campigliese sta prendendo col rischio di compromettere irrimediabilmente agricoltura e ambiente, salute e turismo eco-sostenibile nel nostro territorio e nell’intera Val di Cornia.

Poco più di un anno fa vedemmo improvvisamente e sorprendentemente spuntare su come un fungo malefico un mostruoso e sproporzionato deposito di stoccaggio di cemento  all’interno di otto ettari di terreno strappati all’agricoltura, che “inspiegabilmente” avevano cambiato destinazione d’uso per ospitare attività commerciali e artigianali, quantunque la zona industriale esistesse già a Campo alla Croce, lungo la superstrada tra Venturina e Piombino.
Perché mai l’amministrazione comunale aveva scelto di violentare ulteriormente la Piana affondando la ferita in una zona ad alta densità e vocazione agricola e compromettendo quell’affascinante ma fragile paesaggio agricolo che sfuma sul Golfo di e Populonia, distanti appena tre chilometri? Alle nostre rimostranze e proteste ci assicurò che si trattava di una vecchia delibera risalente a molti anni prima e comunque il tutto si sarebbe ridotto a un semplice deposito di cemento e niente più.
Evidentemente l’appetito degli speculatori senza scrupoli non ha limiti e così oggi si profila la minaccia ancor più spaventosa che a quel mostruoso deposito si aggiunga la costruzione di un intero cementificio, che oltretutto affogherà il territorio campigliese e circostante sotto un’incontrollata colata di cemento e finirà per divorare con l’ulteriore saccheggio delle ogni ipotesi di sviluppo del Parco archeominerario di San Silvestro.

Noi invece siamo convinti che non si possono uccidere così coltivazioni di eccellenza, come i carciofi, per cui Venturina è famosa (o come gli spinaci, i poponi, i cavolfiori, i pomodori, ecc.); attività agricole operanti nella zona note per le loro coltivazioni di avanguardia nella lotta biologica; attività agrituristiche e insediamenti turistici rispettosi dell’ambiente.

Ecco perché ci opponiamo a ogni ipotesi di questo genere e a ogni estensione delle attività artigianali e industriali in quell’area, al di fuori della già esistente e sotto utilizzata zona di Campo alla Croce, che oltretutto abbisognano di grandi quantità d’acqua e la sottraggono alle già deficitarie risorse destinate al settore primario.

Siamo decisi a denunciare all’opinione pubblica locale, nazionale e internazionale, ai mezzi d’informazione e alle istituzioni competenti lo scempio che si profila. Siamo decisi a impedirlo e invitiamo l’intera popolazione a non accettare in silenzio quest’ennesimo sopruso.

(Questo appello à stato pubblicato in La Nazione del 5 giugno 2008)

 

Il giorno 14 giugno si è svolto l’incontro tra il sindaco di Campiglia Maritttima, l’On. Silvia Velo, e una rappresentanza degli oltre 170 abitanti, agricoltori e operatori di via delle Lavoriere e dintorni sin qui firmatari del documento di protesta contro la sciagurata decisione dell’amministrazione comunale campigliese di colpire mortalmente la Piana di Venturina con la lottizzazione di 8 ettari di terreno agricolo destinati a ospitare il mega deposito di stoccaggio del cemento della Betonval e altri insediamenti industriali di forte impatto ambientale come un nuovo cementificio.

Alle numerose, argomentate e precise contestazioni, il sindaco Velo non ha dato alcuna risposta positiva, ha dimostrato nessun rispetto e considerazione del difficile lavoro che tanti agricoltori prestano nella zona con risultati di eccellenza e ha semplicemente rassicurato i presenti che né ora né mai l’amministrazione pensa di allargare ulteriormente l’area con una nuova variante relativa ad altri 8 ettari di terreno attiguo.

Gli agricoltori, gli operatori economici e gli abitanti hanno denunciato l’errore commesso dall’amministrazione comunale di centro-sinistra, tanto più grave in quanto la zona industriale di Campo alla Croce poteva essere la destinazione naturale di quella delocalizzazione, anche perché risultava e risulta attualmente sotto utilizzata. In ogni caso mai si doveva arrivare a tale ubicazione, dal momento che il piano strutturale prevede ogni eventuale sviluppo degli insediamenti industriali lungo l’asse viario Venturina-Piombino.

I firmatari del documento “No al Cementificio nella Piana di Venturina” sono decisi a proseguire la mobilitazione e a impedire quest’ennesimo scempio contro la salute, l’attività e il paesaggio agricoli e l’ambiente.”

I firmatari del documento “No al Cementificio nella Piana di Venturina”

 

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