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PROTOCOLLO DI INTESA PER IL RECUPERO E LO SVILUPPO DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, INDUSTRIALE, ARCHEOLOGICO E CULTURALE DELL’AREA MONTE CALVI, CAMPIGLIA M.ma
Nell’incontro pubblico di lunedì 14 settembre, il sindaco di Campiglia, d.ssa Ticciati, ha illustrato i …

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“In certi casi non dire tutta la verità è come dire una bugia”

Inserito da il 4 Febbraio 2008 – 21:37Nessun Commento

L’incontro con i cittadini  di lunedì quattro febbraio a si è svolto in modo surreale : nessuno ha presentato i relatori  e coloro che erano seduti dietro al tavolo di rappresentanza, il Sindaco non ha aperto bocca e tutti hanno recitato una parte già scritta.

Le informazioni precedentemente date alla stampa, e quindi attraverso la stampa ai cittadini, avevano fatto pensare che nella tenuta di si mettesse in atto qualcosa di speciale e qualificante nel senso di un turismo alternativo ai vacanzieri delle ferie agostane e degli weckends selvaggi.

Si trattava, così avevamo capito o forse sognato,  di restaurare e in parte ricostruire la fattoria ottocentesca dei Della Gherardesca con criteri improntati ad un’agricoltura di qualità  rivolta ad un turismo interessato non solo al mare ma anche alla natura (cavalli, passeggiate a piedi e in bicicletta, prodotti agricoli , ecc.).

Nell’assemblea cittadina  gli addetti ai lavori hanno illustrato per più di due ore le meraviglie di questo progetto con immagini di mappe per spiegare il territorio, fotografie sul degrado delle belle case coloniche abbandonate e perfino una diapositiva  dell’affresco di Ambrogio Lorenzetti  raffigurante  “gli effetti del Buon Governo in campagna“.

Quasi en passant si è parlato di un albergo di 150 posti letto (grande vittoria rispetto ai 600 posti previsti nel primo progetto!)  che sorgerà ex novo lungo il viale de  La Principessa e i cui ospiti, secondo i relatori, non andranno al mare (sic !) ad aggravare il calpestio del parco pubblico perché interessati solo a stare nel verde.

Quando l’Assessore Conti ha lasciato la riunione (del suo intervento francamente non saprei riassumere) tutti se ne sono andati  (forse a cena) eccetto i poveri cristi dell’opposizione  che con le tanaglie hanno cavato fuori la verità: del piano agricolo aziendale (p.m.a.a.) ancora non si è parlato, quindi non sappiamo quanta parte delle vecchie costruzioni servirà all’attività agricola, ma sappiamo che le coloniche  (e gli annessi) non serviranno ad accogliere turisti amanti della natura, ma saranno prime e seconde case .

L’architetto progettista, in evidente imbarazzo, ha detto che non era un problema suo ma un problema politico. Ha perfettamente ragione e per questo mi sento presa per i fondelli.

Simona Lecchini Giovannoni

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