comitato per campiglia
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463 - «Troppe seconde case in Val di Cornia» Critico l’Irpet -
Il Tirreno 12.2.2010
Irpet: la sfrenata crescita edilizia non ha prodotto la ricchezza sperata
Nel rapporto sull’urbanizzazione la nostra zona tocca livelli da record, ben oltre la media toscana
Negli ultimi dodici anni nei centri della Val di Cornia si è registrata una crescita urbana tra le più elevate dell’intera regione Toscana. A sostenerlo dati alla mano è l’Irpet (l’istituto economico regionale toscano) che ha appena pubblicato il rapporto 2010 dedicato appunto al tema “Urbanizzazione e reti di città in Toscana”.
Tradotto in parole semplici, il consumo di suolo sia per il comparto residenziale che per quello non residenziale, quest’ultimo votato soprattutto al turismo, dalle nostri parti è stato ben oltre la media toscana 1996-2007. C’è di più: secondo l’Irpet «la realizzazione di seconde case e la crescita di strutture immobiliari non residenziali ha fatto salire il costo degli appartamenti (con una media che oscilla tra i 2mila e i 2600 mq.) e non ha prodotto la ricchezza economica sperata».
Una situazione che, con l’avvento della crisi, ha provocato il blocco del mercato immobiliare e ha messo un freno al turismo.
A trainare in avanti la “Val di Cornia del mattone” sono stati soprattutto San Vincenzo e Campiglia dove, nonostante i prezzi delle case fossero già alti, c’è stata una notevole crescita insediativa determinata dal turismo. A copiarci è stato anche Castagneto Carducci, dove è avvenuto lo stesso tipo di fenomeno. Ne è la riprova il saldo della popolazione che, nel periodo preso in esame, in Val di Cornia è aumentato solo del 5%, e soprattutto per l’arrivo degli immigrati.
A livello regionale, come la Val di Cornia si sono comportati i territori del Valdarno e dell’Aretino. Nel comparto livornese, «le espansioni avvengono in contesti già saturi» per conto proprio. Un vero e proprio monito quello dell’istituto economico toscano, cui non piace una pressione urbana così elevata che non ha ricadute sul territorio.
Tra i comuni che hanno maggiormente incrementato il numero di abitazioni, superiori alle mille unità, sempre nel periodo compreso tra il 1996 ed il 2007 ci sono Piombino e Campiglia. Un fenomeno riconducibile non soltanto all’incremento di immobili a uso residenziale ma frutto di recuperi e parcellizzazioni del patrimonio già esistente.
K.G.
Troppi mini-alloggi, si smetta di costruire
BERTINI (FORUM)
SAN VINCENZO. Troppe seconde case in Val di Cornia. Lo ha detto l’Irpet e l’allarme viene rilanciato anche dal Forum del centrosinistra. «Più si costruisce più aumentano i prezzi delle case - dice Nicola Bertini - perché l’aumento di offerta è legato a operazioni di tipo speculativo. L’aumento dei prezzi coinvolge il settore residenziale, che a San Vincenzo non è scindibile da quello turistico, e la collettività s’impoverisce». Il Forum contesta quindi la posizione del sindaco che ha considerato la realizzazione di nuovi interventi come portatori di sviluppo. «Quando nel presentare il nuovo piano strutturale vengono raccontate le solite fesserie sul fatto che non si può fermare del tutto la costruzione di seconde case - aggiunge Bertini - si vuol continuare a garantire un grosso guadagno ai soliti noti, ben sapendo che sarà la collettività a pagare». Oggi che la crisi colpisce anche il settore immobiliare, l’unica scelta responsabile per un’amministrazione, secondo il Forum, è quella della riconversione urbana del tessuto edilizio esistente. Dando una spinta alla riqualificazione degli edifici esistenti. «Gli unici interventi di edilizia - dice - devono dare risposte con l’edilizia popolare al fabbisogno di prima casa».
Il Tirreno 13.2.2010
12.02.10