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Una larga ferita al paesaggio, assenza di ripristino ambientale, danno al patrimonio culturale con la distruzione delle antiche gallerie etrusche delle ‘Cento Camerelle’.

A Monte Valerio la Sales con la scusa della miniera di stagno ha  svolto negli ultimi cinquant’anni un’attività di cava sempre più invadente, prima in modo abusivo e successivamente autorizzata dal Comune di Campiglia, che ora non sembra più in grado di controllare efficacemente le operazioni.

Nel ventennio tra il 2000 ed il 2020 si prevede di scavare 8 milioni di mc. d’inerti. Considerando anche il periodo precedente, nel 2020 potrebbero essere stati scavati da Monte Valerio circa 22 milioni di mc di materiale, equivalenti, in termini volumetrici, a circa 70.000 abitazioni e 150.000 abitanti. Una città come Livorno. Circa 50 ettari di suolo sono passati da bosco a cava.

Marte?

No, la cima di Monte Valerio...

1930

2008

Il sacco di Monte Valerio - Cave, storia e paesaggio a Campiglia M.ma

Conferenza dibattito

organizzato dal Comitato per Campiglia - Venturina, 20 febbraio 2009









Resoconto della seratanews/Entrees/2009/2/21_298_-_Comune_e_Soprintendenza_chiamati_in_causa_per_Monte_Valerio.html







La vicenda amministrativa
Arch. Massimo ZucconiMonte_Valerio,_il_sacco_files/La%20cava%20Monte%20Valerio.pdf







La storia
Gianfranco BenedettiniMonte_Valerio,_il_sacco_files/Monte%20Valerio%20storia.pdf
E’ proprio nelle miniere della Val di Cornia che nacque una delle più importanti imprese del ventennio fascista, l’Azienda Minerali Metalli Italiani (AMMI), alla miniera di stagno di Monte Valerio.

La sua importanza era tale che lo stesso Mussolini si recò a Venturina per visitarla nel 1938. Il Duce atterrò al campo di aviazione di Venturina pilotando egli stesso l’aereo; fu accolto in modo entusiastico dalla folla.

 

3 - il tempo del fascismo

Monte Valerio è conosciuto fin dal tempo antico. Gli studiosi sono concordi nel dire che vi lavorarono sia gli Etruschi che i Romani alla ricerca della cassiterite utile per ricavare lo stagno.

Le “100 camerelle” (foto a destra - 1956)) sono altrettante piccole escavazioni fatte dagli Etruschi o dai Romani sopra un giacimento di ferro, gli affioramenti del quale, in forma di ampio fungo, erano ricoperti da un metro, talvolta più, di calcare. Gli antichi penetrarono al di sotto di esso formando così numerose camere collegate fra loro per mezzo di piccole gallerie.

 

1 - gli etruschi

Lo sfruttamento venne ripreso da una società francese che giunse nel 1850 alla ricerca di rame. Avvenne che, dopo la visita agli antichi scavi, si rendessero conto della presenza di cassiterite.

Così ripresero le ricerche e gli scavi. Il tutto terminò nel 1893 allorquando gli inglesi della Hallwaj di Londra acquistarono le concessioni scoprendo altri strati di cassiterite quasi pura. Le ricerche andarono avanti fino al 1914.

2 - i francesi, gli inglesi

Nel 1948 sopraggiunse la Sales (Società anonima lavori edili e stradali); la ricerca mineraria fu usata come paravento ad una attività nuova: quella di cava.

Nel 2000 il Comune autorizza la cava di Monte Valerio per 20 anni secondo un  piano di coltivazione articolato in 6 fasi, che prevedono il contestuale ripristino. Questo atto prevede anche l’intervento della Soprintendenza archeologica e l’obbligo di Sales “a mantenere integre le gallerie presenti nel versante Nord” secondo le indicazioni della stessa Soprintendenza. Che cosa è stato fatto?

 

4 - la sales


A Campiglia la cultura della conservazione delle testimonianze materiali della storia del lavoro conta meno che zero.

La prova: la demolizione delle LAVERIE della miniera di Monte Valerio, nel febbraio 2009.

I fabbricati, in particolare quello destinato al lavaggio del minerale, presentavano caratteristiche di rilevanza storica. La descrizione e le foto fanno ben capire il grande valore testimoniale della storia del lavoro di una miniera che, con i suoi 750 dipendenti, ha fatto vivere per quasi cinquanta anni tutta Campiglia.

Se ormai da decenni agli edifici industriali viene riconosciuto un grande valore documentario,  storico ed architettonico, purtroppo bisogna prendere atto che a Campiglia non è così.

Infatti gli edifici principali e più interessanti della miniera sono stati demoliti nel giro di pochi giorni. Dopo i danni al paesaggio, non c’è rispetto neanche per i segni del lavoro.

5 - l’ultimo scempio: la distruzione delle laverie di stagno

Le Laverie oggi

video

Tutte le foto in bianco e nero sono tratte dal libro "LE MINIERE A CAMPIGLIA, dagli Etruschi ai giorni nostri" di Gianfranco BENEDETTINI


le laverie


(tratto dal libro "Fascismo e Resistenza - Avvenne negli anni difficili 1920/1945" di Coraldo CAVICCHI)


(...) Attraverso apposite canale di ferro la sabbia rossa e polverosa contenente il minerale discende nel sottostante stabilimento della "laveria", dove sono gli assistenti e una quindicina di donne che in tre turni assistono e lavorano alla separazione del minerale di stagno.

L'impianto automatico delle laverie, con la forza dell'acqua corrente che, immessa assieme alla sabbia rosa, scorre nelle "tavole a scossa", separa lo spurgo sterile (composto da sabbia, ferro e pitite) il quale va via assieme all'acqua, mentre il rivolino di stagno cade in apposite cassettine di legno; le donne lo raccolgono e, dopo la pesatura giornaliera, lo mettono in apposite botticelle di legno.

Da qui il minerale stannifero passa alla vicina fonderia, dove un gruppo di specialisti fonde la sabbia di stagno in speciali crogioli che, usciti dal forno, colano il metallo liquido, detto "concentrato", negli stampi, dai quali dopo il raffreddamento escono i piccoli lingotti grigi e lucenti. (...)"

le Laverie nel dopoguerra

la costruzione delle Laverie

clicca sulle foto per ingrandirle

dentro le Laverie


...ora si teme per 
l’etruscan mines...news/Entrees/2009/3/8_311_-_Dopo_la_distruzione_delle_Laverie,_ora_si_teme_per_lEtruscan_Mines.html