comitato per campiglia
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467 - Il Comune di Piombino progetta un parco fotovoltaico da 28 milioni a Montegemoli
Legambiente: no grazie
16.2.2010
Saranno installati 14.500 pannelli solari su 13 ettari di terreno
Il Comune risparmierà 600mila euro di costi per l’energia e ne guadagnerà altri 750mila
Quasi un milione e mezzo di euro all’anno. Che entreranno nelle casse del Comune. E un progetto che farà di Piombino uno dei poli energetici più grandi d’Italia. Grazie alla costruzione di un mega impianto fotovoltaico. Il terzo parco della penisola. La gara d’appalto è stata espletata. E la commissione sta ora valutando i documenti dell’unica azienda che ha partecipato.
È il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna l’unica azienda che ha deciso di raccogliere la sfida lanciata dal Comune di Piombino. Quella di realizzare un impianto fotovoltaico da 14mila 500 pannelli, adagiati su 13 ettari di terreno a Montegemoli. Un impianto che costerà, al Consorzio, quasi 28 milioni di euro. E che dovrà gestire per venti anni. Dopodiché l’impianto potrà essere dismesso o tornerà di proprietà dell’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione, attraverso le procedure d’esproprio, i terreni di Montegemoli.
È ancora presto però per parlare dell’aggiudicazione. Ad un primo esame della commissione, la Ccc di Bologna ha tutte le carte in regola per costruire l’impianto. Ma la commissione deve ancora finire di controllare tutti i documenti. Quello che è certo però, è che il parco fotovoltaico si farà. «La decisione è stata presa da tempo - spiega l’assessore al Bilancio Massimo Giuliani - che finalmente viene realizzata. Ed è una delle prime volte in Italia che un project financing ha una doppia valenza: quella pubblica, perché è il Comune che ha indetto la gara e quella privata. Spetta infatti alla cooperativa realizzare il progetto». L’azienda che costruirà e gestirà l’impianto da 6 MW venderà l’energia elettrica prodotta direttamente all’Enel. Il Comune invece avrà uno scomputo di 600mila euro all’anno circa, pari alla spesa sostenuta per il costo dell’energia, e 750 mila euro all’anno come royalties sull’energia venduta dall’impresa.
Al parco del fotovoltaico di Piombino sarà anche realizzata una zona didattica, aperta alle scuole del territorio, che prevede la costruzione, in piccolo, di una centrale eolica e di una centrale geotermica. E in città sarà anche installato un mega pannello per raccontare ai cittadini tutti i vantaggi di questo progetto. «Un progetto - aggiunge Giuliani - che non snatura il paesaggio. L’area sulla quale sorgerà è infatti quella industriale, e i pannelli saranno fissi, alti meno di 2 metri».
Nell’area Pip di Montegemoli l’amministrazione aveva a disposizioni alcuni terreni. Ma la decisione presa dal Comune è stata quella di procedere agli espropri per recuperare quei 13 ettari. Uno accanto all’altro, senza bisogno di “spezzettare” l’impianto. Che altrimenti, sarebbe costato molto di più.
Ora, una volta aggiudicata la gara, l’azienda avrà due mesi di tempo per presentare il progetto definitivo ed altri due per quello esecutivo. Una volta che l’azienda avrà ottenuto tutti i permessi necessari, non dovranno passare più di dieci giorni, prima dell’inizio dei lavori. Lavori che potranno durare al massimo dieci mesi.
FRANCESCA GORI
Il Tirreno 16.2.2010
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OLTRE ai capannoni industriali e artigianali, anche per le coperture dei parcheggi di nuova costruzione potrebbero essere utilizzati i pannelli fotovoltaici, interventi che nelle zone agricole iniziano ad essere utilizzati, ma è ancora troppo poco. «È necessaria una pianificazione energetica ed ambientale del territorio integrata con gli strumenti urbanistici — ha dichiarato Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana — questo consentirebbe di acquisire i dati relativi ai flussi di energia facendo emergere le eventuali criticità e permetterebbe, di conseguenza, di definire e organizzare le diverse azioni mirate al risparmio e all’efficienza energetica. Ciò permetterebbe di monitorare, peraltro, l’effetto delle azioni introdotte e modificare dove occorre le strategie adottate. Sono gli enti locali — ha concluso Baronti —- che dovrebbero governare, redigere un piano energetico locale, programmare e indirizzare l’economia energetica, stimolare le categorie economiche, le grandi aziende e gli enti pubblici a presentare progetti che prevedano il risparmio, l’efficienza e le fonti alternative».
m.p.
La Nazione 16.2.2010
16.02.10