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TOSCANA INFELIX : Campiglia nel mirino di una mappa delle emergenze territoriali

Inserito da il 16 Aprile 2008 – 21:08Nessun Commento

Toscana Infelix : questo portale internet dal nome suggestivo elenca tutti i siti in pericolo in Toscana. Ambiente, infrastrutture, urbanistica, patrimonio, paesaggio : le emergenze territoriale sono numerose e ben documentate. Uno zoom sull’area piombinese ci porta alle due problematiche che interessano il Comitato:

Residenze turistiche a Campiglia?

Tra la rocca di Campiglia e quella di San Silvestro

Un nuovo villaggio turistico dovrebbe sorgere a cinquecento metri dalla Rocca di Campiglia Marittima, in località Fonte di Sotto, tra il Macello e la Madonna di Fucinaia, tra la provinciale per San Vincenzo e la strada sterrata che porta alla Rocca per San Silvestro e che – per questomotivo – il Comune vuole valorizzare come percorso naturalistico «da Rocca a Rocca». 

Se il minuscolo e intatto borgo di Campiglia si estende sul cocuzzolo per una superficie di 50.000 quadrati, ai suoi piedi il villaggio sarà al centro di un´area estesa per più della metà dell´abitato medievale. Secondo il «Comitato per Campiglia» – entrato nel coordinamento regionale di Alberto Asor Rosa – è un insulto che tanto cemento venga contraddittoriamente versato dove si vuol celebrare e valorizzare il matrimonio tra storia e natura. «Il villaggio distruggerà quel delicato equilibrio tra città antica e campagna che fa di questo centro antico un caso raro e un luogo di qualità eccezionale» tuona il comitato, formato da una quarantina di iscritti e da un´altra cinquantina di simpatizzanti, soprattutto professionisti proprietari di ville in zona.

La residenza turistica alberghiera alla Fonte di Sotto è prevista dal Piano regolatore del 1980 ed è stata confermata nel Prg del 1995, ha ricevuto voti unanimi del consiglio comunale, sono già approvati sia il piano attuativo che la convenzione con la cooperativa costruttrice, e adesso il Comune rilascia le concessioni a costruire. Il piano di lottizzazione prevede tre edifici, lineari, con brevi interruzioni tra loro, lunghi 100, 150 e 50 metri, disposti su tre livelli. In totale 51 alloggi di una, due e tre stanze, con il giardinetto frontale e tergale. E poi servizi comuni da installare in un edificio di nuova costruzione e in un altro recuperato: reception, bar, una stanza per colazioni, depositi, spogliatoi, una sala comune, un bilocale per il personale e servizi per la piscina. Piscina che sarà realizzata assieme ad un laghetto artificiale in mezzo ad un oliveto, centinaia di metri di vialetti, strade e parcheggi, coprendo – sostiene il comitato – almeno un terzo del corso d´acqua esistente e occupando la gran parte della proda erbosa compresa tra la provinciale e il corso d´acqua, con riporti di terreno e scavi che arriveranno a 4,5 metri di altezza. «In pratica – denunciano professionisti e docenti universitari, musicisti, psicoterapeuti e un insegnante di yoga, ma anche l´urbanista Gianfranco Di Pietro – si prevede di trasformare completamente il paesaggio esistente (maglia agraria, uliveto, sughere lungo il bordo dei ciglioni) arrivando a sostituire con coltivazioni di bambù il canneto lungo il corso d´acqua (uno dei tratti iniziali del Botro ai Marmi)».

Il comitato teme la speculazione edilizia. «Le caratteristiche dell´insediamento, il fatto che sia progettato un solo bagno per i dipendenti e certi passaggi della convenzione che prevedono la divisione catastale, ci fanno sospettare che il progetto di albergo sia rapidamente abbandonato e che le unità abitative vengano vendute come seconde case sull´esempio di quanto già successo in Toscana» dice, in proposito, Simona Lecchini Giovannoni, del direttivo del comitato per Campiglia.

Campiglia: una cava contro il parco minerario di San Silvestro

Bloccate la cava di Monte Calvi

La prima denuncia era arrivata a febbraio 2007 dall’archeologo medievale Riccardo Francovich: «La cava di Monte Calvi di Campiglia Marittima va chiusa, l´attività estrattiva non è più compatibile con la fruizione del Parco archeominerario di San Silvestro». L´ultima è arrivata in aprile: un esposto presentato a Bruxelles da Legambiente che rileva le violazioni alle direttive europee sulle aree protette. Colpevole, secondo gli ambientalisti, il Comune di Campiglia, che «prosegue l´attività di estrazione senza aver ef fettuato la “Valutazione di incidenza ambientale”, procedura prevista dalle normative europee anche per le zone di confine con le aree protette, inserite nel Sic It5160008, o sito di importanza comunitaria» spiega Sebastiano Venneri, della direzione nazionale di Legambiente con Edoardo Zanchini e Sandro Lucchetti, che ieri hanno presentato l´esposto, precisando che una copia verrà spedita anche alla Regione Toscana, «e un´altra alla magistratura per informarla dei fatti e perché verifichi che non vi siano state violazioni di legge».

Una battaglia aperta tra ambientalisti e fautori del Parco contro i piani di cava di Monte Calvi dell´amministrazione, che prevedono che l´attività estrattiva del calcare per le acciaierie di Piombino prosegua fino al 2018. La cava in questione è contigua al perimetro del Parco, due attività giudicate incompatibili anche per le mine fatte brillare che – affermava Francovich – «hanno provocato lesioni nell´antica Rocca di San Silvestro e, con la caduta dei sassi, messo a repentaglio il passaggio dei visitatori lungo di itinerari del parco archeologico e minerario».

Ma in questo caso Legambiente punta il dito non solo sulla sicurezza, ma su studi mai realizzati e procedure non rispettate. L´area in questione è inserita nell´elenco di Rete Natura 2000, «sono zone sotto tutela e, dalle carte che noi abbiamo potuto analizzare, non ci risulta che il Comune abbia mai ef fettuato la “Valutazione di incidenza ambientale” prevista dalle direttive comunitarie – proseguono i responsabili dell´associazione – è evidente l´incompatibilità estrattiva con un sito di tale delicatezza ambientale e paesaggistica».
Insomma il futuro della Val di Cornia passa dalla valorizzazione e fruizione turistica del suo Parco, osservano gli ambientalisti, «e non dallo sfruttamento scriteriato delle risorse e dallo stravolgimento del paesaggio delle colline mangiate dalla cava».

Nel mirino di Legambiente c´è anche la cava di San Vincenzo, oggetto di una prossima battaglia, prosegue Venneri. E aggiunge: «Le cave rappresentano uno dei principali fattori di rischio per il paesaggio toscano. Oggi sono circa 170 quelle attive ed oltre mille quelle abbandonate. Il nuovo piano cave regionale sta per essere approvato dal Consiglio regionale e siamo preoccupati che vada verso un´ulteriore espansione delle escavazioni nel territorio. Chiediamo alla Regione di bloccare quella di Campiglia e poi di aprire un confronto pubblico sul nuovo Piano».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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